HOME - Approfondimenti
 
 
11 Ottobre 2018

Il Registro dei trattamenti, il Garante della privacy specifica chi è tenuto e come tenerlo

Disponibili on line due modelli per realizzarlo


Il Garante per la protezione dei dati personali ha pubblicato sul suo sito le FAQ relative al registro delle attività di trattamento ex art. 30 GDPR.

“Il Regolamento Europeo sulla privacy –ricorda l’avvocato Silvia Stefanelli che ha curato per Odontoiatria33 molti dei contenuti presenti nella sezione dedicata al GDPR- prevede tra gli adempimenti principali del titolare e del responsabile del trattamento la tenuta del registro delle attività di trattamento”.

"Il registro -continua l'esperta- è un importante strumento di accountability perché serve a comprovare (a posteriori, evidentemente) di aver rispettato puntualmente i principi applicabili al trattamento dei dati personali. Il registro delle attività di trattamento, pertanto, è uno strumento utile (sia al titolare che al responsabile) per dimostrare come, in ogni tempo e in ogni fase del trattamento, si siano applicati i principi del GDPR e come si sia adempiuto agli obblighi derivanti dal trattamento dei dati personali".   

Oltre ai soggetti obbligati alla tenuta del Registro ex art. 30, il Garante “suggerisce” ad altri soggetti di istituirlo e tenerlo aggiornato in quanto il registro dei trattamenti “contribuisce a meglio attuare, con modalità semplici e accessibili a tutti, il principio di accountability e, al contempo, ad agevolare in maniera dialogante e collaborativa l’attività di controllo del Garante stesso”. 

“Tra questi –spiega l’avvocato Stefanelli- ci sono i soggetti che trattano dati sanitari dei clienti (es. ottici, odontotecnici, ecc.) ed liberi professionisti con almeno un dipendente e/o che trattino dati sanitari (es. medici, odontoiatri, osteopati, fisioterapisti, farmacisti, ecc.) ed ancora associazioni, fondazioni e comitati ove trattino categorie particolari di dati”. Dal punto di vista dei contenuti il garante chiarisce che nel campo “finalità del trattamento” (previsto dall’art. 30, par. 1, lett. b, GDPR) sarebbe opportuno indicare oltre alle singole specifiche finalità del trattamento (es. trattamento dei dati dei dipendenti per la gestione del rapporto di lavoro; trattamento dei dati di contatto dei fornitori per la gestione degli ordini) anche la base giuridica che legittima il trattamento. 

Nel caso in cui la base giuridica sia rappresentata dal “legittimo interesse” (art. 6, par. 1, lett. f, GDPR) sarà opportuno – specifica ulteriormente il Garante – indicare anche una descrizione del legittimo interesse perseguito, le “garanzie adeguate” eventualmente adottate e, infine, ove sia stata effettuata, la valutazione d’impatto (DPIA) eseguita dal titolare del trattamento. 

Circa le “categorie di destinatari a cui i dati sono stati o saranno comunicati” il Garante dispone debbano essere indicati sia gli altri titolari ai quali i dati siano comunicati (e si propone l’esempio degli enti previdenziali ai quali i dati personali dei dipendenti debbano essere necessariamente trasmessi per adempiere agli obblighi contributivi), ma anche gli altri soggetti – siano essi responsabili o sub-responsabili (di cui all’art. 28 GDPR) – ai quali il titolare trasmetta i dati personali.  

Infine il Garante allega due differenti modelli (per la verità molto sintetici) da cui partire per creare i Registri, li trovate a questo link.  

“Al di là delle previsioni obbligatorie ex art. 30 e delle FAQ del Garante –conclude l’avvocato Stefanelli- il Registro (che piaccia o no) è il primo strumento per cercare di mappare i dati che vengono trattati, per capire chi sono i soggetti interessati che potrebbero chiedere conto di come trattiamo i dati ed un eventuale risarcimento dei danni, per ragionare sul livello di rischio dei dati e altresì sul potenziale uso dei dati che si trattano. I dati sono la moneta della nuova economia: basti solo leggere gli speech della Conferenza strategia di Bruxelles  del 12 dicembre 2011. Sarebbe un peccato perdere, di nuovo, un’altra occasione di crescita”.      

Molto in sintesi le precisazioni del Garante:

  • Sia il titolare che il responsabile devono tenere il registro dei trattamenti.
  • Del trattamento e il registro del responsabile del trattamento (di cui all’art. 28 del GDPR),
  • Qualora un singolo soggetto sia titolare e anche responsabile dovrà tenere entrambi i registri.
  • Il registro deve avere forma scritta (anche in “formato elettronico”, come prevede il terzo comma del medesimo art. 30 GDPR).
  • Il registro deve essere costantemente aggiornato il registro (sia quello del titolare che quello del responsabile del trattamento) e di tenere traccia delle modifiche (relative a modalità, finalità, categorie di dati, categorie di interessati del trattamento).
  • Il registro deve recare “in maniera verificabile” sia la data della sua prima istituzione o creazione sia la data dell’ultimo aggiornamento. 


Articoli correlati

Il medico deve stare tranquillo in tema di privacy, il 2019 - anno di applicazione "a regime" del regolamento europeo "GDPR" - inizia sotto il segno di sindacati che stanno lavorando per metterlo in...


Tra le norme introdotte dalla Legge di Stabilità 2019, il comma 53 sostituisce l’articolo 10 bis del decreto-legge 23 ottobre 2018,  n. 119, convertito, con modificazioni, dalla...


Dal 19 settembre è entrato in vigore il decreto 10 agosto 2018 sulla privacy e con esso dovrebbero scattare anche controlli ed eventualmente sanzioni, anche se “identificare le sanzioni per gli...


Ecco cosa si rischia e cosa serve dimostrare


Le novità commentate dall’avvocato Stefanelli


Altri Articoli

Nella sanità integrativa, l’odontoiatria ha la parte del leone. Quanto suggerisce la logica, vista l’esclusione della maggior parte delle prestazioni odontoiatriche dai Livelli essenziali di...


Un'igiene orale corretta e visite regolari dal dentista possono sostenere la salute cardiovascolare. Questo, in estrema sintesi, è ciò che odontoiatri e cardiologi hanno concordato durante il...


Nelle giornate di venerdì 15 e sabato 16 febbraio 2019 a Roma ha avuto luogo il 23° Congresso Nazionale della Società Italiana di Odontoiatria Conservatrice che ha visto la...


Poco più della metà della popolazione europea (55%) ha dichiarato che nel 2017 le spese mediche sostenute non sono state un peso dal punto di vista economico. I dati arrivano dalla ricerca annuale...


Da sx: Chiarello; Biancucci; Pallotta; Di Michele

Il SUSO, lo storico sindacato degli ortodontisti in occasione del convegno sull’approccio disciplinare sull’OSAS svoltosi lo scorso fine settimana ad Ascoli Piceno, ha rinnovato il proprio gruppo...


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Corsi ECM

 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi