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22 Settembre 2016

Procedimenti disciplinari, a Verona l'Ordine fa il punto. Sono circa 500 quelli aperti verso gli odontoiatri, ma c'è il rischio d'impunità per lo stallo sulla CCEPS

 

1.200 procedimenti disciplinari in 4 anni di cui 484 a carico di iscritti all'Albo degli odontoiatri. Dati parziali calcolati sul 50% degli Ordini, quelli che hanno fornito i resoconti alla FNOMCeO, spiega il presidente CAO Giuseppe Renzo (nella foto) alla vigilia del seminario "Facciamo Giurisprudenza insieme" che domani, a Verona aprirà i lavori di una due giorni che si concluderà sabato 24 con l'Assemblea nazionale dei 106 Presidenti CAO.

"Abbiamo voluto mettere al centro del nostro dibattito il procedimento disciplinare - afferma il presidente Renzo - non solo perché costituisce, insieme alla tenuta degli Albi, il cuore dell'attività ordinistica di tutela della Salute pubblica. Ma perché, oggi come oggi, l'impianto normativo generale che sottende, appunto, alla difesa della Salute presenta numerose falle, che l'attività degli Ordini non riesce più a bypassare. Per questo, anche in vista della Riforma degli Ordini e della Sentenza che dovrebbe stabilire la corretta composizione della Commissione Centrale per gli Esercenti le Professioni Sanitarie, abbiamo invitato alcuni tra i massimi esperti in materia per fare il punto su quanto accade e su quanto accadrà".

Sulla questione sanzioni il presidente CAO evidenza come serva fare chiarezza fino a riscrivere nuove regole.

"Abbiamo iscritti che, per aver commesso lo stesso illecito, vengono giudicati anche molto diversamente da Commissioni disciplinari di province diverse", spiega Renzo. "Abbiamo Medici e Odontoiatri radiati dall'Albo ma che, per cavilli legali, continuano ad esercitare, oppure, trascorsi 5 anni, si iscrivono nuovamente, magari all'Ordine di un'altra provincia. Abbiamo presidenti d'Ordine che devono aprire un procedimento basandosi su notizie di stampa, con conseguente rischio di ricorsi e richieste di danni, perché la Magistratura non ha l'obbligo di segnalare i procedimenti penali ancora in corso".

Ancora più duro e diretto è il segretario FNOMCeO Luigi Conte che dalle colonne di Doctor33 ricorda come da due anni la CCEPS, l'organismo al quale l'iscritto può ricorrere contro le sanzioni comminate dall'Ordine, non si riunisce perché non è stato rinominato. La conseguenza è che l'iscritto sanzionato che ricorre alla CCEPS può liberamente continuare ad esercitare fino al giudizio della Commissione. Che però non può esprimersi in quanto non più in carica.

Così come ha fatto l'odontoiatra di Como radiato per prestanomismo ma ancora in attività avendo presentato ricorso alla CCEPS.

"La cosa che trovo veramente indecente -dice Conte- è che il ricorso alla CCEPS, paragonabile a un secondo grado di giudizio cioè dopo quello dell'Ordine e prima della Cassazione, sia intralciato da un cavillo. Il problema fondamentale è che sono circa due anni che la CCEPS non si riunisce, perché il ministero voleva abolirla e rimandare tutto al giudice ordinario. Rendendosi conto, solo dopo, che questa sarebbe stata una vera assurdità".

Anche su questo a Verona i presidente OMCeO discuteranno.

"Le risultanze del convegno potrebbero essere tradotte in un Atto di indirizzo e di coordinamento - conclude Renzo-. Una sorta di 'Decalogo', che possa essere d'ausilio a tutti i componenti delle Commissioni disciplinari CAO dei nostri Ordini".

Le conclusioni emerse dai lavori saranno consegnate, sabato 24, nelle mani dei 106 Presidenti CAO, chiamati in Assemblea Nazionale per dibattere su tutti gli argomenti "caldi" della Professione: dal regime autorizzativo per l'apertura degli Studi, ai nuovi Lea, alla Formazione, alla figura dell'odontoprotesista e alle convenzioni che prevedono rapporti diretti dei pazienti con laboratori odontotecnici, alla Previdenza.

Norberto Maccagno

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