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13 Novembre 2019

Registratore di cassa e fattura elettronica per gli studi odontoiatrici, l’Agenzia delle Entrate precisa

Un approfondimento dell’Agenzia delle Entrate chiarisce le finalità della norma. Conferma anche il divieto di invio di fattura elettronica per le prestazioni sanitarie per tutto il 2020


Registratore di cassa si, registratore di cassa no. E' questo il dubbio che alcuni analisti si sono posti leggendo il testo dell’articolo 15 del decreto fisale, evidenziando come, così come formulato, avrebbe potuto essere interpretato come un obbligo per tutti i soggetti tenuti all’invio dei dati al Sistema tessera sanitaria, di adottare un registratore telematico.

Dubbio ripreso da alcune testate, tra cui anche Odontoiatria33 che ricordava, anche, come l'interpretazione sarebbe stata in contrasto con quella che regolamenta l’emissione di fattura o ricevuta da parte dei professionisti.

Probabilmente, per dissipare anche questi dubbi, l’Agenzia delle Entrate, attraverso la sua rivista on-line Fisco Oggi, ha pubblicato un approfondimento precisando quando indica la norma sul tema. 

In un primo passaggio viene ribadito che l’articolo 15 della legge di Bilancio conferma “per il periodo d’imposta 2020 l’esonero ovvero, per meglio dire, il divieto, già in vigore quest’anno, di emettere fatture elettroniche in relazione alle prestazioni sanitarie effettuate nei confronti delle persone fisiche. La disposizione riguarda sia i soggetti tenuti a trasmettere i dati al Sistema tessera sanitaria ai fini dell’elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata (aziende sanitarie locali, aziende ospedaliere, istituti di ricovero e cura, policlinici universitari, farmacie, iscritti all’Albo dei medici chirurghi e degli odontoiatri, presidi e strutture per l’erogazione dei servizi sanitari) sia gli altri operatori per i quali tale obbligo non sussiste (ad esempio, podologi, fisioterapisti, logopedisti)”.

Inoltre, continua l’approfondimento delle Entrate, sempre nell’articolo 15 viene stabilito che “a decorrere dal 1° luglio 2020, i soggetti tenuti all’invio dei dati al Sistema tessera sanitaria adempiono all’obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate dei dati relativi ai corrispettivi esclusivamente mediante l’invio dei corrispettivi giornalieri al Sistema TS, utilizzando strumenti tecnologici che garantiscono l’inalterabilità e la sicurezza dei dati, ossia i registratori telematici”

Per meglio chiarire viene anche indicata la finalità della norma che è quella, si legge sempre sulla testata dell’Agenzia delle Entrate, di “razionalizzare per gli esercenti che effettuano prestazioni sanitarie (ad esempio, le farmacie) e per l’amministrazione finanziaria, rispettivamente, l’invio e l’acquisizione dei flussi informativi relativi ai dati necessari per la dichiarazione precompilata, ai dati dei corrispettivi giornalieri e a quelli necessari per partecipare alla lotteria nazionale degli scontrini. In tal modo, gli esercenti potranno inviare tutti i dati richiesti con un’unica operazione effettuata tramite il registratore telematico”. 

Sull’argomento anche ANDI, con una nota pubblicata oggi sul proprio sito, ribadisce che “l’attività degli studi odontoiatrici non è dunque interessata all’adempimento” bollando come fake-news i dubbi interpretativi. 

“Si tratta di una evidente fake news, in quanto l’obbligo di certificazione dei corrispettivi tramite memorizzazione e trasmissione telematica degli stessi interessa unicamente coloro che effettuano “operazioni di commercio al minuto ed attività assimilate” di cui all’art. 22 del DPR 633/72 (con particolari esoneri)”, motiva la nota di ANDI.

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