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18 Marzo 2016

Ddl Concorrenza, settimana interlocutoria, ecco gli scenari possibili. Intatto l'odontoiatria incassa l'accoglimento delle richieste in tema di abusivismo e direzione sanitaria


Una settimana d'attesa quella che si è chiusa ieri a Palazzo Madama, mentre potrebbe essere decisiva quella che si inizierà martedì 22 marzo; anche se con molta probabilità, per capire che fine faranno gli emendamenti sulle società di capitale in ambito odontoiatrico, si dovrà aspettare fino a fine mese quando, comunque, il testo dovrà essere inviato in Aula per la discussione che con tutta probabilità, si volgerà dal 4 all'8 aprile. Almeno stando a quanto dichiarato in Commissione Industria del Senato dal Sottosegretario allo Sviluppo Economico Antonio Gentile e confermato dal presidente Pietro Grasso durante la conferenza dei capigruppo.

Posizioni discordanti

Secondo i resoconti parlamentari ed alcuni "rumors" raccolti in ambienti vicino alla Commissione, i continui rinvii sarebbero dovuti proprio a posizioni discordanti tra Governo e Commissione sulle società di capitale in sanità. Ricordiamo come otre alla questione sulle società odontoiatriche sollevata da ANDI, c'è quella delle Farmacie che si oppongono all'ingresso del capitale nella gestione. Interessante sarà sentire cosa il ministro delle Riforme costituzionali Maria Elena Boschi dirà sull'argomento domani mattina durante il suo intervento a FarmacistaPiù, la manifestazione organizzata da EDRA a Firenze.

Proprio sul coinvolgimento del Governo, il presidente della Commissione ha ammesso in Aula come i ritardi riscontrati nell'esame degli emendamenti siano da imputare anche "all'incapacità del Governo, non solo del Ministero dello sviluppo economico, di dare risposte in tempi ragionevoli alle questioni emerse nel corso dell'esame in Commissione e sulle quali hanno svolto un gravoso ed eccellente lavoro i relatori".

Risultati ottenuti

Oltre al riconoscimento di aver portato nelle aule parlamentari il problema della gestione dell'odontoiatria da parte del "capitale", cosa ha raccolto fino ad ora il settore odontoiatrico?

Abbastanza, se si considera che da sempre è un settore che non riesce facilmente ad interessare la politica ai propri problemi.

In tema di abusivismo sembra oramai scontata l'approvazione della mozione che introduce un inasprimento di pena per chi si finge dentista oppure, se passa l'emendamento Marinello, per chi esercita una professione regolamentata senza i requisiti.

Sempre in merito all'articolo 47, ieri è stato presentato dai relatori del Ddl (sembra con il favore della Commissione) un emendamento che obbliga il direttore sanitario di una struttura odontoiatrica a svolgere la propria "direzione" in esclusiva e per le strutture sanitarie, al cui interno vengono erogate anche prestazioni odontoiatriche, a dotarsi oltre del direttore sanitario medico anche un responsabile dei servizi odontoiatrici iscritto all'Albo.

Questo il testo presentato:

Dopo l'articolo aggiungere il seguente:

«Art. 47-bis

(Esercizio attività odontoiatrica)

1. L'esercizio dell'attività odontoiatrica è consentito esclusivamente a soggetti in possesso dei titoli abilitanti di cui alla legge 24 luglio 1985, n. 409 ovvero a società operanti nel settore odontoiatrico in cui il direttore sanitario sia iscritto all'albo degli odontoiatri.

2. Le strutture sanitarie polispecialistiche, presso le quali è presente un ambulatorio odontoiatrico, ove il direttore sanitario non abbia i requisiti richiesti per l'esercizio dell'attività odontoiatrica, debbono nominare un direttore responsabile per i servizi odontoiatrici che sia in possesso dei requisiti di cui al comma 1.

3. Il direttore sanitario responsabile per i servizi odontoiatrici può svolgere tale funzione esclusivamente in una sola struttura di cui ai commi 1 e 2.

4. Il mancato rispetto degli obblighi di cui ai commi 1, 2 e 3 comporta la sospensione delle attività della struttura, secondo le modalità definite con apposito decreto del Ministro della salute da emanarsi entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.»

Norberto Maccagno

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