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11 Giugno 2019

Accesso al ruolo di dirigente odontoiatria nel SSN, il GTO sta lavorando ad una soluzione condivisa


Quello dell’obbligo anche per i laureati in odontoiatria, come per i colleghi medici, di avere anche un diploma di specialità per poter accederai concorsi per dirigente odontoiatra nel SSN da sempre interroga sindacati ed Ordine.  Sulla questione sta lavorando il Gruppo Tecnico sull’Odontoiatria, stando a quanto pubblicato nel verbale della seduta del febbraio scorso (reso pubblico ieri 10 giugno sul sito del Ministero della Salute), alla quale ha partecipato anche la dottoressa Maria Grazia Corbello-direttore dell’Ufficio  3 della  Direzione  Generale delle professioni sanitarie e delle risorse umane del SSN- per fare il punto sulle norme che riguardano più in generale la specialistica ambulatoriale.

Per modificare la norma, sostiene la dott.ssa Corbello, stando a quanto riportato ne verbale del GTO, serve una modifica normativa per la sola professione odontoiatrica che per il funzionario del Ministero “è una strada  non  percorribile perché il  problema  deve essere  affrontato complessivamente  per tutte le  professioni che  prevedono un inquadramento nel SSN di livello dirigenziale”.  

“Peraltro –fa notare la dottoressa Corbello- nell’ambito della predisposizione del nuovo ‘Patto per la salute’ è in atto una discussione sulla questione dei percorsi di specializzazione e dell’accesso  al SSN, che, previa interlocuzione con  le  Regioni -  eventualmente  anche nella  prospettiva  di  una  evoluzione nella attuazione dell’art. 116 della Costituzione – potrebbe far emergere la necessità di una revisione del d.P.R. n. 483/1997 che attualmente disciplina la materia della dirigenza SSN; pertanto, le eventuali istanze  specifiche relative  al  settore odontoiatrico  andrebbero  inquadrate e opportunamente analizzate nel quadro generale di tale  complessiva revisione delle regole”. Dottoressa Corbello che indica come possibile strada “l’ipotesi di rivedere la regolamentazione  sulle equipollenze ed  affinità, magari “prevedendo una semplificazione del sistema di accesso con attenzione alla specificità della professione”.  

Condividendo quanto rileva la dottoressa Corbello, il presidente CAO Raffaele Iandolo ricorda come “le specializzazioni in ambito odontoiatrico sono solo tre e, dal punto di vista di accesso al ruolo di dirigente odontoiatra  del  SSN, sono  ritenute  equipollenti”, e che questo “si  traduce nel fatto che l’esercizio in ambito pubblico dell’odontoiatria avviene solo sulla base del possesso di una qualsiasi specializzazione di area, senza che sia specifica per lo specifico ruolo/funzione per la  quale si concorre”.  

Ma la questione è se il corso di laurea in odontoiatria si può considerare già una specializzazione

Per il prof. Claudio Arcuri -Direttore U.O.C.di odontostomatologia Ospedale Fatebenefratelli “San Giovanni Calibita” di Roma- “l’attuale corso di laurea in odontoiatria si è sostituito alla vecchia specializzazione, per cui la laurea e già di per sé specializzante”, mentre il dott. Pino Attanasi –segretario nazionale SUMAI- informa di come “nel SSN esiste già l’accesso alla odontoiatria senza che sia richiestala specializzazione, in  particolare nel settore della  odontoiatria ‘convenzionata’  (odontoiatria di comunità), settore nel quale non si sono mai posti problemi sulle competenze”.  

La proposta, approvata dai componenti del GTO è quella di predisporre nelle prossime riunioni un documento che faccia il punto sulla questione e proponga una linea condivisa sulla base del documento presentato nelle riunioni precedenti dal prof. Fulvio Campolongo a nome del CIPOOOCMF – ANPO. 

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