HOME - Approfondimenti
 
 
10 Novembre 2016

Gengive e diabete, un legame che mette a rischio la salute dei pazienti. I consigli SIdP in occasione della Giornata Mondiale del Diabete


Lunedì 14 novembre sarà celebrerà la Giornata Mondiale del Diabete. Malattia parodontale e Diabete sono legate da un filo rosso che rende l'una causa ed effetto dell'altra: i quasi 4 milioni di diabetici italiani, a cui si aggiunge un altro milione di persone che non sanno di avere la glicemia alta, hanno un rischio tre volte più elevato di sviluppare un'infiammazione alle gengive o, se già ne soffrono, di vederla peggiorare; gli 8 milioni di italiani con una parodontite grave, a cui se ne aggiungono altri 12 con segni di infiammazione gengivale, hanno una maggiore probabilità di ammalarsi di diabete o, se sono già malati, di controllare peggio la glicemia, esponendosi al pericolo di complicanze.

SIdP, in occasione della Giornata Mondiale del Diabete, invita tutti gli italiani e soprattutto i pazienti con diabete a controllare la salute delle gengive e consigliando a chi ha una parodontite di controllare più spesso la glicemia e l'emoglobina glicata ( indice del controllo glicemico): sul sito www.gengive.org tutte le informazioni utili per mantenere in salute la bocca e per gestire al meglio le due patologie quando si manifestano assieme, come accade in milioni di italiani.

"I diabetici hanno una probabilità più alta di soffrire anche di parodontite e di rispondere peggio alle cure odontoiatriche, soprattutto se non c'è un buon controllo della glicemia - spiega Claudio Gatti (nella foto), presidente SidP - I diabetici hanno una reazione alterata nei confronti dei batteri, fra cui quelli responsabili di gengiviti e parodontiti presenti nella placca che si deposita attorno ai denti; inoltre vari mediatori aumentati in caso di diabete, come radicali liberi e citochine, possono accrescere l'infiammazione anche a livello dei tessuti parodontali. Inizialmente la gengiva si infiamma e appare più rossa, gonfia e con la tendenza a sanguinare, poi il problema progredisce andando a interessare i tessuti più profondi fino all'osso di supporto, che può pian piano riassorbirsi fino a portare alla perdita di uno o più denti. Se viene diagnosticato il diabete, quindi, è necessario fare subito una visita dal parodontologo e sottoporsi a un regolare monitoraggio, per evitare che si sviluppi la malattia o per intercettarla precocemente e poterla curare con successo".

Serve attenzione anche nel caso contrario, quando il paziente soffre di parodontite, perché la malattia influenza il controllo e la progressione del diabete favorendo l'innalzamento della glicemia; in casi gravi può anche concorrere al suo sviluppo, perché peggiora il controllo degli zuccheri nel sangue. "In presenza di parodontite i batteri del cavo orale attraverso la circolazione possono raggiungere numerosi organi, innescando pericolose reazioni infiammatorie - osserva Gatti - La parodontite comporta un aumento della produzione di citochine infiammatorie che potrebbero contribuire all'insulino-resistenza, un incremento degli acidi grassi liberi e un calo della produzione di ossido nitrico nei vasi sanguigni. La parodontite inoltre aumenta il rischio di diabete facendo salire l'emoglobina glicata, indice di un peggior controllo glicemico; l'effetto è particolarmente marcato soprattutto nei soggetti con elevati livelli di proteina C-reattiva, un marcatore dell'infiammazione. Infine - prosegue Gatti - in chi ha la parodontite ed è già diabetico si è osservato un peggior controllo della glicemia e un maggior rischio di sviluppare complicanze: in chi ha il diabete di tipo 1 sono più probabili conseguenze gravi renali e cardiovascolari, nei pazienti con diabete di tipo 2 è più frequente l'insufficienza renale terminale e la mortalità cardio-renale è 3,5 volte superiore rispetto ai pazienti senza problemi di parodontite. È perciò molto importante gestire l'infiammazione con un'adeguata terapia parodontale per aiutare il diabetico a mantenere sotto controllo la glicemia: riuscirci significa favorire un miglioramento della salute parodontale, in un circolo virtuoso che migliora il benessere generale".

Spesso il parodontologo può accorgersi di manifestazioni orali e segni di pre-diabete ancor prima che il paziente ne sia al corrente: regolari e periodiche visite di controllo dal dentista possono perciò aiutare la popolazione generale nella prevenzione e nella diagnosi precoce del diabete e anche per questo SIdP ha intrapreso una campagna di sensibilizzazione degli operatori sanitari e della popolazione, per promuovere una corretta prevenzione e cura della parodontite. Informazioni al riguardo si possono trovare sul portale www.gengive.org ma il consiglio principale resta quello di andare regolarmente dal dentista per i controlli: "Rilevare la parodontite e trattarla per tempo può ridurre significativamente le complicanze del paziente diabetico, viceversa identificare i pazienti a rischio diabete è importante per prevenire e monitorare lo sviluppo della malattia parodontale, impostando un percorso di cura e prevenzione che preveda un'accurata igiene orale domiciliare. L'odontoiatra può richiedere al paziente alcuni esami del sangue se necessario e, in chi ha un parodontite grave e familiarità di primo grado per il diabete di tipo 2, consigliare una visita diabetologica", conclude Gatti.


Sull'argomento leggi anche:

 

Articoli correlati

Immagine di archivio

Posizione implantare e sua influenza sui parametri peri-implantari

di Lara Figini


Ultimo approfondimento del prof. Massimo Gagliani questa volta dedicata alla sinergia odontoiatra-igienista-paziente

di Massimo Gagliani


Continuano le riflessioni sul tema del prof. Gagliani, in questo Agorà del Lunedì si sofferma dove sia meglio posizionare gli impianti in un paziente diabetico

di Massimo Gagliani


Un dubbio che per il prof. Gagliani ribadisce che oggi il lavoro odontoiatrico è sempre più medico e sempre meno tecnico. Il perché nel suo Agorà del Lunedì

di Massimo Gagliani


Un studio pubblicato sul Journal of Periodontology di settembre 2020, ha valutato la sopravvivenza di impianti dentali in pazienti fumatori (CS) e pazienti non fumatori (NS) con diabete...

di Lara Figini


Altri Articoli

Che fosse nato male il D.L. 44/21 lo avevo già sottolineato nello scorso DiDomenica, ma non avrei immaginato che venisse sconfessato dopo neppure una settimana dalla sua...

di Norberto Maccagno


In attesa del Decreto con modalità operative, l’ENPAM ha dato il via libera alla procedura online per individuare i medici e gli odontoiatri potenzialmente beneficiari dell’esonero 


Si avvicina (nuovamente) la scadenza che obbligherà gli studi ad avere solo ASO qualificati. Ecco gli scenari per i già assunti, chi potrà essere assunto fino al 20 aprile e chi dopo


Sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiali i Decreti firmati dal Ministro della Salute Roberto Speranza attraverso i quali assegna le deleghe al sottosegretario alla...


Il presidente Guarnieri (CAO Cosenza) pone alcune considerazioni e questioni sull’applicazione della norma che obbliga i sanitari a vaccinarsi


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Corsi ECM

 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi

 
 
 
 
 
 
 
 

Guarda i nostri video

Guarda i nostri video

Come spiegare gli interventi odontoiatrici al paziente