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16 Dicembre 2016

Questione amalgama dentale, il Ministero precisa: noi ascoltiamo gli stakeholder ma non sosteniamo nessuna posizione


In merito all'articolo pubblicato su Odontoaitria33 in tema di amalgama dentale nel quale erano stati ripercorsi i passaggi che hanno portato il Parlamento Europeo alla modifica della proposta sulla gestione dell'amalgama dentale, posizione che ha tenuto conto della richiesta dei dentisti europei, abbiamo riportato quanto l'ANDI citava in una nota del 23 novembre nella quale informava che nella riunione del Gruppo Tecnico sull'Odontoiatria presso il Ministero della Salute la dott.ssa Maria Grazia Leone aveva dato garanzie in merito al fatto che il Ministero della Salute sosterrà a livello europeo le posizioni e le richieste formulate da ANDI.

Con una nota inviata anche alla nostra redazione, la dott.ssa Leone precisa che "il Ministero della salute, ed in particolare la Direzione Generale dei dispositivi medici e del servizio farmaceutico, nell'ottica della trasparenza e della condivisione delle tematiche trattate ha da sempre informato e sentito il parere degli stakeholders, fermo restando l'indipendenza nell'assumere le proprie posizioni".

"Il Ministero della salute -continua la dott.ssa Leone "sta da tempo affrontando questa tematica nell'ottica della tutela della salute come evidenzia il decreto Ministeriale del 10/11/2001 che ha anticipato di circa 15 anni alcune delle previsioni (uso dell'amalgama in capsule predosate, avvertenza nelle istruzioni in gravidanza e allattamento, nei bambini sotto i sei anni di età e nei pazienti affetti da gravi nefropatie, la rimozione dell'otturazione nei casi di reazioni locali o di allergie) ora riportate nel nuovo Regolamento".

"La Direzione Generale dei dispositivi medici e del servizio farmaceutico -conclude- ha assunto le proprie posizioni sulla base delle conclusioni, peraltro non definitive, di alcuni documenti tecnici pubblicati dalla Commissione europea che allo stato attuale non permettono di trarre conclusioni definitive sulla sicurezza dei materiali alternativi all'amalgama".

Sulla questione interviene anche il dott. Giovanni Nicoletti, Coordinatore del Gruppo Tecnico sull'Odontoiatria, che ricorda come la dott.ssa Leone, ha partecipato ai lavori sulla base di "specifiche preoccupazioni espresse in materia da qualcuno dei Componenti del GTO stesso, per rappresentare, ovviamente in via del tutto confidenziale, lo stato dell'arte di una difficile trattativa di alto livello".

"Come era stato spiegato in altra riunione del Gruppo -continua Nicoletti- questo tipo di negoziato, essendo di tipo extra-regolamentare e finalizzato a semplificare le relazioni tra Parlamento e Consiglio Europeo nel complesso percorso legislativo, è basato sulla assoluta necessità di preservare il percorso legislativo da ogni anche potenziale interferenza esterna, anche del tutto legittima e ammessa, nelle forme previste dalla legge, nelle discussioni ufficiali nei due organismi istituzionali".

"La circolazione di una ipotesi tra l'altro nemmeno basata su evidenze -conclude Nicoletti- che anche un singolo Stato si presti a fare da "portavoce" di singole, per quanto legittime istanze di stakeholders, poteva rischiare di compromettere la trattativa che, ricordo, riguarda un provvedimento legislativo fondamentale e il cui ambito va ben oltre il pur importante aspetto della gestione del problema dell'amalgama, mirando a recepire addirittura una Convenzione internazionale che tratta fondamentali aspetti di protezione della salute pubblica".

Stupito della nota il presidente ANDi Gianfranco Prada che ad Odontoiatria33 ricorda come quanto riportato nell'articolo non abbia fatto altro che evidenziare quanto era emerso dalla riunione nella quale ANDI aveva illustrato quanto già inviato al Ministro Lorenzin in tema di amalgama dentale così come hanno fatto le altre associazioni europee aderenti al CED. "A tutti i presenti era sembrato che la dott.ssa Leone avesse evidenziato come le nostre criticità fossero legittime ed in linea con il pensiero del Ministero", chiarisce Prada. "Concordo nella necessità di avere un Ministero autonomo nelle sue decisioni ma se queste decisioni possono essere condizionate da chi vive la professione sul campo penso che non possa essere che un bene per la salute dei pazienti, anche perché, entrando nello specifico, la norma avrebbe creato inutile allarmismo, invogliando molti pazienti a rimuovere l'amalgama"

"Al di là della rispettabile posizione della dott.ssa Leone rimane il fatto che, fortunatamente, il Parlamento europeo è orientato ad accogliere le nostre istanze modificando una norma che avrebbe costituito un serio pericolo per la salute dei cittadini".

Norberto Maccagno

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