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07 Aprile 2020

COVID-19 ed odontoiatria, il punto del prof. Roberto Burioni

I consigli le indicazioni le implicazioni odontoiatriche del COVID-19 spiegate dal prof. Burioni che ricorda: siete tra le categorie più a rischio ma curate persone, dovrete farlo in sicurezza. Guarda il webinar


L’emergenza coronavirus, e come il virus sta cambiando e cambierà la professione odontoiatrica, è stata analizzata in un webinar da uno dei massimi esperti della materia: il virologo prof. Roberto Burioni.
Ad organizzarlo, ieri lunedì 6 aprile, è stata l’Università Vita e Salute San Raffaele di Milano ed il suo Rettore il prof. Enrico Gherlone, in collaborazione con la Società Italiana di Ortodonzia e la Accademia Italiana di Ortodonzia. Webinar aperto dal saluto del prof. Giorgio Gastaldi, titolare della cattedra di Protesi alla Dental School del San Raffaele e responsabile ambulatori di Odontostomatologia - Chirurgia Maxillo-Facciale Istituto Clinico San Rocco (Ome)Gruppo Ospedaliero San Donato.

Prof. Burioni che ha sintetizzato il quadro generale dell’attuale situazione, dando indicazioni sulle ipotesi future con una premessa: “è un virus di cui ancora conosciamo poco e quindi si deve accettare che ancora oggi tante domande non hanno ancora una risposta”. 

Ma il prof. Burioni non si è comunque sottratto alle domande poste dal presidente SIDO Giuliano Maino e del presidente dell’Accademia Italiana Ortodonzia Paolo Manzo da chi ha seguito l'evento in diretta: oltre 2.500 utenti.

Tra queste sicuramente quella che si pongono tutti i dentisti italiani: quando potremo riaprire, quando la situazione si normalizzerà? 

Alla seconda domanda ovviamente il prof. Burioni non ha una risposta, se non quella di indicare nel vaccino la soluzione o almeno l’individuazione di farmaci che se non rendano innocua la malattia, possano cominciare a renderla meno aggressiva. 

Alla prima domanda invece è più netto. Ammettendo che la professione di dentista, con quella dell’otorinolaringoiatra sono quelle più a rischio, il prof. Burioni richiama l’essere medico dell’odontoiatra. “Voi curate le persone che stanno male, io poso capire che un centro per l’abbronzatura possa riaprire più avanti, ma per voi è diverso. Io quando vado dal dentista ci vado perché ho un problema di salute da risolvere e se non lo risolvo questo si aggrava. Io penso che l’attività medica deve riprendere immediatamente altrimenti nei mesi a venire pagheremo un prezzo più alto in tema di aggravarsi delle patologie del cavo orale. Chi ha un dente cariato non può non curarselo altrimenti poi sarà magari costretto a devitalizzarlo o peggio ad estrarlo”. 

Certo, ha continuato Burioni, “dovrete lavorare in sicurezza, arriveranno linee guida ufficiali che vi indicheranno come comportarvi, rispettatele, seguitele, esagerate nella sopravalutazione piuttosto che nella sottovalutazione, misurate la temperatura ai pazienti, ai vostri colleghi e nel dubbio rimandate il paziente”. 

Prof. Burioni che dispensa, poi, utili indicazioni alla professione a cominciare dall’attenzione alla disinfezione delle superfici, da fare con i normali detergenti già oggi utilizzati, e del lavaggio delle mani e dall’utilizzo dei DPI idonei.
Sulle mascherine ricorda come quelle chirurgiche devono essere utilizzate da chi non deve trasmettere il virus, ma per chi lavora a contatto con l’aerosol del paziente dovrà utilizzare quelle FFP2 e FFP3. 

Burioni che ammette che la gestione del paziente dovrà per forza cambiare, rispetto a come veniva gestito prima, ma consiglia: in sala d’attesa solo un paziente, così come nell’area clinica ed in caso di minori che necessitano di accompagnatore, questo dovrà essere lontano dagli operatori e con mascherina chirurgia. Al termine di ogni seduta si dovrà poi detergere le superfici ed effettuare un ricambio dell’aria, stesse procedure da adottare anche in sala d’attesa e nelle altre aree dove il paziente passerà e magari dovrà toccare oggetti o altre cose. 

Ma il prof. Burioni parla anche degli strumenti, come i test veloci ed altro, che una volta validati potranno diventare utili in mano al dentista per capire se il paziente, o qualche componente del suo team, è potenzialmente infetto. 

Sotto trovate l’intero webinar ringraziamo il prof. Enrico Gherlone per averci concesso di pubblicarlo in forma integrale ed il dott. Paolo Capparè per la collaborazione. 


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