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08 Novembre 2019

Chirurgo maxillo-facciale e chirurgo orale: servono sinergia e competenze comuni

Il prof. Giannì, illustrando il Corso avanzato d'implantologia in sala settoria in programma nel giugno 2020 a Milano, parla della sinergia tra chirurgo maxillo facciale e chirurgo orale nell'attività odontoiatrica

Prof. Aldo Bruno Giannì

In Italia, come è noto, i percorsi formativi degli specialisti in chirurgia maxillo-facciale e in chirurgia orale sono ben codificati da diversi anni e prevedono due distinti iter. La chirurgia maxillo-facciale, infatti, è una specialità della durata di 5 anni esclusivamente medica, cioè riservata al laureato in medicina e chirurgia, mentre la chirurgia orale è una specialità della durata di 3 anni, odontostomatologica, cioè riservata esclusivamente al laureato in odontoiatria e protesi dentaria.

Ma di che cosa si occupano nella pratica clinica questi due specialisti al di là del diverso background culturale e formativo? Il chirurgo orale si occupa di patologie chirurgiche delle strutture anatomiche orali e periorali, mentre il chirurgo maxillo-facciale affronta le patologie di interesse chirurgico di tutto il viso, ivi compresa la regione cervicale, e deve possedere nozioni anatomo-chirurgiche anche di distretti lontani dal viso, in quanto rientrano nelle proprie competenze interventi di chirurgia ricostruttiva, soprattutto post-oncologica, che prevedono dei veri e propri autotrapianti definiti lembi microvascolari.

Nella pratica clinica però, al di là dei diversi percorsi formativi, il chirurgo maxillo-facciale e il chirurgo orale hanno delle competenze che si sovrappongono come nel caso, a titolo di esempio, del trattamento di elementi dentari in inclusione ossea (fig. 1), o vengono a trattare la stessa tipologia di pazienti edentuli, con metodiche ricostruttive pre-implantari nei rialzi di seno o negli innesti ossei, o con metodiche implantari nell’implantologia zigomatica o pterigoidea (figg. 2-4).

Fig. 1 Ottavo incluso complesso

Figg. 2-4 Innesto osseo di interposizione previa osteotomia mandibolare

Tali ambiti di sovrapposizione clinica nelle due specialità hanno dato adito in passato a polemiche sulle rispettive competenze e sulla liceità di alcuni interventi arrivando, in alcuni casi, a ipotizzare la preclusione al maxillo-facciale dell’implantologia e, in altri, a minare lo spirito di collaborazione reciproca tra queste due figure professionali che è alla base dell’attività clinica.

Proprio con lo spirito di cementare e far crescere tale collaborazione si è pensato di unire le competenze di specialisti in chirurgia maxillo-facciale e specialisti in chirurgia orale per organizzare un corso di dissezione anatomica denominato “CadLab, Corso avanzato di implantologia in sala settoria” in programma a Milano presso Multilab di Multimedica dal 18 al 20 giugno 2020 e accreditato nell’ambito del programma di formazione continua in medicina e odontoiatria (ECM) (fig. 5).

Fig. 5 Programma del corso

Il corso, eminentemente pratico, si rivolge quindi a chirurghi maxillo-facciali e a chirurghi orali – ma anche a ogni laureato in odontoiatria che si occupa di riabilitazione implantare – desiderosi di migliorare le proprie conoscenze di anatomia chirurgica del distretto oro-cervicale. Durante il corso ogni partecipante imparerà le corrette tecniche di dissezione chirurgica ed eseguirà in prima persona la dissezione delle più importanti strutture nobili vascolari e nervose sia della regione mascellare (il primo giorno) (fig. 6) che della mandibola (il secondo giorno) (fig. 7).

Fig. 6 Isolamento fascio vascello-nervoso infraorbitario

Fig. 7 Isolamento arteria palatina

Gli specialisti in chirurgia maxillo-facciale e chirurgia orale coinvolti in qualità di organizzatori e di tutor possono, oltre alle rispettive competenze cliniche, annoverare nei loro curricula anche una specifica formazione nelle tecniche di dissezione chirurgica dei tessuti orali e periorali presso la scuola di Anatomia chirurgica dell’Università Descartes Paris V.

Infine, sottolineiamo come elemento distintivo rispetto ad analoghi corsi formativi, la presenza, nella mattinata dell’ultimo giorno, di una specifica sessione dedicata all’anatomia chirurgica del collo, e in particolare dei suoi vasi, coordinata da tutor chirurghi maxillo-facciali.

Conclusioni
Tutti gli interventi chirurgici, dal più semplice al più complesso, compresi evidentemente quelli coinvolgenti il cavo orale, possono potenzialmente provocare lesioni, nervose o vascolari, anche gravi o acute, a causa della vicinanza dei principali fasci vascolo-nervosi (per esempio, nervo linguale o alveolare per la mandibola o arteria palatina e nervo infraorbitario per il mascellare superiore) con gli elementi dentari o con le strutture ossee oggetto dei più comuni interventi orali.

La frequenza a questo corso ha quindi come obiettivo finale quello di fornire una perfetta conoscenza dell’anatomia chirurgica del distretto oro-cervicale e della corretta tecnica di dissezione delle più importanti strutture vascolo-nervose del medesimo distretto.

Il raggiungimento di questi due obiettivi consentirà ai partecipanti di poter eseguire qualunque intervento di chirurgia orale e implantare in particolare, in totale controllo, prevenendo da un lato possibili errori e dall’altro fornendo gli strumenti tecnici per gestire, anche acutamente, le possibili principali complicanze, soprattutto vascolari.

Primum non nocere.

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