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23 Novembre 2020

Perimplantiti: nessuna soluzione all’orizzonte o terapia precoce?

La cura dei pazienti è affare diverso dall’infilare delle viti nell’osso. Così il prof. Massimo Gagliani commentando un articolo pubblicato sul JDR nel suo Agorà del lunedì

di Massimo Gagliani


La nuova odontoiatria sarà sempre più rivolta a rimediare quanto di sbagliato abbiamo fatto nel passato, più o meno recente; la smodata richiesta di impianti, la voracità con cui ci siamo dedicati a questa disciplina con l’illusione di trattare definitivamente non solo le edentulie pregresse ma anche i fallimenti delle terapie endodontiche e parodontali, ci devono far riflettere.  

Lo fanno in un eccellente articolo, comparso sul Journal of Dental Research, ricercatori statunitensi coordinati da Giannobile, un’autorità in materia.   Spesso la scelta di trattare una prerimplantite comprende anche la resezione circonferenziale delle spire per giungere a una superficie impiantare meno colonizzabile da parte dei batteri; l’operazione aggiunge difficoltà a difficoltà e, come tale, se non avesse un reale beneficio potrebbe essere rivisitata.  

Gli Autori giungono a conclusioni articolate:

  • La sopravvivenza a un anno era intorno al 85% del campione trattato con una lieve preferenza per gli interventi che prevedessero un trattamento delle spire ma non significativo se paragonato al risultato ottenuto con un intervento più semplice e meno lungo.
  • Gli elementi di gran lunga più importanti sono stati quelli legati alla diagnosi precoce, alla profondità del sondaggio pre-operatoria, alla persistenza del sanguinamento e alla presenza o meno di suppurazione.  

Che dire, forse nulla di nuovo sotto il sole, ma ribadire nuovamente quello che più conta: la cura dei pazienti è affare diverso dall’infilare delle viti nell’osso.  

Controlli e richiami scrupolosi, terapie tempestive e preventive rimangono ancora la base per ottenere i migliori risultati a distanza.  

Un sistema dove il “care-giver” odontoiatrico si dovrebbe distinguere – per interazioni professionali che vanno dal rapporto con l’igienista, con la segreteria per i controlli periodici e con l’assistenza per rendere il tutto più confortevole – dal “dental merchant" cui la nostra categoria troppo spesso si è ispirata.

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