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22 Gennaio 2016

Paura del dentista. Una ricerca inglese evidenzia ottimi risultati di una terapia cognitivo-comportamentale


Chi non ha mai provato un po' di ansia appena prima dell'appuntamento con il dentista? Ma se una lieve agitazione è normale, anzi molto comune, per alcune persone entrare in uno studio dentistico rappresenta un problema insormontabile. La buona notizia è che parlarne con un esperto e seguire una breve terapia senza farmaci aiuta a risolvere o comunque a rendere meno grave il problema.

"La classica e in genere innocua "ansia da dentista" diventa per qualcuno una vera e propria fobia che arriva a influenzare negativamente la salute e il benessere di chi ne è vittima" afferma Tim Newton, professore di psicologia al King's college dental institute di Londra e coordinatore di uno studio sull'argomento.

"L'iniezione per l'anestesia e il trapano sono le paure più comuni e in alcuni casi l'ansia è talmente forte che spinge a evitare i controlli medici, con effetti pesanti sulla salute del cavo orale" spiega l'autore che assieme ai colleghi ha coinvolto nella ricerca 130 persone (99 donne e 31 uomini) con età media pari a 40 anni e tutte affette da ansia da dentista, che in 3 persone su 4 poteva essere definita come fobia a tutti gli effetti.

Dalle pagine della rivista British dental journal, gli autori affermano che, di fronte a questo tipo di ansia e paura, la terapia cognitivo-comportamentale rappresenta un valido aiuto. "Dopo le sedute con il terapeuta, il 79 per cento dei partecipanti allo studio è riuscito ad andare dal dentista e non ha avuto bisogno di alcun trattamento di sedazione" dice Newton, "e un altro 6 per cento è riuscito a sottoporsi al trattamento anche se ha avuto bisogno di essere sedato".

Come ricordano gli autori, la terapia cognitivo-comportamentale lavora sul "qui e ora", punta a risolvere ansia e paura fornendo gli strumenti più adatti a superarle e generalmente ha una durata limitata nel tempo - tra 6 e 10 sedute - anche se i risultati si mantengono a lungo. Si tratta in pratica di insegnare al paziente come affrontare le proprie paure, sostituendo per esempio i pensieri negativi che fanno paura con altri positivi e costruttivi.

"La paura può ripresentarsi dopo la terapia, ma la differenza è che la persona a questo punto è in grado di affrontarla" commenta Peter Milgrom, professore di scienze della salute orale e di odontoiatria pediatrica all'Università di Washington, dove da oltre 30 anni utilizza queste stesse tecniche con i suoi pazienti.

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