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20 Novembre 2017

SIdP avvia un Dipartimento in Federanziani per migliorare la salute orale degli over 65. Aimetti: tra gli anziani accesso alle cure sotto media


Aprire un canale di confronto con pazienti, società scientifiche di area medica, operatori sanitari e Istituzioni per elaborare strategie e programmi per favorire la prevenzione e migliorare la salute parodontale degli over 65 e mettere un ulteriore tassello nel potenziamento del ruolo della Sidp rispetto alla promozione e tutela della salute della popolazione. È questo il principale obiettivo alla base della collaborazione avviata da SIdP con SeniorItalia Federanziani, che vede l'apertura di un Dipartimento di Parodontologia e Implantologia nell'ambito dell'Associazione dei pazienti e la partecipazione al VI congresso annuale della Corte di Giustizia popolare per il diritto alla salute, che si è tenuto lo scorso fine settimana (17 al 19 novembre) al Palacongressi di Rimini.

La Corte di Giustizia Popolare per il Diritto alla Salute di Senior Italia - Federanziani è, come si legge sul sito, "un organismo nazionale che riunisce medici e pazienti allo scopo di individuare insieme le criticità del Servizio Sanitario Nazionale e promuovere soluzioni concrete e proposte utili alle Istituzioni per contribuire all'evoluzione del SSN a misura di anziano. La Corte è suddivisa in Dipartimenti monotematici per area terapeutica", all'incirca una ventina, "composti da medici delle principali società medico-scientifiche, da alti dirigenti delle istituzioni legate alla sanità pubblica e privata e da docenti universitari". Momento fondamentale della sua attività è il Congresso Nazionale dove "Medici di Medicina Generale, Specialisti, Farmacisti, Istituzioni Nazionali e Regionali e gli anziani stessi si incontrano con il compito di individuare, trasversalmente alle diverse patologie, le problematiche delle diverse aree ed elaborare documenti programmatici su ambiti di rilevanza strategica per gli anziani come il miglioramento della connessione tra ospedale e territorio, la riorganizzazione della Medicina Generale e del territorio, l'organizzazione dell'Assistenza Domiciliare Integrata ADI e dell'RSA, la promozione dei corretti stili di vita, la prevenzione, la corretta presa in carico del paziente".

Tra i temi al centro dei lavori di quest'anno "innovazione tecnologica, sicurezza, appropriatezza e sostenibilità dei Dispositivi Medici, e-health, telemonitoraggio e assistenza a distanza, aderenza alla terapia, prevenzione e programmazione del sistema di cura sul territorio nello scenario del cambiamento demografico e della longevità di massa". Ma una importante novità riguarda, appunto, la costituzione del Dipartimento di parodontologia e implantologia che vede per la prima volta la presenza di tematiche parodontali e implantari.

"L'iniziativa" spiega Mario Aimetti (nella foto), presidente eletto SIdP, che ne è il promotore, "si inserisce nell'alveo del progetto di comunicazione avviato dal past president Maurizio Tonetti e amplificato dall'attuale presidente Claudio Gatti, ponendosi l'obiettivo di rafforzare il ruolo della SIdP, e parte da una serie di considerazioni", in primo luogo la diffusione della parodontite e l'impatto sulla salute complessiva: "La parodontite è la sesta malattia più diffusa al mondo, con effetti invalidanti sulla qualità di vita, e presenta correlazioni ormai acclarate con la salute sistemica e metabolica. D'altra parte, è l'Oms stesso a indicare nella salute del cavo orale - e non solo del dente - una condizione capace di influenzare lo stato complessivo delle persone, dal punto di vista fisico e psichico, oltre che emozionale, relazionale e di benessere generale. A livello Italia, secondo i più recenti dati Istat, nonostante questa diffusione, viene fatta una diagnosi di patologia parodontale solo al 9% della popolazione e, per di più, non oltre il 2% riceve cure parodontali. Ancora più fragile in questo contesto è l'anziano: è noto che le patologie parodontali colpiscono in maniera più intensa proprio le fasce più deboli della popolazione. Ma, in generale, per quanto riguarda l'accesso alle terapie odontoiatriche, quella degli over 65 è la fascia di età con il dato più basso - meno 12% rispetto alla media nazionale - con uno su quattro che riesce a curarsi. Il quadro richiede certamente un intervento e, in questa situazione, la domanda che mi sono posto, in preparazione del prossimo biennio, è: quale contributo una società scientifica, che nello statuto si pone come obiettivo quello della promozione della salute della popolazione attraverso miglioramento degli stili di vita, prevenzione, diagnosi e ripristino funzionale ed estetico dei tessuti parodontali, può dare?".

L'idea è nata "osservando Federanziani, federazione di associazioni di over 65 che conta oltre 3,8 milioni di aderenti e che è molto attiva nel coinvolgimento delle società scientifiche di area medica. In questo ambito, in cui la presenza di medici di famiglia e specialisti è molto elevata, l'odontoiatria finora era poco rappresentata. Ho chiesto allora un colloquio con il presidente Roberto Messina che ci ha immediatamente offerto la possibilità di partecipare all'edizione 2017 del Congresso e di costituire il primo dipartimento di Parodontologia e Implantologia". In questo consesso, "le società scientifiche sono chiamate a svolgere un ruolo propositivo per individuare problematiche assistenziali e di salute e proporre strategie e programmi nell'ottica di migliorare prevenzione e stato di salute complessivo di questa fascia di popolazione. La forza di questo lavoro è che, poi, tutti i documenti elaborati verranno proposti alle istituzioni".

Per quanto riguarda il Dipartimento, "sarà composto, oltre al sottoscritto, da 15 soci attivi della SIdP, che verranno affiancati da rappresentanti delle organizzazioni della medicina generale e da operatori sanitari infermieristici. In seno al Congresso lavoreremo per due giorni, partendo da una proposta per arrivare a formulare un documento progettuale finale. Crediamo che la condivisione di un percorso con altri operatori sanitari e con i cittadini sia fondamentale e, soprattutto, ci auguriamo che la presenza dei medici di medicina generale possa rappresentare un veicolo di maggiore sensibilizzazione per problematiche che impattano così intensamente sullo stato di salute complessivo". Per quanto ci riguarda, conclude, "la partecipazione al congresso è importante, anche perché è un ulteriore tassello di un percorso che vuole portare la SIdP ad acquisire un ruolo di rilievo per pazienti, istituzioni, e comunità scientifica, al pari di altre società scientifiche dell'area medica che riescono a farsi promotori di stili di vita e di programmi di prevenzione".

Francesca Giani

 

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