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05 Febbraio 2021

2° SIdP-SEPA Joint Meeting “Soft tissue surgery around teeth and implants”

Report dell’evento tenutosi online dal 14 al 16 gennaio a cura della Commissione Editoriale SIdP


Sarebbe dovuto essere un evento SIdP-SEPA condiviso con sede a Roma nel novembre 2020, con tematiche mucogengivali su dente naturale e su impianto discusse in un convegno italiano in risposta all’evento spagnolo di Bilbao datato 2018.

Ed eccoci invece a un evento, spostato a gennaio 2021, che proprio per le caratteristiche e le potenzialità di un evento online diventa un incontro aperto e condivisibile da parte di moltissime Società europee e internazionali di Parodontologia.

Le scuole italiana e spagnola di Parodontologia hanno unito le forze per tornare a fare chiarezza in uno degli ambiti più seguiti e più affascinanti della Parodontologia. Più di 600 iscritti al Convegno in rappresentanza di un sodalizio internazionale appunto con ben 39 paesi rappresentati.

Il giovedì pomeriggio ha visto iniziare la tre giorni di confronto con due sessioni live volte a puntualizzare due differenti tecniche chirurgiche oggi alla ribalta delle discussioni congressuali e cliniche: per SEPA, Ion Zabalegui a descrivere abilmente il trattamento delle recessioni gengivali attraverso la tecnica a tunnel, perfettamente presentata sia clinicamente che didatticamente. Parallelamente, Raffaele Cavalcanti per SIdP si è occupato della didattica rivolta all’utilizzo di matrici collageniche per la copertura di radici nelle recessioni gengivali singole e multiple, una moderna e attuale alternativa, quando possibile e indicata, all’innesto di tessuto connettivo prelevato dal palato o dal tuber. Entrambi bravissimi ed estremamente didattici hanno dato forma, nonostante la non semplice situazione televisiva, a due efficacissime sessioni, veramente apprezzate dai fruitori.

Puntualissimi alle 15 di venerdì 15 gennaio il Presidente SIdP Luca Landi e il Presidente SEPA Antonio Bujaldón hanno dato inizio ai lavori presentando il progetto comune alle due Società europee di Parodontologia e introducendo i Coordinatori delle due giornate di evento Web TV, Mario Roccuzzo e Adrián Guerrero.

Pierpaolo Cortellini ha doverosamente iniziato le sessioni del pomeriggio del venerdì e con la sua straordinaria competenza e chiarezza ha posto le basi per le discussioni successive: infatti, nonostante ormai la classificazione dei difetti mucogengivali sia nota agli specialisti da almeno un paio di anni, non è possibile prescindere dalla sua puntualizzazione e soprattutto dalla descrizione dei fattori di rischio anatomici che il clinico deve ben conoscere e avere presenti per poter fare le scelte adeguate sia rispetto alla necessità di intervenire chirurgicamente sia rispetto all’influenza che tali fattori hanno sulla prognosi delle diverse tecniche chirurgiche.

Mariano Sanz seguendo questo presupposto ha spostato l’introduzione ai lavori sul razionale delle scelte e sull’efficacia delle terapie chirurgiche mucogengivali nel lungo termine: non è possibile infatti prescindere da queste valutazioni e dal valore degli studi clinici presentati per fare le scelte giuste nella clinica quotidiana dei difetti mucogengivali.

Un accorato dibattito guidato da Adrián Guerrero ha messo a punto e chiarito proprio le fondamenta della questione: quando il clinico deve iniziare a preoccuparsi e quali condizioni anatomiche devono allarmare e, ancora, quali parametri di controllo devono essere costantemente analizzati per monitorare la stabilità dei risultati e l’esito delle terapie eventualmente eseguite.

Mario Roccuzzo, abilissimo coordinatore e padrone di casa SIdP, ha dato il via alla seconda parte del pomeriggio; Massimo de Sanctis primo relatore d’eccezione ha analizzato le potenzialità della tecnica chirurgica del lembo avanzato coronalmente, il lembo peduncolato che rappresenta la pietra miliare in questo ambito chirurgico parodontale: quando da considerarsi la chirurgia di prima scelta e quando, sulla base delle caratteristiche del sito, una tecnica chirurgica da evitare o di seconda scelta?

