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03 Luglio 2018

Decreto Dignità: quasi nulla per il settore dentale

Per la pubblicità stop solo per quella sul gioco di azzardo, modifiche su redditometro e spesometro

Nor. Mac..

Chi si aspettava novità per il settore dopo l’incontro Confprofessioni ANDI con il Ministro del Lavoro Luigi Di Maio rimarrà, per ora, deluso. Poco o nulla arriva dal decreto Dignità licenziato dal Consiglio dei Ministri per il settore dentale. L’aspettativa più grande era quella che insieme al divieto della pubblicità per il gioco d’azzardo potessero essere inserite delle restrizioni anche per quella in ambito sanitario o odontoiatrico.

Invece ANDI e CAO, per regolamentare le pubblicità in sanità tenteranno la strada degli emendamenti che saranno presentati nel corso del dibattito parlamentare, come aveva annunciato lo stesso presidente ANDI Carlo Ghirlanda ad Odontoiatria33. Per quanto riguarda le altre norme che toccano, anche, il settore odontoiatrico quella sulla revisione del redditometro, e non abolizione come si era anticipato, e proroga dello spesometro che invece di “morire” il 1 gennaio 2019, potrebbe coesistere per un certo periodo con la fattura elettronica. 

La revisione del redditometro, con l’abolizione dell’decreto ministeriale del 2015 che fissa elementi e indici di capacità contributiva dei cittadini, hanno fatto notare molti analisti, porterebbe di fatto alla sospensione immediata degli accertamenti da effettuare sugli anni d’imposta 2016 e seguenti, fino all’approvazione di un nuovo provvedimento. 

Decreto Dignità che interviene anche nel mondo del lavoro prevedendo maggiori tutele per i lavoratori e penalizzazioni per chi licenza senza giusta causa. 

Infine soddisfazione viene espressa dal presidente di Confprofessioni Gaetano Stella per la decisione (che dovrà essere confermata se vi saranno le coperture necessarie) di abolire split payment per le prestazioni di servizio soggette a IVA rese alla PA dai professionisti. Norma che non tocca i dentisti.  

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Photocredit: Ministero del Lavoro

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