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19 Luglio 2021

Autotrapianto di polpa dentale: la nuova frontiera della rigenerazione

Sul tema il prof. Gagliani si pone tre domande ed una considerazione: siamo sicuri che la futura odontoiatria abbia ancora bisogno di queste torture mentali


Premetto, ho sempre avuto una certa diffidenza sul tema della rigenerazione pulpare come nuova frontiera dell’endodonzia, o meglio, della terapia delle affezioni pulpari. A distanza di molti anni dalle prime avventurose proposte, un paradigma di comportamento a riguardo pare essere già delineato e la soluzione mi pare sia da riservare a casi scelti e limitati. 

Tuttavia, terra fertile da questo punto di vista, il Brasile ci manda questa nuova idea: perché non trasportare la polpa da un dente all’altro, ovvero, prendo la polpa sana di un dente inutile, segnatamente il terzo molare, e la trapianto di un dente utile, un premolare come nel caso in questione.  
Una squadra – una specie di Selecao – ha partecipato allo studio, che ha avuto la dignità di apparire sul Journal of Endodontics, e ha agito come avrete capito: identificato un premolare con patologia pulpare, analizzata la situazione del paziente per quanto attiene i terzi molari, lo staff è partito lancia in resta con l’estrazione del molare, la divisione dello stesso, il recupero della polpa, l’apertura della camera pulpare e del canale del premolare, la decontaminazione con la ben nota pasta tri-antibiotica e l’immissione della polpa ricavata dal molare. Il tutto con un sigillo combinato tra pasta bioattiva, cemento vetroionomero e composito come tappo finale.Considerate le operazioni è giustificato che a firmare l’articolo sia realmente una “equipe” perché eseguire tutte le operazioni appare faccenda assai ardua per un singolo professionista. I tre casi, a un anno, funzionano. 

A me sorgono spontanee tre domande. 

Siamo sicuri che togliere un dente per mettere quella polpa in un altro dente sia operazione così scevra da rischi?Siamo sicuri che quella polpa durerà a lungo?

Le sequele post operatorie, se utilizzassimo questo protocollo su larga scala, sarebbero così trascurabili? 

Sono solo tre delle cento domande le cui risposte, sarò io uno scettico sessantenne, destano altrettanti pesanti interrogativi.

Quello più importante, dal mio punto di vista, è il seguente: ma siamo proprio sicuri che la futura odontoiatria abbia ancora bisogno di queste torture mentali (e forse anche materiali…) per delineare un avvenire diverso?
Mah, e come diceva la mia nonnetta, “chi dice mah cuor sereno non ha”.  

Per approfondire:

Dental Pulp Autotransplantation: A New Modality of Endodontic Regenerative Therapy—Follow-Up of 3 Clinical CasesVictor Pinheiro Feitosa, Mara Natiere Gonçalves Mota, Lorena Vasconcelos Vieira, Diego Martins de Paula, Lívia Lisboa Ribeiro Gomes, Luzia Kelly Rios Solheiro, Manoel Asciton de Aguiar Neto, Diego Armando Leite Carvalho, Francisbênia Alves Silvestre,Journal of Endodontics,2021,ISSN 0099-2399, https://doi.org/10.1016/j.joen.2021.06.014.  

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