Stesso schema per Ion Zabalegui per la tecnica a tunnel, da anni in competizione con il lembo descritto dal professor de Sanctis come una rivalità calcistica fra Italia e Spagna, tra Juventus e Atletico Madrid.

Ed ecco a fine pomeriggio la fuoriclasse Martina Stefanini, protagonista femminile del pomeriggio a dare valore a quel piccolo, sottile strato di tessuto connettivo che spesso il clinico deve decidere di interporre tra letto vascolare e lembo peduncolato: un’arte saperlo prelevare, plasmarlo nelle dimensioni e nello spessore e adattarlo alla ferita in modo che la scelta di utilizzarlo porti a un beneficio rispetto al fenotipo, all’estetica e alla stabilità del risultato piuttosto che invece risultare un inutile esercizio chirurgico a esito peggiorativo per l’estetica del paziente, soprattutto laddove tale parametro di valutazione risulti quello prioritario.

Il dibattito proprio a chiarire questi aspetti, singolarmente supportati a favore della propria squadra dai bravissimi relatori e dal superbo arbitro della partita.

Infine, a concludere la “tarde” la sessione coordinata da Adrián Guerrero, nella quale si sono succeduti Cristina Values, Juan Blanco, Andrea Pilloni e Stefano Parma Benfenati. Cristina ha affrontato l’argomento veramente attuale e intrigante dei rapporti tra lesioni cervicali non cariose e recessioni, sia dal punto di vista essenzialmente patogenetico, sia rispetto alle modalità di approccio chirurgico e alla tempistica di intervento conservativo restaurato di questi casi: queste condizioni cliniche spesso sono complesse sia per esecuzione che per finalizzazione estetica; in più in questi casi l’esigenza di un corretto lavoro di team e la necessità di una programmazione puntuale per misurazioni e per scelte strategiche chirurgiche.

Juan Blanca nella sua relazione affronta invece il sempre discusso tema che porta a ragionare relativamente alle tecniche di prelievo di tessuto dal palato, alle caratteristiche del palato, ai meccanismi di guarigione e ai principi quindi sui quali si basano le scelte eventualmente alternative rispetto al considerato gold standard del prelievo palatino appunto. Considerazioni assolutamente necessarie sia per differenziare le zone di prelievo sia per avere la basi scientifiche necessarie per comprendere le opzioni correlate all’utilizzo di materiali sostitutivi.

Segue quindi la relazione del professor Pilloni proprio a indicare le alternative al prelievo di tessuto connettivo o epitelio connettivale dal palato e a elencare studi scientifici sia relativi all’utilizzo di matrici sia descrittivi delle tecniche ingegneristiche più indaginose e all’avanguardia, potenzialmente utilizzabili ma ancora da comparare, attraverso studi randomizzati, alle già avvalorate tecniche universalmente e quotidianamente utilizzate.

Infine, Stefano Parma Benfenati a parlarci delle complicanze che possono intervenire nel breve, medio e lungo termine durante l’esecuzione e il controllo successivo delle procedure chirurgiche di copertura delle radici in chirurgia mucogengivale: argomento delicato che mette a nudo ancora una volta quanto questo ambito clinico di manovra sia delicato e da annoverarsi tra le tecniche chirurgiche parodontali che necessitano di un operatore specializzato e formato; ancora è da “leggersi tra le righe” la difficoltà di gestione di alcuni casi condivisi e/o riferiti da colleghi proprio per la delicatezza di esecuzione della chirurgia mucogengivale che, come la maggior parte della chirurgia specialistica parodontale, necessita di un attento e consolidato protocollo post-chirurgico e di controlli nel medio e lungo termine, nonché di un paziente educato e ben motivato.

Il sabato mattina vede il rientro del padrone di casa italiano, Mario Roccuzzo. Una mattinata che vedrà alternarsi intriganti relazioni e discussioni per poi passare il testimone alla chirurgia live del professor Cairo, in diretta da Firenze. Questa mattina sono protagoniste le tematiche relative ai tessuti molli e duri attorni agli impianti: Alberto Monje, autore di diverse pubblicazioni sul tema, apre i lavori centrando l’attenzione sulla importanza che i tessuti molli rivestono sia per qualità che per lo spessore, attorno agli impianti. Fernando Franch continua proponendo la tecnica dell’innesto gengivale come indicazione per l’incremento dei tessuti attorno agli im-pianti, anche nelle fasi precedenti al loro posizionamento.

