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19 Novembre 2015

L'Agenzia delle Entrate risponde ai dentisti sul 730 precompilato. Qualche possibile intervento ma la norma è positiva e deve rimanere


Botta e risposta tra l'Agenzia delle Entrate ed i medici e dentisti in Commissione parlamentare di vigilanza sull'anagrafe tributaria. Dopo l'audizione della FNOMCeO svoltasi la scorsa settimana, ieri 18 Novembre è stata la volta del direttore dell'Agenzia delle Entrate Rossella Orlandi (nella foto).

Ricordando come "la dichiarazione precompilata rappresenta una sfida di miglioramento della governancefiscale, in linea con le raccomandazioni della Commissione europea agli Stati membri, volte a promuovere una maggiore efficienza delle autorità fiscali e a improntare il rapporto tra l'Amministrazione finanziaria e il contribuente sulla reciproca trasparenza e fiducia", il direttore delle Entrate ha risposto punto per punto alle criticità avanzate dalla FNOMCeO e da ANDI attraverso il ricorso al Tar sul tema dell'obbligo per dentisti e medici di inviare attraverso il Sistema tessera Sanitaria i dati sulle spese sanitarie di ogni singolo paziente

Rispetto alle critiche avanzate dai dentisti, in merito al fatto duplicazione di adempimenti a carico dei professionisti costretti ad inviare i dati sia attraverso lo spesometro che il StS, la Orlandi ricorda che i dati acquisiti per lo spesometro, rispondono "a finalità diverse rispetto all'elaborazione della dichiarazione precompilata, non sono sufficienti per tale impiego".

"La lamentata duplicazione -dice- potrà evitarsi escludendo dall'invio dei dati rilevanti per lo spesometro le informazioni già trasmesse al Sistema Tessera Sanitaria per la dichiarazione precompilata".

Orlandi che ricorda come già nella legge di Stabilità 2016, attualmente in discussione in Parlamento

"l'articolo 49, comma 5, prevede l'esclusione dell'obbligo di comunicazione ai fini dello spesometro in relazione ai dati trasmessi al Sistema Tessera Sanitaria.

Sulla lamentata, da parte delle rappresentanze sindacali dei camici bianchi, mancanza dei provvedimenti attuativi che impedirebbe la trasmissione dei dati da parte dei soggetti non accreditati al StS, il direttore Orlandi evidenza come "con il decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze del 31 luglio 2015 e con il provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate del 31 luglio scorso, sono state definite rispettivamente le specifiche tecniche e le modalità operative relative alla trasmissione telematica delle spese sanitarie al StS" oltre alle modalità tecniche, ma non fa cenno della possibilità per ogni singola Regione di modificare tali regole.

Sulla difficoltà per i professionisti di reperire software specifici, il direttore delle Entrate segnala che "per venire incontro alle legittime istanze dei medici è stata prevista la possibilità che l'adempimento in argomento possa essere effettuato sia direttamente sia mediante intermediari, debitamente autorizzati. A tal fine sono in corso incontri con l'Ordine Nazionale dei Dottori Commercialisti e con l'associazione di categoria dei produttori di software, nel corso dei quali sono fornite tutte le indicazioni utili all'avvio del nuovo sistema di rilevazione dei dati".

Sul timore che problemi nel trattamento dei dati delle spese sanitarie dei familiari a carico ai fini della dichiarazione precompilata potrebbero determinare sanzioni a carico dei medici la orlando rassicura sostenendo che non si ravviserà "nessun profilo di responsabilità dei medici in ordine al corretto trattamento dei dati trasmessi ai fini dell'elaborazione della dichiarazione precompilata".

"L'imputazione delle detrazioni ai contribuenti -spiega- verrà effettuata dall'Agenzia anche sulla base delle informazioni sui familiari a carico trasmesse attraverso le Certificazioni Uniche".

Infine le critiche sulla questione privacy. Il direttore dell'Agenzia delle Entrate ricorda che i provvedimenti adottati sono stati preventivamente condivisi con il Garante della Privacy proprio per garantire "il più alto livello di protezione della privacy dei cittadini".

I pazienti, ricorda, potranno la propria opposizione al trattamento dei dati attraverso l'Agenzia delle Entrate, il Sistema tessera Sanitaria, i medici e dentisti o le strutture di assistenza delle Entrate.

Comunque, ricorda la Orlando, "all'Agenzia non sarà fornita dal Sistema Tessera Sanitaria evidenza dei dati di dettaglio sulle singole spese, ma saranno resi disponibili dati aggregati per macro tipologia di spesa".

Ogni cittadino, anticipa il direttore, attraverso il Sistema Tessera Sanitaria "sta predisponendo un servizio che consenta a ciascun cittadino di poter consultare il dettaglio delle proprie spese sanitarie sostenute nell'anno".


"Rispetto l'opinione del direttore dell'Agenzia delle Entrate che però non condivido, vedremo come la pensa il Tar sulle questioni poste con il nostro ricorso", commenta ad Odontoiatria33 il presidente ANDI Gianfranco Prada (nella foto).

"Apprezzo l'apertura alla nostra proposta di intervenire cancellare l'obbligo di invio dei dati attraverso lo spesometro (che dovrà però essere totale e non solo per le fatture già inviate col STS, altrimenti il tutto si complica ancora di più ) ma continuo a ritenere l'obbligo di invio dei dati sulle spese sanitarie attraverso il STS estremamente penalizzante e complesso per i dentisti ed i medici liberi professionisti, che vengono distratti dal loro compito fondamentale che è quello di curare i pazienti. Come Associazione continueremo la nostra battaglia per convincere la politica a ritornare sui propri passi, sgravando da questo nuovo obbligo i dentisti italiani".

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