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06 Settembre 2021

Medici e dentisti non vaccinati che continuano ad esercitare: per la Regione Piemonte sono “abusivi”

Una circolare del Commissario Rinaudo invita gli Ordini alla sospensione “piena ed incondizionata” dei sanitari no-vax. Dentisti che rischierebbero la denuncia anche se il non vaccinato è l’ASO

Nor. Mac.

Farà certamente discutere la circolare inviata agli Ordini delle professioni sanitarie piemontesi dal Coordinatore Generale/Commissario per il piano vaccinale COVID-19 Antonio Rinaudo in merito agli adempimenti riferiti alla norma che prevede l’obbligo vaccinale per i sanitari

Ricordando che la Legge 76/21 impone agli esercenti professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario l’obbligo vaccinale e che la vaccinazione costituisce “requisito essenziale per l’esercizio della professione e per lo svolgimento delle prestazioni lavorative dei soggetti obbligati”, il Commissario ritiene che la legge, “per quanto concerne gli Ordini professionali, non limita la sospensione allo svolgimento di quelle prestazioni o mansioni che implichino contatti interpersonali”. “Tale requisito –continua la nota- è posto al datore di lavoro nel valutare la possibilità di rimansionamento”. 

Pertanto secondo il Commissario Rinaudo, per gli Ordini “vale il disposto che la vaccinazione è requisito essenziale per l'esercizio della professione”. 

Quindi, continua la nota, “il sanitario che in assenza del requisito della vaccinazione, continuasse ad esercitare la professione potrebbe incorrere nella violazione del disposto dell’art. 348 del C.P.”. Sanitario che sarebbe quindi da considerare “abusivo”, con conseguente denuncia penale, confisca di attrezzature e struttura dove esercita oltre all’apertura di un procedimento disciplinare da aprte dell’Ordine. Ma non solo, la nota della Regione Piemonte ricorda, anche, la pena detentiva e pecuniaria prevista sempre dall’rt. 348 del C.P. nei confronti del professionista che ha determinato altri a commettere il reato di cui al primo comma, ovvero ha diretto l’attività delle persone che sono concorse nel reato medesimo. Stando a questa interpretazione, un odontoiatra che permette alla sua ASO non vaccinata di lavorare, rischia di essere denunciato per concorso in esercizio abusivo della professione

La nota, spiega nel documento la Regione, si è resa necessaria in quanto, si legge, “risulta che, ricevuta comunicazione scritta dall'Azienda Sanitaria Locale competente dell’accertata inosservanza dell'obbligo vaccinale, l'Ordine professionale di appartenenza del personale sanitario in questione, comunichi all’interessato l’automatica sospensione dal diritto di svolgere prestazioni o mansioni che implicano contatti interpersonali o comportano, in qualsiasi altra forma, il rischio di diffusione del contagio da SARS-CoV-2”. 

Per la Regione disporre che la sospensione è limitata agli contatti interpersionali, “consente al sanitario di credere di poter svolgere le ‘altre’ attività. Situazione che non pare essere in linea con il dettato normativo, che statuisce che la vaccinazione è requisito essenziale allo svolgimento della professione complessivamente intesa”.  

Invece la Regione ritiene che la norma indichi che la mancata vaccinazione costituisce una inidoneità all’esercizio della professione sanitaria per il preminente rilievo pubblico di garanzia e controllo che si richiede.  E per questo chiede agli Ordini, per assicurare il raggiungimento di tali scopi, che la sospensione dall’Albo deve essere piena ed incondizionata.      



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