HOME - Agorà del Lunedì
 
 
22 Febbraio 2021

Carie secondaria: un problema misconosciuto

Il tema che il prof. Massimo Gagliani tocca nel suo Agorà del Lunedì è quello dei materiali e degli studi che li verificano

di Massimo Gagliani


La moderna restaurativa nasce con il nuovo millennio; quella che venne chiamata “the silent revolution” prese le mosse in quegli anni, sebbene già dall’inizio degli anni ’90 si sentisse parlare di questi miracolosi adesivi “smalto-dentinali”.  

Esce nel 2021 una metanalisi che si occupa di carie secondaria, ovvero di quel processo patologico che affligge gli elementi dentali già precedentemente trattati.
Un processo, visto alla poltrona, tutt’altro che simpatico: “Dottore, l’otturazione che abbiamo fatto sei mesi fa si è già cariata….” l’espressione classicamente accompagnata da sorrisetto inquisitorio. In quei momenti ci viene in supporto l’elettronica e, puntualmente, l’otturazione o non è quella o è quella fatta sette anni prima….ma non buttiamola in caciara.  

In ogni caso, la carie secondaria è un reperto comune e se ne sono occupati alcuni colleghi della Charité di Berlino; il tema è stato sviluppato correlando il fenomeno alla tipologia di adesivi impiegati. Cosa è emerso ve lo racconta, come sempre, la scrupolosa dott.ssa Lara Figini nell’approfondimento su Odontoiatria33 a questo link, ma vi anticipo i riscontri finali: gli adesivi di prima generazione, alla fine, erano quelli che funzionavano meglio e quelli delle generazioni appena successive, ovvero i surrogati semplificativi, erano i peggiori.  

Poi, col tempo, anche questi, sulla pelle dei nostri fallimenti, si sono evoluti e, attualmente, si sono migliorati.  

La morale è tragica: le evidenze cliniche dei primi approcci erano già orientate in quel senso e la comunità scientifica, sebbene non corroborata da roboanti “randomized clinical trials”, aveva già messo in allerta i colleghi più illuminati. La potenza delle “major” aveva comunque imposto gli adesivi peggiori (dati di indagini conoscitive su campioni di odontoiatri rappresentativi alla mano), salvo poi ricredersi con evoluzioni successive.

Sono passati quindici anni, più o meno, e siamo giunti a concludere che, in fondo, anche i cementi vetroionomeri non erano poi tanto male in tema di carie secondaria. Il tutto condito con la solita requisitoria finale riguardante la scarsità degli studi a riguardo e l’inadeguatezza degli stessi.  

Morale?  

Mah, penso sempre più spesso al Longanesi del tutto e del suo contrario; non mi voglio arrendere, ma forse è tempo che la comunità scientifica trovi metodi più rapidi per separare onestamente i fatti dalle finzioni.      

Per approfondire:

Askar, H., et al. (2021). "Secondary caries risk of different adhesive strategies and restorative materials in permanent teeth: Systematic review and network meta-analysis." J Dent 104:  

Articoli correlati

Un conto è lo “standard of care” e un conto è lo “standard of practice”, ovvero quello che realmente si fa è il commento del prof. Massimo Gagliani nel suo Agorà del...

di Massimo Gagliani


Nella restaurativa abbiamo visto tutto e il suo contrario, nella protesi pure. Il tema affrontato dal prof. Massimo Gagliani è quello dei perni

di Massimo Gagliani


Video incontro con Giacomo Derchi ed Enrico Manca con consigli, indicazioni e considerazioni su materiali e tecniche da utilizzare. Occasione anche per sfogliare insieme il loro libro edito da Edra


CR7, l’otturazione, la scelta tra indiretta e diretta, l’influenza del materiale sul risultato e della differenza tra la realizzazione manuale e quella attraverso una macchina. Tutto...

di Massimo Gagliani


Ne parliamo con Alberto Fonzar che dice: ‘’Io sto dalla parte dei denti’’. Ecco i consigli su quali scelte proporre al paziente considerando sia gli aspetti clinici che economici


Altri Articoli

Richiesta laurea e diploma di specialità. Le domande dovranno pervenire entro il 10 marzo


La CAO segnala, “la dimenticanza” all’ISS chiedendo di intervenire al fine di non precludere agli odontoiatri la possibilità di essere somministratori


Su Nature si ipotizza che la trasmissione attraverso le superfici non sia più un rischio significativo come ad inizio pandemia


L’avvocato Montaldo: attenzione all’utilizzo che se ne fa. La fotografia è anche un dato personale e, nel caso in specifico, un dato sanitario


Chiarello: alla luce delle scarse scorte di vaccini inconcepibile pensare di voler nuovamente posticipare la somministrazione agli odontoiatri


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Corsi ECM

 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi

 
 
 
 
 
 
 
 

Guarda i nostri video

Guarda i nostri video

L’odontoiatria protesica oggi: il punto di vista della neo presidente AIOP