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18 Marzo 2020

Decreto “Cura Italia” è in GU: ancora meno briciole delle previste per i professionisti

Sembra che non potranno neppure detrarre le donazioni fatte per l’emergenza coronavirus. ANDI, non volgiamo l’elemosina, come sempre faremo da soli. Un pochino meglio per igienisti dentali, laboratori odontotecnici e studi organizzati in società

Norberto Maccagno

Il testo del Decreto “Cura Italia” pubblicato in Gazzetta Ufficiale conferma le, pochissime misure a favore dei liberi professionisti, dentisti inclusi. Se da una parte è lungo l’elenco delle misure previste dal decreto che non potranno godere i liberi professioni, dall’altra è cortissimo quello delle misure a cui potranno aderire.

Va leggermente meglio agli odontotecnici ed igienisti dentali, che in qualità di iscritti all’INPS, potranno utilizzare, qualche, misura che l’ente previdenziale mette a disposizione degli iscritti o, per i laboratori, anche quelle previste per le imprese e gli artigiani. Ma molte di queste, per diventare operative necessitano di circolari attuative se sono di ulteriori decreti. 

I dentisti, in quanto lavoratori autonomi, non sembrano poter accedere al bonus di 600 euro (che anche per gli altri autonomi sembra una mancia più che un contributo), alla moratoria sui mutui bancari e i leasing, al credito d’imposta sui canoni di locazione dell’immobile adibito a studio professionale e gli altri bonus fiscali previsti per le imprese, tra le quali gli studi odontoiatrici organizzati in società.  

Ai liberi professionisti iscritti agli Ordini sembrerebbero essere precluse persino le agevolazioni fiscali previste per chi effettua donazioni in denaro destinate a finanziare interventi finalizzati al contenimento dell’infezione da Covid-19. 

Per quanto riguarda il fronte dipendenti domani pubblicheremo un approfondimento, anche se molte delle norme presenti sono vincolate alla definizione di accordi tra Sindacati e Regioni. I liberi professionisti potranno, invece, godere della sospensione di 9 mesi per il pagamento dei mutui prima casa e la rateizzazione (di 10 giorni) dei pagamenti che erano previste per il 16 marzo scorso. Sempre se non sono state già pagate, visto che la conferma della proroga è arrivata, con la pubblicazione del Decreto in GU, ufficialmente due giorni dopo la data di scadenza.  

Professionisti iscritti agli Ordini e tutti gli altri esclusi dal bonus di 600 euro potranno però accedere ad un apposito “Fondo per il reddito di ultima istanza”, per il quale, ad oggi, non vengono definite le modalità per la gestione se non rimandando ad accordi tra Governo ed associazioni e Casse professionali.  

Stabilito invece il finanziamento massimo erogabile: 300 milioni di euro. Per ANDI, ipotizzando il numero dei possibili richiedenti, rimarrebbero, a professionista, 300 euro che dovrebbe compensare “la mancanza di reddito legata al blocco delle attività lavorative per il mese di marzo 2020”. “

Non ringrazio e ne faccio a meno”, scrive polemicamente il presidente ANDI Carlo Ghirlanda sul sito dell’Associazione aggiungendo. “Sarebbe questa l’occasione per avviare forti dimostrazioni di protesta: non lo facciamo solamente per il momento drammatico del Paese, per il rispetto dovuto da noi professionisti sanitari ai cittadini italiani e perché è il momento delle soluzioni e non delle lotte. Che tuttavia solamente rimandiamo”. “Ora, come al solito, faremo da soli. E poi non diremo grazie a nessuno”.

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