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06 Settembre 2021

Ricominciamo dall’acqua... ossigenata

Uno studio italiano ha dimostrato la validità contro il Covid, il prof. Gagliani, che utilizza la sistematica, ha notato che funziona anche per le problematiche settiche in chirurgia orale

di Massimo Gagliani


Si torna al lavoro dopo un agosto dove il vero compagno è stato il virus; mascherine, distanziamenti, “green pass” e altre menate che, diciamocelo, penso non ci abbiano fatto vivere nel modo più sereno.

Diciamo anche che dovremmo essere pronti a una nuova cavalcata del microscopico essere sulle nostre vite; per rendergli la scorribanda più ostica le misure sono le solite, quasi elementari se impiegate con scrupolo.  

La categoria odontoiatrica ha dato grande dimostrazione di attenzione al problema ma mi pare interessante portare alla ribalta una ricerca di un compagno di vita odontoiatrica che risponde al nome di Eugenio Brambilla, docente presso l’Università degli Studi di Milano. In questo articolo pubblicato sul Journal of Oral Microbiology in collaborazione con il giovane collega Andrei Ionescu e altri componenti dell’Università di Ferrara e di Ancona (Aerosols modification with H2O2 reduces airborne contamination by dental Handpieces - Andrei Cristian Ionescu, Eugenio Brambilla, Lamberto Manzoli, Giovanna Orsini,Valentina Gentili e Roberta Rizzo), disponibile liberamente sulla rete (al link l’approfondimento pubblicato su Odontoiatria33) illustra una misura che, avendola io adottata da quando me ne diede una prima spiegazione, mi ha cambiato la vita, ovvero inserire l’acqua ossigenata allo 0,5% di concentrazione nei circuiti idrici della postazione odontoiatrica. 

L’effetto sul virus era noto, ma erano da dimostrare l’efficacia sugli aerosols prodotti in ambito odontoiatrico e sull’ambiente circostante. Ebbene la ricerca ha confermato quanto si sospettava, ovvero che con questo stratagemma, banale e geniale al tempo stesso, la carica virale poteva essere abbattuta in modo significativo, tanto da rendere l’intruso innocuoAvere uno studio professionale ove il Covid-19 non circola rappresenta così un enorme vantaggio,posto il fatto che le scrupolose manovre di sorveglianza preventiva dovrebbero già limitare al minimo imponderabile la presenza dello stesso. Un sunto verrà fornito nei prossimi numeri di Odontoiatria 33 ma mi permetto di fornire un ulteriore contributo di carattere clinico…epidermico.  

Da quando impiego questa soluzione le problematiche settiche in chirurgia si sono di molto attenuate e la guarigione dei tessuti molli appare senza dubbio più valida. Non è scienza, è marciapiede; non di rado, il marciapiede ci racconta qualcosa prima della scienza.

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