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11 Luglio 2016

Potrebbero tornare le tariffe indicative ma non per medici e dentisti. ANDI denuncia: si penalizzerebbe la salute dei cittadini


Ad abolire era stato il decreto Bersani per favorire la concorrenza. Ora, sempre per favorire la concorrenza, la Commissione Lavoro del Sentato punta a reintrodurre nel Ddl sul lavoro autonomo, il Job Act dei professionisti una cosa simile, con o scopo di fissare dei parametri per orientare il cliente, fissando degli standard di qualità ed indicare i criteri per individuare il costo della prestazione professionale.

A proporlo alla Commissione è un emendamento, a firma Sen. Pippo Pagano (AP), che imporrebbe agli Ordini professionali l'individuazione del contenuto delle principali prestazioni di carattere professionale in rapporto a standard qualitativi predeterminati; definire criteri e parametri obiettivi per il calcolo dei costi delle prestazioni.

Una norma che toccherebbe tutti gli "iscritti agli Ordini e Collegi soggetti alla vigilanza del Ministro della giustizia".

Quindi rimarrebbero esclusi solo i medici gli odontoiatri, i veterinari ed i farmacisti i cui Ordini sono sotto la vigilanza del Ministero della Salute.

Ad accorgersi della cosa, nei prossimi giorni sapremo se per una svita o per una scelta precisa dei parlamentari, è stata ANDI che ha contattato la Commissione sollevando il problema e proponendo una soluzione. Commissione che proprio domani martedì 5 Luglio ha in programma la discussione sul provvedimento.

Uno sbaglio escludere dalla norma i professionisti della salute, ha detto il presidente ANDI Gianfranco Prada (nella foto) attraverso un comunicato stampa.

"Il testo -continua Prada- introdurrebbe una giusta norma che darebbe la possibilità agli Ordini di indicare, secondo criteri oggettivi, il costo delle prestazioni e gli standard minimi di qualità da rispettare".

"Una norma -spiega il presidente ANDI- che risulterebbe estremamente utile al paziente, oggi in balia dei messaggi pubblicitari che offrono terapie sanitarie indicando tariffe o ancora sconti su tariffari minimi che in realtà non esistono. Come da sempre sostiene ANDI, un tariffario indicativo permetterebbe al paziente di poter meglio valutare ed anche insospettirsi di fronte a tariffe particolarmente basse. Se l'emendamento fosse applicabile anche agli iscritti agli Albi sanitari si garantirebbe una maggior tutela della salute del cittadino".

Peraltro gli odontoiatri, rispetto alle altre professioni normate, hanno già strumenti adatti allo scopo, come le raccomandazioni cliniche validate dal Ministero della Salute che indicano le procedure minime da adottare per ogni singola prestazione, e lo stesso Ministero della Salute nel 2013 aveva affidato al Consiglio Superiore di Sanità, dopo aver ricevuto il no dall'allora presidente FNOMCeO Amedeo Bianco, il compito di stilare le procedure in ambito medico ed odontoiatrico. CSS che non ha mai prodotto nulla in merito.

"L'intervento che chiediamo alla Commissione -spiega Prada- è minimo ovvero inserire tra le professioni interessate da questo emendamento anche quelle legate alla Salute. Difficile pensare che la politica volgila tutelare il cliente di uno studio legale lasciando invece in balia totale del mercato tutti i cittadini italiani che si rivolgono per le cure ad un medico o dentista privato".

Norberto Maccagno

Sotto il testo dell'emendamento del Sen Pagano e (la parte sottolineata) la proposta di modifica di ANDI.

Art. 5-bis.

(Delega al Governo in materia di definizione dei criteri e parametri

per il calcolo dei costi delle prestazioni di carattere professionale)

1. Nei casi di conferimento di incarichi a professionisti iscritti agli Ordini e Collegi soggetti alla vigilanza del Ministro della giustizia ed a quelli soggetti alla vigilanza del Ministero della salute, allo scopo di fornire alla committenza privata strumenti di orientamento e di supporto mediante la definizione di standard prestazionali minimi dei relativi parametri di costo e di garantire ai cittadini la garanzia di ricevere cure sanitarie di qualità, il Governo, su proposta del Ministro della giustizia e del Ministro della Salute, sentiti, nel termine di sessanta giorni dalla ricezione della proposta, l'Autorità garante per la concorrenza e il mercato e gli Ordini e Collegi professionali interessati, è delegato ad adottare, entro il termine di sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi, nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi e in coerenza con la pertinente normativa dell'Unione europea:

a) individuazione del contenuto delle principali prestazioni di carattere professionale in rapporto a standard qualitativi predeterminati;

b) definizione di criteri e parametri obiettivi per il calcolo dei costi delle prestazioni di cui alla lettera a);

c) accettazione su base volontaria dei criteri e parametri di calcolo dei costi delle prestazioni di cui alla lettera a) nei rapporti tra il professionista e il cliente;

d) garanzia dell'osservanza dei principi di libertà di concorrenza e parità di trattamento tra professionisti».

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