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13 Settembre 2016

L'estetica "traina" anche il mercato ortodontico. Crescita a due cifre dei trattamenti con dispositivi biomimetici o allineatori trasparenti, secondo i dati Key-Stone


Sul numero di settembre di Dental Cadmos (attualmente disponibile anche sulla nostra piattaforma online LINK) un lavoro originale del team diretto dal prof. Farronato ha indagato le scelte dei pazienti in tema di trattamenti ortodontici estetici tra: allineatori trasparenti; apparecchiatura fissa vestibolare con attacchi in ceramica; apparecchiatura linguale personalizzata.

Dalla ricerca, condotta su un campione di 83 pazienti dai ricercatori dell'Università di Milano, emerge che la scelta cade prevalentemente sugli allineatori trasparenti. "Anche per motivi economici", commentano i ricercatori.

Una scelta, comunque, verso i trattamenti ortodontici estetici da parte dei pazienti adulti confermata anche dai dati di mercato come anticipato ad Odontoaitria33 da Roberto Rosso (nella foto) -presidente dell'istituto di ricerche Key-Stone- che sabato 17 settembre presenterà alcuni dati sull'argomento al 9° International Meeting dell'Accademia Il Chirone.

"Il grande trend dell'estetica, definibile come un fenomeno sociale -dice Roberto Rosso- sta senza dubbio favorendo nuova domanda tra i pazienti adulti, unico vero segmento nel quale è possibile incontrare la crescita complessiva del settore ortodontico".

L'analisi presentata da Rosso sulla base dei dati di mercato delle aziende che producono o distribuiscono prodotti ortodontici, evidenza come sia proprio "l'area estetica" a crescere.

Grazie ai dati ottenuti dalla ricerca UNIDI, sviluppata da Key-Stone e presentata durante l'ultimo EXPODENTAL di Rimini, è stato possibile valutare l'andamento dell'industria ortodontica in Italia e, nello specifico, valutare l'evoluzione nel corso degli anni del peso di allineatori e ortodonzia tradizionale, suddividendo il fatturato delle aziende (acquisti degli studi dentistici).

"Considerando che nello studio UNIDI, il mercato italiano ortodontico è stato calcolato in circa 78 milioni (esclusa IVA)", spiega Rosso, "il business degli allineatori ha ormai raggiunto i 30 milioni, escludendo i servizi artigianali proposti da laboratori ortodontici. Tale fatturato è sviluppato da una importante multinazionale, seguita da alcuni brand italiani e stranieri con alti tassi di crescita."

Secondo i dati che saranno presentati all'evento di sabato, il peso del mercato industriale degli allineatori ha raggiunto quasi il 40% a valore ma, ricorda Rosso, "non bisogna fare confusione con il numero di casi trattati, poiché mentre nell'ortodonzia tradizionale il costo a carico del dentista (ricavi dell'industria) si riferisce ai soli prodotti (brackets, bande, fili, archi, etc.), gli allineatori includono anche il servizio di produzione". Quindi, il valore complessivo è chiaramente più alto, con un rapporto di costo di circa 1 a 5 tra la scelta del dispositivo tradizionale rispetto all'allineatore su misura.

"Senza entrare nel merito dei costi dei materiali e/o dei servizi, come ha invece fatto la ricerca del prof. Farronato - continua il presidente Key-Stone - il ragionamento è funzionale a comprendere il numero di casi che si stanno attualmente sviluppando con allineatori, stimato intorno a 30.000 nel 2015, con una quota rilevante se contestualizzata nel mondo degli adulti e un tasso di crescita del business straordinario che sfiora il +20%, mentre l'ortodonzia tradizionale ha un andamento di crescita lenta (circa +1,5% nel 2015)".

Discorsi simili anche per quanto riguarda l'ortodonzia tradizionale, dove a crescere sono le vendite di brackets estetici (in particolare ceramici) rispetto ai metallici. "In Italia, le aziende non mettono ancora a disposizione dati specifici di dettaglio -ammette Rosso- ma in Spagna, tra i paesi simili al nostro, il peso dei casi trattati con brackets ceramici supera il 20% del totale, nonostante il prezzo di tali dispositivi sia mediamente più del doppio della versione metallica."

Pur con tecniche e materiali differenti, anche gli attacchi linguali si inseriscono in questo ambito, dove l'industria ha sviluppato prodotti sempre più orientati alla massima estetica per i pazienti.

Azzardando una stima, dice Rosso, si può affermare che in Italia circa la metà di tutti i nuovi casi trattati siano realizzati con dispositivi estetici e come si stia assistendo al maggior tasso di crescita in termini di volumi complessivi proprio in questo segmento.

"La ricerca dell'estetica -conclude Rosso- assume quindi, nell'ortodonzia, una doppia valenza riassumibile in due aree motivazionali: fasce sempre più ampie di popolazione inseguono un miglior aspetto estetico e, contemporaneamente, richiedono che le terapie siano il meno invasivo possibile dal punto di vista estetico. Sebbene questi due driver lavorino a livelli diversi, non possiamo non affermare che vi sia un legame, al punto che l'incremento della domanda da parte dei pazienti adulti è senza dubbio favorita dalla possibilità di sviluppare trattamenti attraverso modalità preferibilmente trasparenti. Sicuramente comunque si tratta di fattori che stanno influenzando, e in maniera positiva, la crescita del settore".

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