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10 Maggio 2021

Impianti corti e poco osso

Il prof. Gagliani si sofferma su di un lavoro che analizza un'overdenture mandibolare supportata da quattro impianti corti si è dimostrata una modalità di trattamento valida per mandibole atrofiche

di Massimo Gagliani


Inutile rimarcarlo all’infinito: la popolazione invecchia, i rifacimenti sono all’ordine del giorno, l’usura delle precedenti ricostruzioni portano alla necessità di eseguire ricostruzioni in aree edentule e, in alcuni casi, con l’assenza di supporto osseo adeguato.

La presenza di impianti corti sta sempre più alimentando questo nuovo corso e la letteratura sembra dare ragione a queste soluzioni. L’articolo che ha destato la mia attenzione e che vi proporrò con la preziosa collaborazione di Lara Figini nei prossimi giorni su Odontoiatria33.

In sostanza un percorso progettuale assistito dal digitale, con una soluzione di integrazione assecondata dalla fotobiomodulazione (FBM). La FBM nota anche come “soft laser therapy” si avvale di “energia” laser indotta per cambiare il metabolismo tissutale e stimolare la stessa rigenerazione. In implantologia ha già mostrato vantaggi interessanti in quelle condizioni in cui la struttura ossea non sia particolarmente favorevole. 

Nello specifico, nel lavoro segnalato, un'overdenture mandibolare supportata da quattro impianti corti si è dimostrata una modalità di trattamento valida per mandibole atrofiche e una dose FBM di 7,5 J / cm2 ha una potenziale influenza positiva sulla guarigione e sul processo di osteointegrazione. In definitiva l’ennesima opportunità che l’avanzamento tecnologico porta all’attenzione dei clinici; un ingrediente essenziale nell’odontoiatria moderna.

Per approfondire:

 Zayed, S. M., et al. (2021). "Outcomes of Mandibular Overdentures Supported by Four Short Implants Combined with Photobiomodulation Therapy." Int J Oral Maxillofac Implants 36(2): 379-387.

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