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07 Maggio 2018

ASO e le mansioni consentite sul paziente

Le considerazioni del “padre” delle ASO, il prof. Guastamacchia


E’ da tutti considerato il “padre” della moderna figura dell’ASO, visto che da oltre quarant’anni sostiene la necessità di dare una figura professionale all’Assistente, all’interno del Team odontoiatrico, oltre ad aver contribuito a formare generazioni di Assistenti.  

Il prof. Carlo Guastamacchia (nella foto) entra nel dibattito di quali siano le mansioni definite dal profilo recentemente approvato, e lo fa con la solita sagacia ed ironia.

Ecco quanto ci ha inviato.  

Supero con disinvoltura l’accusa di fare del protagonismo, esprimendovi la mia sorpresa quando leggo, in vari articoli, delle "richieste di chiarimenti sui profili dell’ASO”. Sono dubbi che possono aver origine solo dalla totale mancanza di consapevolezza dei dettami fondamentali dell’ergonomia odontoiatrica.Senza timore di auto-citazione, invito, chiunque abbia dei dubbi, a leggere i capitoli del mio Ebook La professione odontoiatrica…” (EDRA 2017) e, specificamente, i capitoli riguardanti i tre principi fondamentali dell’ergonomia.  

Questi principi trattano, precisamente:

1.   dei movimenti elementari;

2.   dell’economia dei movimenti;

3.   del concetto di procedura operativa.

Le procedure operative, a loro volta, concernono due campi, denominatiprocedure extra-cliniche procedure cliniche. 

A questo punto il “profilo” comincia a definirsi, dato che tutte le procedure extra-cliniche possono (devono) essere delegate all’ASO, essendo obiettivamente anti-ergonomico che tali procedure vengano svolte dall’odontoiatra. 

Tornando alle procedure, il loro insieme, a sua volta, si articola in tre momenti, denominati, sintetizzati dall’acronimo, PER:

1.   Preparazione (P)

2.   Esecuzione (E)

3.   Riordino (R) 

Stante questa suddivisione si evidenzia come all’ASO vadano delegati tutti i compiti relativi alla preparazione ed al riordino, mentre un approfondimento va fatto per quelli relativi alla (2) esecuzione, che, a sua volta, si articola in quattro momenti:

1.   Operazione. 

2.   Trasporto.

3.   Fermata.

4.   Controllo.

Di questi momenti competono all’ASO tutte le procedure relative al trasporto di strumentario e/o materiali, incluse le componenti “eseguite” prima del trasporto, come l'assemblaggio di strumenti e/o la preparazione di materiali vari. 

Fermata controllo saranno, obbligatoriamente, di specifica competenza dell’odontoiatra. 

Operazione: resta da descrivere l’attribuzione di questa componente. Non possono esservi dubbi, dato che, dell’operazione, occorre analizzare la componente terapeutica in senso stretto e la componente di assistenza, quale elemento di supporto (“assistenza" secondo il significato etimologico). 

E’ pertanto perentorio che all’ASO vadano delegate, solo ed unicamente, tutte le procedure operative che riguardano i movimenti elementari non strettamente terapeutici: esempio tipico l’uso degli strumenti utili a migliorare la “see ability” (luci ergoramiche, aspiratori e/o divaricatori) cioè degli strumenti correntemente usati per scopo accessorio alla fase terapeutica propriamente detta. 

Questa analisi è talmente connaturata allo svolgimento quotidiano della professione odontoiatrica che si deve ritenere privo di ogni dubbio quanto possa (o non possa) fare parte del “profilo", dato che ogni odontoiatra sa perfettamente quali siano i limiti del suo operare. Senza ironia o malizia il dubbio perfettamente lecito è, invece, questo: che il legislatore non abbia avuto le idee chiare su quanto si svolge, ogni giorno, in ogni sala operatoria di qualsiasi studio dentistico, con le relative classificazioni ergonomiche. 

Prof.  Carlo Guastamacchia 

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