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18 Febbraio 2016

Indagine Sanità Lombarda: dall'ordinanza di arresto emerge come funzionava il sistema. Nelle trascrizioni anche importanti nomi dell'odontoiatria lombarda criticati per non voler collaborare


"L'attuale crisi socio economica sta aggravando la situazione e impone scelte per garantire una maggiore accessibilità alle prestazioni odontoiatriche, rendendo auspicabile anche una revisione dei Livelli essenziali di assistenza" Con queste parole l'ex senatore ed ora anche ex presidente della Commissione sanità della Regione Lombardia Fabio Rizzi aveva aperto nel febbraio 2015 uno dei convegni che la Regione Lombardia aveva voluto dedicare all'odontoiatria pubblica.

Convegni che hanno avuto come principale motore organizzativo l'odontoiatra milanese Mario Longo, oggi descritto dalla cronaca giudiziaria come il factotum del senatore Rizzi.

Senatore Rizzi che proprio qualche mese fa evidenziava a Odontoiatria33 come la sua riforma sanitaria ed il nuovo modello di odontoiatria pubblica individuato avrebbe avuto come chiaro obiettivo quello "di ampliare l'offerta odontoiatrica, frutto di una forte decisione politica di permettere l'accesso alle cure a quei due terzi di Lombardi che oggi non possono permetterselo".

Un modello che stando a quanto riportato nell'ordinanza di arresto del Sentore Rizzi, di Mario Longo e di altre 19 persone finite in carcere nell'abito dell'operazione "Smile", avrebbe fatto emergere una serie di irregolarità proprio nel sintema di appalto dell'odontoiatria pubblica dal 2010 ad oggi.

Un modello di odontoiatria pubblica che si basava sull'esternalizzazione del servizio, dato in gestione ai cosidetti service, che, stando alle trascrizioni delle intercettazioni telefoniche contenute nell'ordinanza di arresto (diffusa da Affari Italiani) i "cattedratici e rappresentanti dell'odontoiatria" contattati da Longo in una riunione sarebbero "impazziti di contentezza, in riferimento ai fondi (10 milioni di euro) dell'odontoiatria sociale" dice Longo al telefono a Rizzi.

Se questo sia vero non lo sappiamo, sappiamo però che all'interno del settore dentale molti non avevano gradito la riforma proprio per l'utilizzo troppo massiccio dei service che già in Regione Lombardia avevano dato non pochi problemi in passato. Perlatro oggi scopriamo che quasi tutti quei service erano in mano ad un'altra indagata, Maria Paola Canegrati. Appalti che dal 2004 hanno fruttato all'imprenditrice circa 500 milioni secondo fonti di stampa.

Non a caso, a riguardo, Odontoaitria33 aveva portato a Rizzi i timori della professione ritenendo che con il vostro progetto punterete sulle grandi strutture penalizzando il dentista libero professionista. Timori fondati, gli avevamo chiesto?"

Rizzi che aveva rassicurato dicendo: "Timori assolutamente infondati. Anzi, sarà una nuova opportunità per tutti, in un momento in cui la crisi socioeconomica sta determinando una continua contrazione delle prestazioni. La presa in carico dell'Odontoiatria avverrà secondo una progettualità specifica che utilizzerà tutte le risorse disponibili: ci sarà un incremento dell'offerta delle Strutture Pubbliche ed altrettanto verrà richiesto a quelle Private, erogate direttamente od in Partenariato Pubblico Privato. Parallelamente sarà previsto un accreditamento degli studi mono professionali, capillari sul territorio, purché' rispondenti ai parametri igienico sanitari, di sicurezza e strumentali richiesti e che accetteranno il tariffario calmierato che verrà proposto".

La magistratura stabilirà se l'opportunità è stata solo per questo ristretto giro di persone oppure se tutta la vicenda è stata una forzatura politica per penalizzare l'immagine di un importante partito politico.

Leggendo le 200 pagine dell'ordinanza di arresto emerge un malaffare, oggi solo ipotizzato, consolidato da anni che grazie alla connivenza della politica e di chi avrebbe dovuto controllare, a fronte di presunte mazzette e favori, ha fatto affari lucrando sulla salute dei cittadini. Tempi d'attesa infinti, materiali scadenti, pazienti che potevano ottenere prestazioni gratuite nel pubblico dirottate nei service a pagamento. Sempre nell'ordinanza c'è la mail in cui un dentista appena nominato a dirigere due strutture nel bresciano rinuncia alla proposta d'incarico in quanto "turbato per quanto osservato in termini di organizzazione, mezzi e attrezzature, e prospettive di rischi professionali altissimi".

Ma non è solo quel professionista, anonimo, ad uscirne bene dalle pagine dell'ordinanza, ne esce bene tutto il sistema dentale lombardo. Nelle 200 pagine ci sono i nomi dei principali esponenti dell'odontoiatria pubblica e privata lombarda -Longo era un dentista e proprio per i rapporti con la politica era il referente lombardo dei progetti di odontoiatria pubblica- , dalla prof.ssa Laura Stromhenger chiamata "la svizzera" e criticata per alcune sue posizioni, al prof. Enrico Gherlone che aveva in accordo con la sua proprietà deciso di riprendere, internalizzandola, la gestione prima affidata in maniera autonoma al gruppo Egident estraneo al gruppo in seguito acquistato dalla Canegrati, con un management interno del San Raffaele (come aveva raccontato ad Odontoiatria33 ed enunciato assieme al Presidente Paolo Rotelli alla recente presentazione della nuova struttura). Le cliniche Egident erano state acquistate da chi le gestiva, affittando i locali dal gruppo San Donato, proprio dalla Canegrati e si è deciso da subito, invece, di riaffidarle a costei di dare disdetta internalizzandole con l'eliminazione dei service e facendole entrare nell'operatività e gestione ospedaliera san Donato.

Sempre stando alle intercettazioni sembrerebbe che il "gruppetto" volesse espandersi anche in altre regioni: in Liguria, "ma dopo le lezioni", ed in Friuli dove però hanno trovato "sto' professore che è venuto a rompere i coglioni".

Ad uscirne benissimo è anche la pubblica amministrazione che funziona e controlla, impersonata dalla dott.ssa Giovanna Ceribelli, componente del Collegio Sindacale dell'Azienda Ospedaliera di Desio e Vimercate che, nello svolgimento dei suoi compiti di controllo sulla gestione degli appalti all'interno del predetto ente, riferiva di avere accertato numerose anomalie nella gestione dell'appalto, bandito in data 12.11.2009, relativo all'affidamento a società private della gestione del servizio di odontoiatria.

Più di idee mirabolanti a volta basta solo che qualcuno controlli che tutto funzioni correttamente per dare un servizio equo e giusto ai cittadini.

Norberto Maccagno

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