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03 Marzo 2017

Perioblast, un approccio biologicamente guidato e personalizzato per la cura della parodontite. Lo spiega il suo ideatore


"Negli ultimi 30 anni, i nostri sforzi come clinici e come ricercatori sono stati concentrati su come trovare una soluzione terapeutica per la malattia parodontale efficace e potenzialmente stabile a lungo termine". Le parole sono di Francesco Martelli (nella foto), ideatore del trattamento Perioblast, che sta registrando un successo crescente, in Italia e all'estero.

Il trattamento è figlio innanzitutto di un'indagine approfondita della natura dell'infezione parodontale e del suo complesso rapporto con il sistema immunitario dell'ospite. La profonda comprensione dei determinanti biologici della malattia ha infatti portato allo sviluppo di strategie terapeutiche sempre più personalizzate, anche verso quei casi di parodontite particolarmente aggressiva, fino ad oggi ritenuti non curabili.

L'approccio è biologicamente guidato e non invasivo, basato su un rigido percorso che prevede: diagnosi, trattamento, prognosi e mantenimento con piano di prevenzione secondaria. Una sofisticata diagnosi, basata sul criterio di ripetibilità e operatore indipendente (immagini radiologiche 2D e 3D, dati strumentali e laboratoristici) che affianca il clinico nella sua valutazione soggettiva, mette in grado chiunque di verificare con sistemi e metodi oggettivi i risultati delle terapie effettuate e la loro stabilità a lungo termine. Oggi, grazie alla biologia molecolare e attraverso un approfondito percorso diagnostico, è possibile infatti capire i fondamenti biologici della malattia ed elaborare così trattamenti personalizzati basati sull'utilizzo combinato del microscopio operatorio e del laser. Questo approccio innovativo permette di evitare la stragrande maggioranza degli interventi chirurgici eliminando stress e dolore per i pazienti e stabilizzandoli molto meglio con adeguati protocolli di follow up.

Perioblast (PERIOdontal Bio Laser ASsisted Therapy) si basa sull'utilizzo integrato di laser, microscopio e analisi biomolecolari. Grazie a queste tre tecnologie è possibile curare la parodontite anche nelle sue forme più aggressive e spesso refrattarie alla terapia, indipendentemente dalla flora batterica coinvolta, dalla predisposizione individuale, dagli stili di vita del paziente e dalla capacità ed esperienza dell'operatore.

L'efficacia di Perioblast è stata peraltro validata dalla pubblicazione nel 2016 sulla rivista "European Journal of Clinical Microbiology and Infectious diseases" di uno studio multicentrico e retrospettivo con il maggior numero di pazienti trattati mai realizzato in parodontologia (2.700 individui).

Adelmo Calatroni

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