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18 Novembre 2019

Finanziaria 2020: mozioni ed emendamenti odontoiatrici

Una mozione chiede che possano esercitare sono le STP odontoiatriche con direttore sanitario, emendamenti puntano a introdurre sanzioni per la proprietà in tema di pubblicità 

Nor. Mac.

Come ogni anno durante il percorso parlamentare, Decreto fiscale e Legge bilancio vengono arricchiti dagli emendamenti presentati su svariati temi. In questi giorni le varie Commissioni stanno vagliando gli oltre quattromila emendamenti presentati, molti di questi saranno giudicati inammissibili, quelli che sopravverranno verranno portati in discussione in Commissione che deciderà di inserirli o meno nel testo che andrà in discussione in Aula. Le Norme Boldi sulla pubblicità approvate lo scorso anno avevano fatto questo iter prima di diventare legge. E l’On. Rossana Boldi anche quest’anno ha scelto la stessa strada per inserirne altri sempre su temi odontoiatrici, ma non è la sola. 


Mozioni  

Società odontoiatriche solo come StP con direttore sanitario “territoriale”. Lo chiede la mozione presentata come prima firmataria dall’Onorevole Gribaudo Chiara (PD), e sostenuta da una quarantina di parlamentari: il tema è il lavoro autonomo, la libera professione e la qualifica professionale. Tra i tanti punti che interessano svariati settori, viene rilevato come necessario “un intervento sulle cosiddette «catene» dell'odontoiatria low cost, a garanzia dei cittadini e della salute pubblica, marginalizzando le multinazionali dell'odontoiatria che sviliscono e asserviscono gli odontoiatri sotto ricatto occupazionale da parte della multinazionale e contenendo cure non necessarie”. Nello specifico la mozione chiede di valutare “l'opportunità di assumere iniziative volte a introdurre misure che consentano l'esercizio dell'attività odontoiatrica a soggetti abilitati ovvero a società che assumano la connotazione di società tra professionisti, vincolando l'incarico di direttore sanitario responsabile per i servizi odontoiatrici ai professionisti iscritti all'Albo degli odontoiatri dell'ordine territoriale ove ha sede operativa la struttura nella quale esercita”.


 Emendamenti 

Sul tema emendamenti sono stati giudicati inammissibili quelli presentati dall’On. Boldi che puntavano a ridurre l’ambito di applicazione delle norme sul direttore sanitario iscritto all’Albo territoriale della provincia dove la struttura in cui ha ricevuto l’incarico opera alle sole strutture odontoiatriche (ora invece l’obbligo è per tutte le strutture sanitarie private) ed a introdurre una sanzione di 50 mila euro per la società proprietaria della struttura sanitaria che effettua pubblicità non conforme.Anche gli emendamenti sulla pubblicità approvati lo scorso nella legge di Stabilità avevano subito lo stesso giudizio prima di essere nuovamente riproposti e poi approvati. Sulle sanzioni per pubblicità sanitaria non conforme con le norme, rimane ancora al vaglio della Commissione Finanze l’emendamento presentato dall’On Galeazzo Bignami (Fdl) molto simile a quello presentato dall’On. Boldi. 

Di seguito il testo:  

Art. 15-bis.  

    1. L'inosservanza delle disposizioni di cui al comma 525 della legge 30 dicembre 2018, n. 145, comporta a carico del soggetto interessato o committente l'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria ai sensi della legge 24 novembre 1981, n. 689, di importo non inferiore, per ogni violazione, a euro 50.000.

2. L'Autorità competente alla contestazione e all'irrogazione delle sanzioni di cui al presente articolo è l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, che vi provvede ai sensi della legge 24 novembre 1981, n. 689, e dell'articolo 1, comma 536, della legge 30 dicembre 2018, n. 145. 

    3. I proventi delle sanzioni amministrative per le violazioni di cui al comma 1, compresi quelli derivanti da pagamento in misura ridotta ai sensi dell'articolo 16 della legge 24 novembre 1981, n. 689, sono versati ad apposito capitolo dell'entrata del bilancio statale e riassegnati allo stato di previsione della spesa dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni a copertura degli oneri derivanti dall'attività di cui ai commi precedenti.

   



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