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01 Febbraio 2021

Iva sui DPI, per AIO la battaglia deve essere sul valorizzare il ruolo della prevenzione

Savini (AIO): L’acquisto di un bene a tutela della salute non deve più subire imposizioni elevate. Il Governo deve premiare chi usa più DPI non penalizzarlo


AIO interviene sulla decisione di “qualche forza politica” di presentare emendamenti per tornare all’esenzione iva sui dispositivi di protezione individuale, spinta, si legge sul sito dell’Associazione, da “molti iscritti” che chiedono AIO “di prendere posizione”. “Ma l’Iva zero, decisa dal governo durante l’emergenza sperando che a dicembre la pandemia fosse in ritirata, non poteva durare per sempre” dicono da AIO.

Quando il vaccino dovesse fermare la diffusione del Covid-19 - spiega il segretario AIO Danilo Savini - il Paese sarà ad un bivio: ripristinare l’Iva al 22% sui DPI o valorizzare una volta per tutte il ruolo di prevenzione di questi ultimi mantenendo l’attuale Iva al 5%. AIO sostiene la seconda soluzione, ove, come sembra, non si possa più ottenere l’Iva zero”.

Segretario AIO che ribadisce: “l’acquisto di un bene a tutela della salute non deve più subire imposizioni elevate”.

Savini spiega che un’aliquota Iva al 5% è un “esborso azzerabile contrattando con i distributori”, ricordando il prezzo vantaggioso  "spuntato" per i soci AIO”.

Il vero pericolo, per il segretario AIO, è “un ritorno ad imposizioni superiori al 5%, al quale ci opporremmo perché il paese farebbe un passo indietro”.

Sul valore della protezione, AIO e gli Odontoiatri sono sempre stati antesignani, e la pandemia non sposta il punto di vista”, premette il Presidente AIO Fausto Fiorile

Abbassando di 17 punti l’Iva, oggi il governo riconosce che chi più acquista ed usa DPI, o sanifica più di frequente, va premiato. E, pur nel quadro di una gestione non priva di errori verso la nostra categoria, fa mostra di capire che un dispositivo di prevenzione non è un bene di consumo come gli altri, e non va contabilizzato negli accertamenti induttivi in base ai quali il Fisco dall’entità di una spesa presume un fatturato, ma al contrario è una spesa “viva” che salva vite. Le cose devono restare così”. 

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