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24 Giugno 2020

Covid-19 nel Nord Italia: un questionario sul settore odontoiatrico

Pubblicato uno dei primi lavori europei riguardante l’impatto che il Covid-19 ha avuto sugli odontoiatri. Ricerca condotta grazie alla collaborazione tra Federazione Regionale degli Ordini Lombardi, Università di Milano e Università di Berna 


Grazie alla collaborazione tra Federazione Regionale degli Ordini Lombardi, Università di Milano e Università di Berna è stato pubblicato uno dei primi lavori europei riguardante l’impatto che il Covid-19 ha avuto sugli odontoiatri.

I dati riportati dalla pubblicazione sono stati elaborati grazie al questionario inviato a tutti i colleghi iscritti agli Albi Odontoiatri Lombardi nel mese di aprile, che ha valutato sintomi/segni, misure protettive, consapevolezza e percezione riguardanti il Covid-19 tra i dentisti in Lombardia. È stata altresì effettuata un’analisi delle risposte raccolte in aree con diversa prevalenza della malattia.

Il questionario è stato diviso in quattro sezioni: dati personali, misure precauzionali (prese prima dell’arrivo del paziente, in sala d’attesa e in sala operatoria), consapevolezza e percezione. Sono stati analizzati 3599 questionari; di questi, 502 partecipanti (il 14,43%) avevano sofferto di uno o più sintomi riferibili al Covid-19.

Trentuno soggetti erano positivi al virus SARS-CoV-2 e 16 avevano sviluppato la malattia. Solo un numero minore di dentisti (72, pari al 2%) era sicuro di evitare l’infezione; i dentisti che lavoravano nelle aree meno colpite dalla pandemia erano più fiduciosi di quelli che operavano nella zona di Milano e nelle aree dove si era sviluppato un elevato contagio (61,24%, 61,23% e 64,29%, p <0,01, rispettivamente). Il livello di consapevolezza era statisticamente significativamente più alto (p <0,01) nell’area di Milano (71,82%) rispetto alle altre.

I dati emersi dal sondaggio hanno dimostrato che i dentisti che lavoravano nelle aree a più alta prevalenza di Covid-19, sebbene abbiano riportato più sintomi/segni rispetto al resto del campione, sono stati quelli che hanno adottato meno frequentemente misure precauzionali perché più sicuri di evitare l'infezione.

PDF del lavoro originale in allegato.

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