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17 Settembre 2019

Sì al regime forfettario per la dentista che lavora sia all’ASL che nel suo studio

Per l’Agenzia delle Entrate la causa ostativa non potrà trovare applicazione se i due rapporti di lavoro persistono senza modifiche sostanziali per l’intero periodo di sorveglianza


“La causa ostativa al regime forfetario non è integrata se già prima della sua entrata in vigore il contribuente conseguiva sia redditi di lavoro autonomo sia redditi di lavoro dipendente nei confronti del medesimo datore di lavoro”. A sottolinearlo è l’Agenzia delle Entrate con la risposta a interpello n. 382 del 2019 che entra nel merito di una richiesta avanzato da una dentista che lavora come libera professionista ma anche con contratto d’opera (come lavoratrice autonoma) per l’Azienda Sanitaria. 

“A partire dal 2017 –si legge nell’interpello- a seguito di un provvedimento della magistratura, all’azienda sanitaria è stato intimato di assumere esclusivamente con contratti di lavoro dipendete a tempo determinato o indeterminato”. 

Con il quesito la dentista chiede se può essere considerata causa ostativa all’applicazione del regime forfetario il passaggio da un rapporto di collaborazione a un rapporto di lavoro dipendente a tempo determinato, anche nel caso in cui la doppia tipologia di rapporto di lavoro era preesistente all’entrata in vigore della causa ostativa, riformulata dalla legge di bilancio 2019. 

Per le Entrate la dentista “può applicare il regime forfetario nel periodo d’imposta 2019, ferma restando la sussistenza degli ulteriori requisiti, tenuto conto che non si verifica alcuna trasformazione di attività di lavoro dipendente in lavoro autonomo che la causa ostativa intende evitare: il duplice rapporto di lavoro (autonomo e dipendente), infatti, preesisteva all’entrata in vigore della lettera d-bis) del comma 57 dell’articolo 1 della legge n. 190 del 2014”.



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