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29 Ottobre 2018

Dentista condannato per mancate indicazioni su igiene orale. Preoccupazione OMCeO Milano: snaturato il rapporto medico/paziente


La notizia data da Odontoiatria33 sulla sentenza della Corte di Appello de L’Aquila che ha confermato la condanna di un dentista che non era riuscito a dimostrare di aver dato, a una sua paziente, tutte le informazioni necessarie per assicurare una corretta igiene orale, oltre a scatenare il dibattuto sulla nostra pagina Facebook ha provocato la reazione ufficiale dell’OMCeO di Milano che attraverso il suo presidente esprime “preoccupazione”.             

“Le motivazioni della sentenza caricano sul dentista l’onere di provare che ha svolto una corretta informazione al paziente anche in merito a concetti universalmente noti relativi all’importanza dell’igiene orale – commenta Roberto Carlo Rossi presidente OMCeO Milano.             

“È ciò che fanno tutti i dentisti e che infatti, leggendo la sentenza, il Collega sembra aver fatto con coscienza. Ecco perché ritenere che tale adempimento debba sempre essere accompagnato da una prova inconfutabile (per esempio uno scritto controfirmato dalla paziente) a me pare paradossale” – spiega Andrea Senna (nella foto), presidente CAO di Milano. 

“Guardo alla sentenza con preoccupazione perché fa giurisprudenza ed il suo impatto va ben al di là dell’ambito locale. Paradossalmente, un medico (soprattutto se libero-professionista, in base alla Legge Gelli), potrebbe essere condannato per non aver prescritto formalmente ai suoi pazienti precise indicazioni sui corretti stili di vita a cui attenersi per evitare l’incorrere in diverse patologie. Informazioni che, di norma, sono date verbalmente” – aggiunge il presidente dell’Ordine meneghino.  

“Sentenze come questa - conclude Roberto Carlo Rossi – snaturano il rapporto medico-paziente e spingono inevitabilmente il medico e l’odontoiatra in direzione della ‘medicina difensiva’, perché dovendosi tutelare economicamente e professionalmente, a fianco di un maggior numero di adempimenti formali, sarà portato a definire prescrizioni aggiuntive a sostegno di possibili, futuri contenziosi”. 

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