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12 Novembre 2018

Appello alla politica sulla sanità integrativa. Iandolo (Cao): ''Tra terzi paganti e terzi lucranti, a rimetterci è il paziente’’

Nor. Mac.

Dopo aver evidenziato i rischi di “sovradiagnosi, radiografie inutili, trattamenti inappropriati venduti al cliente/paziente solo per  'far cassa' in centri odontoiatrici appartenenti a 'catene' o franchising”, il presidente della CAO Nazionale Raffale Iandolo (nella foto) punta il dito contro i fondi integrativi che definisce “terzi paganti e terzi lucranti” che incentiverebbero “cure al risparmio” e per le quali “ad avere l’ultima parola sui materiali da utilizzare e sulle prestazioni da erogare non è l’odontoiatra, ma una compagnia di assicurazioni”.  

“È il caso dei fondi sanitari, che sempre più spesso stipulano convenzioni con studi odontoiatrici per erogare anche tali cure ai loro assistiti, salvo pretendere poi di avere voce in capitolo anche su questioni di natura professionale, come appunto le decisioni diagnostico terapeutiche, e persino deontologica, intromettendosi nel rapporto medico-paziente”, si legge in una nota FNOMCeO. 

La nota CAO arriva dopo le polemiche nate a seguito delle problematiche sulla gestione delle pratiche, e dei pagamenti, di Previmedical che gestisce gli assistiti del fondo MetaSalute.  

“Il controllo deontologico degli aspetti riguardanti diagnosi e terapia e il monitoraggio della correttezza dell’esercizio professionale sono prerogative esclusive dell’Ordine dei Medici chirurghi e degli Odontoiatri, messe in atto dalla Commissione Albo Odontoiatre”, ribadisce il presidente Iandolo. È inconcepibile che siano fondi, assicurazioni o società di capitali ad arrogarsi tali prerogative”. 

“Siamo seriamente preoccupati per i nostri pazienti – continua Iandolo –, stritolati tra terzi paganti e terzi lucranti, sballottati tra overtreatment e cure erogate con il misurino e lasciati completamente in balia di logiche economicistiche. Non resteremo spettatori inerti dello svilimento della nostra Professione, che è posta dalla Legge a tutela del Diritto alla salute dei cittadini e mai e poi mai accetterà di svendersi al miglior offerente”. 

“Prima di qualsiasi altra valutazione – afferma – è nostro dovere dal punto di vista etico e deontologico garantire sempre la libera scelta dell’odontoiatra da parte del paziente. A queste condizioni il paziente vedrà tutelata la propria salute anche in caso del cosiddetto terzo pagante”. 

“Ogni deroga rispetto a queste tutele va combattuta in ogni maniera – conclude Iandolo – nel rispetto dell’articolo 32 della Costituzione, che tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività.  Lanciamo dunque un appello alla Politica perché ci sostenga nella tutela dei diritti dei pazienti”.

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