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08 Febbraio 2018

Prevenzione dentale e diabete. Regolari check-up e screening i consigli da dare ai pazienti


Il rapporto tra infezioni del cavo orale e diabete è ampiamente dimostrato ma ancora oggi sottovalutato. Il 5° Congresso dell'Istituto Stomatologico Toscano è stato l'occasione per fare il punto sulla patologia orale e quella sistemica.

"Le infezioni della bocca sono oggi studiate molto attentamente perché possono attraverso complesse meccanismi portare a danni sistemici come il diabete" afferma il prof. Ugo Covani (nella foto), Professore di Medicina Orale Università di Pisa e Direttore dell'Istituto Stomatologico Toscano. "Il diabete, infatti, facilita le infezioni, che squilibrano a loro volta ulteriormente il suo sviluppo, è un rapporto reciproco che si verifica nella totalità dei casi di coloro che sono affetti da questa malattia. Un'attenta cura delle infezioni del cavo orale contribuirà a migliorare anche la terapia. Altro capitolo da tenere in considerazione è la cardiopatia ischemica, che sembra avere uno stretto rapporto con uno stato di infiammazione cronica del cavo orale".

Due prestigiose associazioni americane, ricorda Covani infatti, la American Heart Association e la American Academy of Periodontology, ossia le società scientifiche a cui fanno riferimento rispettivamente i cardiologi e i paradontologi, hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in cui evidenziano come un'infezione del cavo orale possa favorire l'insorgere di cardiopatia ischemica e la cura della medesima infezione può migliorare anche quest'altra patologia.

"Il 70% della popolazione mondiale soffre di patologie parodontali e quasi la metà non ne è consapevole" spiega Simone Marconcini, coordinatore del Gruppo di Ricerca dell'Istituto Stomatologico Toscano. "Analogamente, importantissimi sono i numeri del diabete: secondo i dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2030 il 10% della popolazione adulta mondiale soffrirà di diabete". Tra questi diversi tipi di patologie esiste una correlazione bidirezionale: il paziente che soffre di parodontite va più facilmente incontro a sviluppare un diabete di tipo 2, così come chi è affetto da diabete ha più possibilità di andare incontro a forme di parodontite. "Il quadro si complica ulteriormente in quanto chi soffre di queste patologie presenta un'incidenza di rischio superiore di andare incontro ad un altro problema, la patologia cardiovascolare, prima causa di morte al mondo" aggiunge il dott. Marconcini.

Regolari check-up dal dentista diventano fondamentali, soprattutto per chi soffre di patologie come il diabete. Ogni paziente dovrebbe avere la giusta consapevolezza dell'importanza di un controllo periodico per prevenire tutte le malattie orali: ciò significa anche un risparmio sul futuro, visto che la prevenzione permette di evitare interventi più costosi e invasivi in seguito.

"Attraverso una semplice analisi della saliva siamo in grado di avvertire il paziente che sta entrando in una maggiore vulnerabilità che lo porta ad essere più facilmente soggetto a sviluppare problemi più seri" prosegue Marconcini. "Nuove tecnologie come l'ozono terapia consentono in una fase successiva di riportare queste infiammazioni in un valore normale, non patologico. Trattare l'infiammazione orale giova anche al diabete da un punto di vista di glicemia dello 0,3%, quantitativo non trascurabile, nonostante le apparenze". Il paziente diabetico, infatti, prende un quantitativo di farmaci notevole: migliorare il controllo glicemico implica una riduzione il numero di farmaci, il loro costo, i loro effetti collaterali, oltreché il rischio di malattie cardiovascolari. Conseguentemente, ne traggono giovamento la salute complessiva e la possibilità di allungare la vita del paziente.

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