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18 Ottobre 2019

Uso contante e Pos, le norme (più o meno certe) in finanziaria

L’approvazione della manovra “salvo intese” rende tutt’altro che certa l’approvazione dei provvedimenti presentati all’Unione Europea, vediamo quelli probabili e quelli già in bilico

Norberto Maccagno

Con la pubblicazione sul sito del Parlamento Europeo è ora possibile capire le norme indicate nella manovra finanziaria 2020. Dalla lettura del documento emerge qualche novità rispetto alle bozze girate nella notte dopo il via libera da parte del Consiglio dei Ministri, in particolare in tema di utilizzo dei contati e dell’obbligo del POS, ma ora il lavoro è sul collegato alla manovra, e le certezze non sembrano molte. Almeno stando alle dichiarazioni dei politici di maggioranza interessati.

Poi il fatto di aver approvato la manovra “salvo intese”, quando indicato oggi potrebbe cambiare domani. Solo alla fine dell’iter parlamentare, la scadenza è il 31 dicembre 2019, non si saprà con certezza quali saranno le norme contenute. 

Ma vediamo di fare il punto, almeno su tracciabilità dei pagamenti ed uso del contante.  


Conto corrente dedicato 

E’ una delle novità contenute nella manovra che imporrebbe ad imprese e professionisti, forfettari inclusi, di avere uno o più conti correnti bancari o postali da utilizzare unicamente per la propria attività.Norma che, stando alle dichiarazioni del Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri al Sole 24 Ore, starebbe già in bilico, anzi il ministro assicura che “salterà”. 


POS e pagamenti elettronici 

Se già l’obbligo di dotarsi di un Pos è attivo da qualche anno, ora arrivano le sanzioni per chi non accetta il pagamento “tracciabile”. La sanzione sarebbe di 30 euro con l’aggiunta del 4% della transazione rifiutata, ma se la prima sembrerebbe confermata, per quella del 4% “si starebbe discutendo” se mantenerla o cassarla. Per aiutare commercianti, artigiani e liberi professionisti, sarebbero allo studio incentivi per l’acquisto del POS e riduzioni del costo delle commissioni. Sembrerebbe invece prevalere l’intenzione di legare gli sgravi fiscali previsti per alcune categorie di spesa, tra queste anche il 19% sulle prestazioni sanitarie, al pagamento in formato elettronico o con strumenti tracciabili. Anche se poi altre voci vorrebbero eliminare gli sgravi fiscali per le prestazioni sanitarie per i redditi superiori ai 100-120 mila euro 


Limite all’uso del contante 

Se nella bozza iniziale il limite scendeva dagli attuali tremila ai mille euro, nel testo ora si pala di una riduzione modulare: per i prossimi due anni il tetto scenderebbe a 2 mila euro per poi passare definitivamente a mille euro dal terzo anno. Ma anche su questo punto sembra esserci un forte scontro tra le varie anime di questo Governo.    

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