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30 Marzo 2018

Si avvicina scadenza per l’invio dello spesometro per il secondo semestre

Che fare con i dati già inviati attraverso i Sistema tessera Sanitaria?


C’è tempo fino al 6 aprile 2018 per la comunicazione dei dati delle fatture del secondo semestre 2017. Ma chi ha già inviato i dati delle fatture emesse attraverso il Sistema Tessera Sanitaria come si deve comportare?  

Se lo è chiesto Il Sole 24 Ore nella diretta Facebook di ieri. Secondo gli esperti del quotidiano economico per i dati che sono oggetto di trasmissione al sistema Tessera Sanitaria, il comma 3 dell’articolo 3 del Dlgs 175/2014 ha previsto l’obbligo di invio all’agenzia delle Entrate dei dati delle fatture emesse per prestazioni sanitarie al fine di poter predisporre la dichiarazione dei redditi precompilata. L’inclusione di queste informazioni nello spesometro, ribadiscono dal quotidiano di via Monterosa, “sarebbe, nella sostanza, una duplicazione di dati di cui l’Agenzia è già in possesso”.  

Stessa tesi avanzata da molti interpelli e richieste di chiarimenti dei sindacati di settore.  

Con il comunicato stampa del 12 settembre 2017, l’Agenzia aveva precisato che, nella comunicazione dei dati per il primo semestre era possibile non inserire le fatture oggetto di trasmissione al Sistema Tessera Sanitaria (sistema TS) e che tale comunicazione sarebbe stata esaustiva anche ai fini dello spesometro.  

“Il comunicato stampa di per sé è uno strumento precario per fornire indicazioni ufficiali –chiariscono dal Sole- e allo stato attuale nulla è stato chiarito per l’invio dei dati del secondo semestre; sembrerebbe sensato, tuttavia, che tale semplificazione trovasse applicazione anche in occasione del secondo invio”.  

Sole che ricorda, comunque, che medici, dentisti e le strutture sanitarie obbligate alla trasmissione dei dati al sistema TS restano comunque obbligate alla trasmissione delle fatture di acquisto nonché alla trasmissione delle fatture non soggette alla trasmissione al sistema TS e di quelle che non sono state trasmesse in quanto non voluto da parte del paziente.  

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