Adrián Guerrero coordina poi Claudio Mazzotti e Leonardo Trombelli. Il primo descrive passo dopo passo la tecnica di avanzamento coronale dei tessuti attorno ad impianti già posizionati in area estetica, a correzione di deficit estetici esistenti in casi di impianti mal posizionati o non correttamente protesizzati: spesso è possibile, non senza difficoltà chirurgica, procedere a queste correzioni, interponendo tessuto connettivo sia ad ispessire i tessuti, sia a mascherare cromaticamente l’abutment implantare.

Leonardo Trombelli analizza invece l’interposizione di matrici collageniche per l’incremento dei tessuti molli attorno agli impianti: un’altra possibilità che il clinico oggi può abbastanza semplicemente gestire e che i due professionisti assieme discutono nel dibattito finale, nel quale ci si trova anche a confrontarsi sui parametri infiammatori e/o di patologia che caratterizzano la condizione clinica e anatomica attorno alle riabilitazioni protesiche, anche in funzione della posizione in arcata dell’impianto.

Ramón Lorenzo e Daniele Cardaropoli, introdotti da Mario Roccuzzo, a parlarci il primo di correzione dei tessuti molli nel creste edentule, il secondo del management dei siti post-estrattivi: due argomenti paralleli, strettamente correlati alla qualità del tessuto osseo sottostante e quindi alla gestione anche dei tessuti duri sia nella fase chirurgica che nella fase estrattiva degli elementi dentari compromessi che il clinico ha quindi deciso di estrarre e sostituire attraverso una riabilitazione impianto-protesica. Essenziali in questa fase di programmazione la lettura ancora una volta dei dati clinici, ma anche di quelli strumentali e radiografici relativi al tessuto duro osseo e agli spessori delle creste ossee da gestire nella scelta dei materiali, della tempistica chirurgica e di protesizzazione.

Ed è l’ora del testimone passato figurativamente online al professor Francesco Cairo in diretta televisiva dal suo ambulatorio in Firenze. Paziente pronto, équipe di ripresa già perfettamente posizionata, ecco descritta la fase precedente a quella odierna in cui i due impianti sono stati posizionati nella sede anteriore del mascellare del paziente. Oggi la procedura di riapertura dei due impianti e l’incremento dei tessuti molli attraverso tecnica di innesto di tessuto connettivo prelevato dal palato e lembo esteso di avanzamento coronale anche a correggere le recessioni gengivali presenti negli elementi adiacenti agli impianti posizionati nella sede 1.1 e 2.1. Contestuale posizionamento delle viti di guarigione e sutura attenta e precisa di innesto e lembo. Sempre un perfetto arbitro Mario Roccuzzo che in questo caso gioca in casa, a moderare e a intrattenere l’audience assieme all’abile chirurgo; Adrian Guerrero in aiuto a modulare le domande che giungono dagli amici in ascolto e in visione.

Che dire, senza accorgerci si arriva quasi a malincuore al dibattito finale e ai saluti.

Il simposio tenuto secondo i mutati canoni della didattica a distanza ha avuto grande efficacia dimostrativa e ha suscitato molto interesse da parte del pubblico, come dimostrato dalla notevole partecipazione con domande pertinenti alle discussioni aperte. Anche l’interazione e l’affiatamento tra relatori e coordinatori ha avuto un’intensità superiore al previsto. Si respira quindi aria di soddisfazione ma, bisogna ammetterlo, anche di nostalgia. Due Società mediterranee, l’italiana e la spagnola, che sicuramente risentono della mancanza di condivisione e aggregazione sociale che l’evento in presenza avrebbe dato, della mancanza della festa che ci sarebbe stata nel contesto, durante la serata e anche nei saluti di congedo.

È un sentimento condiviso, percepito nei volti e che vogliamo tenere vivo per quando avremo modo di incontrarci, come ci ricorda Luca Landi, a giugno al Congresso Internazionale SIdP, o chissà per un altro evento condiviso!  

A cura di: Commissione Editoriale SIdP: Silvia A. Masiero, Francesco Bernardelli, Simone Fabrizi, Maurizio Mazzella, Alberto Pulcini, Katia Di Lorenzo 

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