HOME - Approfondimenti
 
 
21 Giugno 2018

Sulla pubblicità necessaria la valutazione preventiva dell’Ordine

Il parere del presidente CAO di Vibo Valentia Giovanni Rubino


Gentile direttore,

nei suoi redazionali si trovano sempre spunti interessanti, anche se, talvolta, affetti dall’italica propensione ad un eccessivo buonismo. In passato, tali situazioni non si sarebbero potute verificare, perché il sistema (sotto certi aspetti paternalistico) non lo consentiva: la pubblicità, infatti, doveva avere il nulla osta preventivo da parte dell’Ordine. Ciò consentiva che tutte le eventuali “irregolarità” venissero preventivamente intercettate e rettificate, ed i messaggi ammessi fossero corretti.  Invece la politica ha inteso, secondo una concezione più “nordica” e meno “paternalistica”, liberalizzare il mercato pubblicitario.  

Come è ovvio (ed esperienza comune della vita degli individui adulti) a maggiore libertà corrisponde maggiore responsabilità; l’ingresso del capitale nell’esercizio della sanità ha creato ulteriori spinte verso la deregolamentazione che, spesso, hanno portato, da parte di alcuni, ad interpretazioni un po’ troppo elastiche su quanto sia lecito e corretto propagandare in una pubblicità sanitaria. Purtuttavia, non possono essere consentite (o tollerate) forme di pubblicità informativa (troppo spesso questo fondamentale aggettivo, riportato in tutte le normative, viene dimenticato essendo, invece, essenziale perché consente al fruitore del messaggio, cioè il cittadino, di poter scegliere conoscendo consapevolmente, nel caso specifico, chi è il responsabile delle proprie cure) non veritiere e/ o trasparenti (a meno che non si voglia dare il via ad infiniti casi “Stamina”). 

Ma non solo: uno degli scopi della pubblicità, in tutte le sue forme, è quella di indirizzare e condizionare il mercato. Ma se questo può essere ritenuto legittimo quando si tratta di cessione di beni materiali, ben più complesse considerazioni devono porsi quando si parla di salute e di scelte terapeutiche, dove, tra l’altro, è ancor più evidente l’asimmetria informativa e di livello di conoscenza tra chi propone il messaggio e chi lo riceve.  E’ altrettanto evidente che l’ispirazione “nordica “ della riforma Bersani, mutuata da un contesto dove la sanità (compresa l’odontoiatria) è prevalentemente pubblica, traslata in un sistema dove l’odontoiatria è prevalentemente privata, possa creare dei fenomeni distorsivi. 

Quindi, mantenendo degli ovvi limiti (veridicità e trasparenza) alle informazioni pubblicitarie, diviene necessario stabilire quale Autorità possa esserne tenuta alla verifica: la legge ha identificato l’Ordine (in perfetto stile anglosassone, una verifica tra pari).  Questo ruolo dell’Ordine è stato ulteriormente rafforzato, nel concetto, con la recente legge di riforma Lorenzin, riaffermando il principio che uno dei principali compiti dell’Istituzione Ordinistica sia quello di vigilare sulla salute del cittadino. Mantenendo “limiti”, si mantengono le sanzioni a chi quel limite viola. 

Diversamente argomentando, avremmo degli obblighi senza sanzioni e ben conosciamo qual è il rispetto riservato a siffatta tipologia di obblighi. Da qui discende la responsabilizzazione di quei soggetti (società o singoli medici) che, liberamente, decidono di agire in autonomia, realizzando messaggi pubblicitari che (non io o lei) la legge riconosce come non consentiti.  

A maggiore libertà corrisponde maggiore responsabilità! 

Responsabilità che, in tutti i sensi, ricade su chi ha inteso agire autonomamente, non avvalendosi di tutte le possibilità esistenti. Poiché, se è vero che non è più richiesto il nulla osta preventivo da parte dell’Ordine, è altrettanto vero che l’Ordine continua a fornire, dietro richiesta, il proprio parere preventivo sui messaggi pubblicitari.  

Quindi, a chi la responsabilità per aver infranto la legge non utilizzando tutte le cautele possibili?  

Appare del tutto evidente che il ritorno ad una valutazione preventiva (come anche lei auspica nel suo DiDomenica) che, in tempi rapidi e certi, verifichi veridicità e trasparenza del messaggio che si intende effettuare, sarebbe la soluzione giusta e d eviterebbe il ripetersi di tali situazioni! Mi rendo conto di quanto sia difficile portare indietro la storia, ma, ciò consentirebbe di  dare la giusta interpretazione a quanto la stessa legge Bersani dice:”….la pubblicità informativa, con ogni mezzo ed avente ad oggetto l’attività professionale, le specializzazioni ed i titoli professionali posseduti, la struttura dello studio e i compensi delle prestazioni, è libera.  Le informazioni devono essere trasparenti, veritiere, corrette e non devono essere equivoche, ingannevoli, denigratorie”. Interpretazioni diverse o estensive di tali parole, da parte dei” fautori del libero mercato” non possono che essere considerate strumentali e, mi consenta, leggermente in malafede. 

Concludo ribadendo che, a parer mio, la valutazione preventiva dell’Istituzione Ordinistica, obbligata in tempi certi a fornire una risposta, consentirebbe di conciliare la libertà di promozione con la tutela della salute dei cittadini-consumatori! 

Giovanni Rubino: presidente CAO Vibo Valentia 

Articoli correlati

Si chiude una vicenda che ha scritto importanti passaggi giurisprudenziali in tema di ruolo di verifica e di autonomia della CAO


Video intervista all’avvocato Maddalena Giungato in tema di pubblicità in odontoiatria e responsabilità del direttore sanitario


L’europarlamentare Nicola Danti presenta interrogazione per verificare che non siano state violate le norme su libera concorrenza  


Contestato in varie provincie italiane il superamento del limite di spesa in tema di inserzioni pubblicitarie. Ecco cosa dice la norma


Il Comune di Cervia accoglie la segnalazione della CAO di Ravenna e sospende per sei mesi l’autorizzazione sanitaria di un Centro medico. Il Tar conferma la sospensione 


Altri Articoli

L’On. Nevi presenta un emendamento alla Legge Milleproroghe che punta ad abrogare l’obbligo del pagamento con mezzi tracciati per le prestazioni sanitarie rese dai privati, ecco il testo  


Fiorile, una norma che crea disagi ad anziani e famiglie e va nella direzione opposta chiesta da AIO


Per la presidente siciliana è il quarto andato consecutivo. “Lavoreremo all’insega della continuità consolidando la nostra identità volta a promuovere l’aggiornamento su tutto il territorio...


Una presidenza all’insegna della continuità promuovendo la formazione per gli odontoiatri ma anche l’informazione verso ai pazienti. Il neo presidente svela i progetti 


Un passo importante nella forte espansione dell'attività in segmenti strategici del mercato odontoiatrico


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Corsi ECM

 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi

 
 
 
 
 
 
 
 

Guarda i nostri video

Guarda i nostri video

Nuove norme su Direttore sanitario e Autorizzazioni