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18 Aprile 2018

Continua ad aumentare il numero degli studi legati alle “Catene”.

Rosso (Key-Stone): crescita organica o per acquisizioni?


La “lotta” tra i sindacati odontoiatrici ed i rappresentanti delle Catene sul tema del DDL concorrenza ha riportato il settore a discutere intensamente sui modelli futuri di esercizio della professione odontoiatrica e in particolare sui Centri dell’odontoiatria organizzata, società di capitale e strutture complesse.  

Il settore odontoiatrico italiano, nonostante sia ancora fortemente connotato dagli studi mono professionali, si sta caratterizzando per eterogeneità di offerta e da grande dinamismo.  Da anni l’Istituto di ricerche Key-Stone monitora l’evoluzione di domanda e offerta odontoiatriche attraverso la ricerca “Panorama Mercato Odontoiatrico Italia-Target Emergenti”. “Si tratta di un’analisi costante sulle varie tipologie di player che animano l’offerta dentale, dal modello "tradizionale" alle società di capitale e l’odontoiatria organizzata, passando per i comparti ospedaliero e pubblico”, spiega ad Odontoiatria33 Roberto Rosso (nella foto) presidente Key-Stone.  

E dal suo osservatorio privilegiato, Rosso registra una continua crescita dell’odontoiatria organizzata. “Oggi contiamo più di 800 gli studi dentistici appartenenti a 50 brand con 4 o più sedi e un progetto di sviluppo che porterà nel prossimo anno a superare le mille unità”, dice Rosso.  

Certo paragonati ai circa 35mila studi mono professionali operanti in Italia potrebbe sembrare poca cosa ad un analista non del settore, ma sappiamo bene come i dati di accesso a queste strutture siano molto importanti ed il mercato sia stato trasformato dal loro ingresso. 

Un fattore di crescita, quello dell’odontoiatria organizzata, che ha quadruplicato i valori dal 2012 a oggi, periodo in cui si registra un incremento del numero di cliniche censite del + 300%.Le regioni del Nord-ovest registrano la distribuzione di cliniche più alta (41%) con un’elevata concentrazione di centri nelle province di Milano e Torino. Complessivamente, è una crescita che nel solo 2017 è stata di circa il 20%, dopo un 2016 che, “probabilmente a causa delle incertezze normative”, ipotizza Rosso, “aveva visto un serio rallentamento dei progetti espansivi, un’incertezza ormai risolta con l’approvazione del DDL concorrenza”. 

Sul podio delle cliniche con più sedi, DentalPro si conferma al primo posto con 133 cliniche. Dopo le acquisizioni delle cliniche Giovani Bona Dentadent nel 2016, nel febbraio 2018 DoctorDentist (10 centri dislocati principalmente a Milano) entra nella famiglia DentalPro, con la cessione del 100% delle quote societarie. Sotto questo grande player, seguono Vitaldent (99 sedi), Dentalcoop (65) e Caredent (45 + 18 prossime aperture dichiarate). 


La proiezione dei dati effettuata dal Key-Stone

A proposito di crescita e acquisizioni, si deve segnalare l’ingresso in questo settore di investitori esteri e fondi, a conferma di come, anche in Italia, vi sia interesse da parte delle private equity nella gestione degli studi odontoiatrici.  

“Questo fenomeno è interessante perché determina l’orientamento verso una crescita ottenibile, non solo attraverso lo sviluppo organico dell’attività (indiscutibile nel caso di nuove aperture), ma anche tramite acquisizioni”, commenta il presidente Key-Stone. 

“Aspetto che non è da ritenersi secondario –continua- poiché il perseguimento di crescita organica, attraverso lo sviluppo e il miglioramento delle proprie performance in ogni centro odontoiatrico, è indubbiamente figlio di maggiore reputazione, qualità, soddisfazione dei pazienti, ecc. Ma la crescita per acquisizione è un fatto puramente finanziario, che prima o poi deve confrontarsi con la capacità di competere sul territorio in chiave di soddisfacimento delle esigenze dei pazienti”.

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