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28 Maggio 2019

Profilo ASO. Per il SIASO i problemi si possono risolvere lavorando (con competenza) con le Regioni ai decreti attuativi

Nor. Mac.

Dopo le parole del presidente CAO Raffaele Iandolo sull’intenzione di cercare di porre rimedio alle criticità che il profilo dell’ASO stanno portando tra le lavoratrici e negli studi odontoiatrici, sbotta il SIASO (il sindacato delle ASO) che attraverso una nota se la prende con chi per anni ha discusso ai Tavoli ministeriali del profilo. 

“Naturalmente –scrive il Segretario SIASO Fulvia Magenga in una nota- se a quel tavolo avessero potuto partecipare i rappresentanti sindacali dei lavoratori (SIASO), le cose sarebbero andate in modo diverso, ma i rappresentanti dei datori di lavoro si sono ben guardati di condividere i lavori, nonostante le richieste ufficialmente avanzate dal SIASO”. 

Motivo dello scontro è la norma contenuta nel DPCM siglato il 09/02/2018 con il quale viene istituita la figura dell’ASO, che a detta del SIASO “non consente quasi a nessuno di recuperare i 36 mesi lavorati negli ultimi 5 anni per avere il riconoscimento di ASO” in quanto prevede che i lavoratori e le lavoratrici abbiano o abbiano avuto “inquadramento contrattuale di Assistenti alla poltrona”.  

Per il SIASO tutto nasce da un errore di terminologia e una formulazione assolutamente fuorviante del DPCM. “L’errore di terminologia è ‘inquadramento contrattuale’”, dice la Segretario speigando che “l’inquadramento contrattuale è previsto dalla legge solo come: operaio, impiegato, dirigente, quadro” e come “la formulazione fuorviante è: ‘assistenti alla poltrona’”. Fuorviante, spiega Fulvia Magenga, “perché negli anni passati in pochi hanno avuto questa definizione nel contratto di assunzione. Su questa definizione si è scatenata la fantasia dei dentisti e dei consulenti del lavoro: da addetto alla segreteria ad addetto al turismo ad assistente alla regia, assistente sanitario, igienista dentale”.  

Segretario SIASO che ricorda quanto detto dal presidente CAO all’evento per ASO in Expodental Meeting: “Negli anni abbiamo assistito ad assunzioni di Assistenti con qualifiche alquanto fantasiose, noi ci dobbiamo impegnare per far si che chi ha fatto realmente l’assistente alla poltrona gli venga riconosciuto, al di la della qualifica con cui era stata assunta”, ha detto Iandolo ricordando come “la Norma ad oggi non prevede questa possibilità. Lo trovo ingiusto e quando una legge è sbagliata non dobbiamo aver paura di dirlo e cercare di porvi rimedio”. SIASO che non concorda con quanto dichiarato dal presidente Iandolo. 

“E’ assolutamente evidente che il problema non è cambiare il testo di legge (obiettivo quasi impossibile da raggiungere se non in tempi biblici) ma è lavorare sulla fase di recepimento del DPCM da parte delle Regioni così come d’altra parte è esattamente scritto sul testo del DPCM: “per l’attuazione...si demanda ai decreti attuativi delle regioni...”, dice Fulvia Magenga. 

Un lavoro di confronto che, dice il SIASO, deve essere fatto con competenza “consapevoli che si rappresenta lavoratori e lavoratrici che devono fare un passaggio epocale per la categoria, che è necessario trovare punti di incontro a favore di tutto il comparto”. E per fare notare come un confronto costruttivo consente di ottenere buoni risultati, il SIASO porta ad esempio quanto fatto dal sindacato con la Regione Lombardia che, per quanto riguarda i percorsi integrativi di riqualificazione, prevede che “il periodo di attività lavorativa qualificata e l’inquadramento contrattuale di assistente alla poltrona devono essere giustificati attraverso la presentazione all’Ente accreditato di documentazione idonea ad attestare l’attività lavorativa svolta, la durata (attraverso visura INPS), la tipologia e l’inquadramento contrattuale, la qualifica, le mansioni e/o le prestazioni svolte, (attraverso ad esempio dichiarazioni dei redditi con riferimento ai quadri del modello della dichiarazione utili a comprovare la natura del reddito, cedolini e/o contratto di lavoro e/o del modello LAV)”.  

SIASO porta, invece come esempio negativo, quanto ottenuto da AIASO nel Trentino.  

Segretario Fulvia Magenga che invita gli ASO determinati a proseguire questa professione e che ancora hanno qualche dubbio sul loro futuro, di:

1.     Scaricare dal web il bollettino ufficiale della Regione di appartenenza digitando “Bollettino regionale ASO”.

2.     Leggere quali sono i documenti che la regione di appartenenza richiede al fine di comprovare un inquadramento contrattuale con mansione di assistente alla poltrona.

3.     Se ci sono casi particolari, il SIASO consiglia di rivolgersi direttamente alla regione di appartenenza (uffici lavoro/welfare).

4.     Il SIASO Confsal mette a disposizione la mail inforecepimenti@siaso.itper eventuali ulteriori informazioni in merito al DPCM.Inoltre, se volete essere sempre informati sul vostro lavoro, iscrivetevi al sindacato   

Sotto è possibile scaricare la nota integrale inviata da SIASO

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