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18 Settembre 2019

Società odontoiatriche e versamento dello 0,5% all’ENPAM: ecco come fare

La mappa delle oltre 5 mila società censite da ENPAM, previsto un gettito di oltre 7 milioni di euro. Controlli e sanzioni: previsti “incroci” con i dati delle Entrate 

Norberto Maccagno

Tra poco meno di due settimane (scadenza 30 settembre) tutte le società che operano nel settore odontoiatrico dovranno versare lo 0,5% del fatturato del 2018 alla quota B di ENPAM.Semplificando, devono effettuare il versamento tutte quelle società che operano come studio odontoiatrico e che hanno un direttore sanitario, escluse quindi solo le StP e gli Studi Associati. 

Nel mese di luglio ENPAM aveva inviato a tutte le società iscritte alle Camere di commercio con il codice ATECO 86.23, una nota fornendo il codice ed il link utile per completare la registrazione nell’area riservata che l’Ente di previdenza di medici e dentisti ha predisposto. “Chi non ha ricevuto la comunicazione”, spiegano da ENPAM, “deve ugualmente registrarsi (a questo link) autonomamente sul sito ed effettuare la dichiarazione”. In alternativa si può compilare questo modulo online inviandolo ad ENPAM via posta ordinaria o tramite PEC.  

Secondo i dati forniti da ENPAM ad Odontoiatria33 sono 5.392 le società a cui è stata inviata la comunicazione, ecco il dettaglio regione per regione: Abruzzo 54; Basilicata 25; Calabria 72; Campania 375; Emilia Romagna 339; Friuli Venezia Giulia 109; Lazio 504; Liguria 78; Lombardia 1662; Marche 136; Molise17; Piemonte 344; Puglia 412; Sardegna 100; Sicilia 423; Toscana 111; Trentino Alto Adige 33; Umbria 49; Valle d'Aosta 8; Veneto 526. Dati di poco superiori a quelli rilevati 6 mesi prima da Odontoiatria33.            

Sarebbe quindi di circa 7 milioni di euro (importo stimato in base al fatturato medio delle società indicato dall’Agenzia delle Entrate) il gettito che dovrebbe entrare nelle casse della Quota B di ENPAM. Un importo certamente importante che, secondo quanto riferito dal Vicepresidente ENPAM Giampiero Malagnino in una intervista ad Odontoiatria33 andrà a finanziare le spese del fondo dei liberi professionisti portando un risparmio ai singoli contribuenti.

Una cifra che va ad aggiungersi ai 706 milioni di euro di contributi annui versati alla Quota B ed ai circa 3 miliari di euro che è l’importo totale dei contributi incassati da ENPAM nell’ultimo anno. Il contributo dello 0,5% sul fatturato 2018 dovrà essere versato ad ENPAM attraverso un bonifico bancario indicando nella casuale il codice società assegnato in fase di registrazione dall’Ente di previdenza. A questo link il modulo di disposizione dl bonifico.     


Sanzioni e controlli 

Chi verserà oltre la scadenza (30 settembre) sarà soggetto alle sanzioni previste in base all’articolo 116, commi 8 e seguenti della legge n. 388 del 23 dicembre 2000: ovvero il 5% annuo dell’importo dovuto ma non oltre il 40% totale.

Sul fronte controlli da ENPAM ricordano che nel 2011 la Fondazione ENPAM e l’Agenzia delle Entrate hanno firmato una convenzione per la cooperazione informatica, che consente di effettuare controlli incrociati, stesso sistema utilizzato per “stanare” l’evasione contributiva. Nel primo anno di attivazione della “cooperazione” tra controlli interni, i ravvedimenti volontari e gli incroci dei dati con l’Anagrafe tributaria hanno permesso alla Fondazione ENPAM di emettere provvedimenti di regolarizzazione contributiva nei confronti di oltre 11.000 medici e dentisti liberi professionisti per un importo totale posto in riscossione di circa 35 milioni di euro. In quell’anno furono individuati 4.718 medici e dentisti libero professionisti che non avevano correttamente indicato i loro redditi ai fini previdenziali. 

A questo link una utile guida di ENPAM su come versare il 0,5% del fatturato da parte delle società odontoiatriche 

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