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16 Novembre 2020

‘’Atto medico’’: ANDI apre la questione sul rapporto ordinistico fra Medici e Odontoiatri

Attraverso una lettera, il presidente Ghirlanda chiede chiarimenti al presidente Anelli. Sui tamponi ritiene che FNOMCeO debba considerare la disponibilità data dagli odontoiatri a collaborare


Sulla questione “atto medico” sollevata dalla nota del presidente FNOMCeO Filippo Anelli in risposta al quesito posto dalla OMCeO Novara (si veda nostro approfondimento) interviene anche il presidente ANDI Carlo Ghirlanda con una nota inviata allo stesso presidente Anelli e per conoscenza al presidente nazionale CAO Raffaele Iandolo ed ai presidenti provinciali e regionali ANDI. Nota inviata prima dei chiarimenti forniti dal presidente Anelli. 

Sulla questione tamponi effettuati dagli odontoiatri, il presidente Ghirlanda rileva che “in un momento di emergenza sanitaria quale quello che il Paese sta attualmente vivendo, la collaborazione della categoria odontoiatrica, composta da oltre 50.000 laureati presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia e regolarmente iscritti alle OMCeO provinciali (Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri - ricordando che tale è la denominazione della sigla), avrebbe da tempo da Te essere considerata, sollecitata e quindi proposta a tutte le Autorità presso le quali, sin dall’inizio della pandemia, hai rappresentato tutti gli iscritti all’Albo, sia che fossero Medici che Odontoiatri”. 

E sulla questione atto medico il presidente Ghirlanda ribadisce “non esistono un atto medico e un atto odontoiatrico. Se l’infelice espressione usata nella nota di risposta, scrive il presidente ANDI, “avesse mai voluto intendere la necessità di una verifica sulla esclusività delle competenze, sarebbe stato opportuno confrontarsi sin dall’inizio con il Presidente nazionale CAO, Tuo riferimento istituzionale per la odontoiatria, come solo a posteriori è stato poi effettivamente compiuto con la condivisa richiesta di chiarimenti che avete poi insieme indirizzato al Ministero della Salute”. Lettera che apre di fatto, per Ghirlanda, “il dibattito sul metodo”, su di una “differente lettura della FNOMCeO, casa comune di Medici e Odontoiatri”. 

Noi Odontoiatri –continua la nota- tramite le nostre rappresentanze istituzionali ordinistiche, vogliamo collaborare ma allo stesso tempo prendere parte attiva ai percorsi ideativi e alle scelte che in quel luogo, da tutti noi sempre rispettato, vengono definite relativamente agli aspetti che coinvolgono la nostra professione”.

Ma questo non sembra avvenire, o almeno i segnali che Ghirlanda coglie, ed elenca, sono altri: “questa lettera inviata all’OMCeO Novara”, “le ipotesi di scelte in itinere su statuto e regolamento della FNOMCeO”, tra le quali la questione bilancio, “il rapporto fra le professioni di Odontoiatra e di Igienista dentale”.
Circostanze, scrive il presidente ANDI, “che sembrano evidenziare qualche difficoltà nel recepire la nostra leale volontà di partecipazione”.E ricorda la sentenza del Consiglio di Stato in cui si evidenza il “bisogno di una comune riflessione sul rapporto ordinistico fra Medici e Odontoiatri, sia a livello centrale che provinciale”.  

Rimanendo in attesa di un Tuo chiarimento a meglio significare il contenuto della lettera all’Ordine di Novara rispetto alla definizione di ‘atto medico’ relativamente ai tamponi eseguiti da Odontoiatri, termino questa comunicazione con la spiegazione della mia intenzionale sottolineatura al di sotto della lettera o della parola “odontoiatri” ripresa dalla nota FNOMCeO oggetto di questa mia comunicazione. Il rispetto e la considerazione si evidenziano anche da piccole ma significative attenzioni: Odontoiatri si scrive con la O maiuscola, così come Medici”.
“Sarebbe finalmente un buon segnale”, conclude Ghirlanda.


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