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07 Aprile 2017

Ddl Concorrenza, probabile voto di fiducia. Renzo (CAO) un colpo di mano se non verrà modificato l'articolo su esercizio odontoiatria


La notizia che fa andare su tutte le furie il presidente CAO Giuseppe Renzo (nella foto) è quella dell'annuncio del possibile voto di fiducia al testo del Ddl Concorrenza così come uscito dalla Commissione Industria dell'agosto scorso, articolo 57 sull'esercizio dell'attività odontoiatrica compreso. In particolare il presidente CAO, ma anche AIO e ANDI, contestano il passaggio sulle società che, nella formulazione licenziata dalla Commissione, legittimerebbe l'attività odontoiatrica da parte della società di capitale.

Questo il testo sotto accusa:

"L'esercizio dell'attività odontoiatrica è consentito esclusivamente a soggetti in possesso dei titoli abilitanti di cui alla legge 24 luglio 1985, n. 409 ovvero a società operanti nel settore odontoiatrico in cui il direttore sanitario sia iscritto all'albo degli odontoiatri".

Presidente CAO che in una nota accusa. "Cercando di introdurre una nuova figura sanitaria, attraverso un veicolo non consentito (in quanto attinente alla concorrenza e non alle figure che possano esercitare la professione), si violano sia i principi di tutela della salute, per cui la sanità è materia regolamentata, sia la coerenza legislativa. La riserva costituzionale, che tutela la sanità, prevede che solamente il medico in possesso dei titoli abilitanti di cui alla legge 24/07/1985 n. 409, possa esercitare la professione odontoiatrica".

L'approvazione del testo con il voto di fiducia, e quindi senza modifiche, avrebbe per il presidente Renzo "effetti devastanti sul corretto esercizio della professione odontoiatrica impedendo di fatto l'approvazione di alcuni emendamenti proposti dalla parte migliore del mondo parlamentare e del mondo medico, diretti ad impedire il concretizzarsi degli interessi di potenti investitori di capitali che vogliono trasformare la sanità in commercio".

"Con l'alibi, ormai fin troppo evidente, della "liberalizzazione" -dice Renzo- si crea una ferita alla migliore tutela dell'assistenza sanitaria in generale e a quella odontoiatrica in particolare ed, in sintesi, per favorire l'interesse di pochi, si pone in pericolo la tutela della salute con lo scopo di creare una nuova figura di esercente l'odontoiatria che non garantisce il possesso dei requisiti di legge per l'esercizio di una professione tanto delicata. La parolina magica" della liberalizzazione, diviene una sorta di foglia di fico per nascondere interventi che nulla hanno a che vedere con un corretto esercizio delle professioni sanitarie".

"Risulta evidente -accusa il presidente CAO- che, qualora fosse questo l'obiettivo, alla politica non interessa nulla della salute dei cittadini della correttezza dell'esercizio delle professioni intellettuali ed infine anche di un vero contrasto all'evasione ed all'elusione fiscale, senza parlare degli aspetti previdenziali (nessuno ha ancora capito se queste società commerciali, che non acquisirebbero la natura di STP, saranno tenute ai relativi versamenti)".

Presidente CAO che chiede l'attenzione della politica verso i 62 mila gli iscritti agli Albi degli Odontoiatri, 42 mila le imprese interessate al settore odontoiatrico e 150 mila gli addetti e delle centinaia migliaia di persone coinvolte dall'indotto che il settore genera.

"Sappia la politica -conclude il presidente CAO- che tutti questi cittadini sono ampiamente stufi di comportamenti e di iniziative legate ad un modo di governare che risponde solo ad interessi "parziali e di bottega", perdendo di vista il "Paese" ben lontano dalle stanze del potere. Sappiano, ancora, questi signori che di questi comportamenti dovranno rispondere in termini di consenso, nei soli momenti in cui noi cittadini contiamo qualcosa".

Nor.Mac.

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