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22 Giugno 2018

Consiglio di Stato e chiusura centro odontoiatrico

Alcune considerazioni e proposte dell’odontologo forense Marco Scarpelli


Ho letto pochi giorni fa su Odontoiatria33 un contributo del Presidente della CAO nazionale Raffaele Iandolo in merito alla Sentenza del Consiglio di Stato sulla conferma della chiusura per 6 mesi del Centro DentalPro di Sarzana.  

Mi riconosco perfettamente nella considerazione di Iandolo quando afferma che “ … la sentenza del Consiglio di Stato pone finalmente una pietra miliare sulla vexata quaestio della pubblicità sanitaria da parte delle cliniche odontoiatriche. Gli Ordini avranno ora un’arma in più per vigilare con rinnovata attenzione, verificando la rilevanza dell’indicazione del direttore sanitario quale responsabile dell’organizzazione tecnico-sanitaria e del messaggio pubblicitario trasferito ai pazienti”.  

Quanto afferma Iandolo è conseguenza della primaria considerazione, pure dal medesimo richiamata, che, nella pubblicità di un Centro Odontoiatrico, l’indicazione del Direttore Sanitario è rilevante e l’articolo 4 della legge 175/92, sancendo l’obbligo di indicazione, non fa che tutelare i cittadini che quella informazione pubblicitaria ricevono.   

Piuttosto non comprendo perché i colleghi o, come nel caso di specie, le Società che esercitano odontoiatria, non richiedano un parere preventivo agli Ordini.  In qualità di consulente, sto seguendo la fase preliminare di adeguamento di una STP prevalentemente odontoiatrica. Per tutta una serie di motivi, anche in considerazione del fatto che alcuni degli aspetti normativi sono ancora sostanzialmente “nuovi”, ci siamo rivolti alla CAO presso l’Ordine competente, trovando ampia disponibilità ed aiuto nel verificare che il percorso fosse quello corretto.  

Altra questione è relativa alla gestione del parco pazienti a fronte di una sospensione per un periodo di sei mesi, quindi particolarmente significativo, ha ragione il direttore Maccagno nel DiDomenica nel sottolineare i rischi che siano proprio i pazienti ad essere maggiormente penalizzati. Al di là di una possibile discussione sull’opportunità “sociale” di una sospensione di lunghezza così importante, riterrei utile che l’Ordine di Sarzana attivi una sorta di sportello per assistere quei pazienti che, per ragioni di cura più urgente, non potessero attendere di continuare le cure già iniziate, ben sei mesi.  

A cura di: Marco Scarpelli, medico chirurgo, specialista in Odontostomatologia, Medicina legale.Professore a contratto in “Etica e Comportamento nella professione” e Coordinatore Master in “Odontologia  Forense” (Università degli Studi di Firenze) 

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