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20 Gennaio 2017

Ddl responsabilità professionale, all'orizzonte nuovi obblighi legati alla trasparenza. L'esperto: si dovrà rendere pubblici i dati sul contenzioso


Sul tema della riforma sulla responsabilità professionale, oramai ad un passo dalla sua approvazione, molto si è detto e scritto soprattutto sulla disparità di "tutele" tra i professionisti che lavorano nel pubblico ed i liberi professionisti.

"Senza dubbio -spiega ad Odontoaitria33 l'avvocato Silvia Stefanelli (nella foto), esperto di diritto sanitario in Bologna- il tema più trattato è stato quello relativo alla distinzione tra responsabilità contrattuale della struttura e responsabilità extracontrattuale del sanitario", questione sulla quale l'esperto evidenza che la disparità di trattamento effettivamente c'è ma può essere "mitigata attraverso appositi contratti tra titolare della struttura e sanitario".

L'aspetto della norma che l'avvocato Stefanelli, invece, fa notare è quello della trasparenza dei dati, altro tema toccato dal Ddl sul quale potrebbero anche sorgere dei dubbi interpretativi.

Sotto esame è l'articolo 4 del Ddl Gelli che così recita:

"1. Le prestazioni sanitarie erogate dalle strutture pubbliche e private sono soggette all'obbligo di trasparenza, nel rispetto del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196.

2. La direzione sanitaria della struttura pubblica o privata, entro sette giorni dalla presentazione della richiesta da parte degli interessati aventi diritto, in conformità alla disciplina sull'accesso ai documenti amministrativi e a quanto previsto dal codice in materia di protezione dei dati personali (...) fornisce la documentazione sanitaria disponibile relativa al paziente, preferibilmente in formato elettronico (...).

3. Le strutture sanitarie pubbliche e private rendono disponibili, mediante pubblicazione nel proprio sito internet, i dati relativi a tutti i risarcimenti erogati nell'ultimo quinquennio, verificati nell'ambito dell'esercizio della funzione di monitoraggio, prevenzione e gestione del rischio sanitario (risk management) (...)".

"Stando al testo approvato al Senato ed in attesa della definitiva approvazione alla Camera -spiega l'avvocato Stefanelli- viene, dunque, normativamente sancito non solo per le strutture pubbliche ma anche per quelle private un principio di trasparenza che si traduce sia nel generale diritto di accesso ai dati della struttura sanitaria (estendendo, quindi, ai privati parte degli obblighi previsti oggi per il pubblico dal D.Lgs n. 33/2013 sull'amministrazione trasparente), sia nella necessità di rendere pubblici i dati relativi ai risarcimento che la struttura ha dovuto pagare negli ultimi 5 anni".

Assodato l'obbligo, per l'avvocato il dubbio interpretativo attiene al termine "strutture". "Sono da intendersi come tali anche gli studi autorizzati oppure soltanto le strutture più complesse?", si chiede.

Norberto Maccagno

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