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15 Ottobre 2021

Ministero ritorna sulla sospensione dei medici non vaccinati

Entrando nel merito di un medico (famoso) sospeso dall’Ordine di Torino, il Ministero ribadisce la necessità di indicare la sospensione ma non il motivo. Parere che mette in difficoltà i liberi professionisti


Dopo le varie circolari in cui la FNOMCeO invitava gli Ordini a sospendere l’inscritto non vaccinato  (fino al 31 dicembre o a quando si sottopone a vaccinazione), e non solamente a prendere atto della decisione dell’ASL (quindi la sospensione sarebbe stata amministrativa) e sospendere l’iscritto dall’attività che comporta contatti interpersonali - come suggerito invece dalla CAO (LINK) e probabilmente dalla stessa legge 44/21- il Ministero della Salute ritorna sulla questione sollecitato da un medico iscritto all’OMCeO di Torino, il dott. Alessandro Meluzzi (anche noto opinionista televisivo), temporaneamente sospeso perché non vaccinato. 

Come per gli altri circa 250 medici ed odontoiatri torinesi sospesi, l’OMCeO di Torino aveva indicato nell’elenco pubblico degli iscritti la sospensione “ex art. 4 DL 44/21”, per sottolineare il motivo “amministrativo” della sanzione. Per il Ministero della Salute, ponendo questa indicazione l’Ordine violerebbe la privacy dell’iscritto, e poco importa se il dott. Meluzzi ha dichiarato più volte pubblicamente di non volersi vaccinare. 

Inviando la Circolare del Ministero ai presidenti OMCeO e CAO, il presidente FNOMCeO Filippo Anelli, invita gli “Omceo al rispetto del dettato normativo in materia di privacy rispetto alla diffusione dei dati personali relativi alle sospensioni ex art.4 del D.L. n.44/2021”. “Pertanto –ricorda la nota del presdiente FNOMCeO- ai sensi dell’art.9 del Regolamento UE 2016/679 i dati personali appartenenti alle categorie particolari non possono essere diffusi attraverso l’Albo degli iscritti”. 

A tale proposito –continua- è opportuno sottolineare che le causali che abbiano generato sanzioni e pertanto sia le sospensioni deontologiche (a cui si collega il riferimento degli articoli del Codice di deontologia), sia le sospensioni tradizionalmente considerate ope legis (a cui si collega l’art. 43 del DPR n.221/1950), sia le c.d. sospensioni amministrative, anch’esse ope legis, a cui si collegano i riferimenti legislativi pertinenti di cui la sospensione ex D.L. n.44/2021 è una tipologia, non devono essere messi in chiaro”.

In base al principio della pertinenza dei dati, per il quale non devono essere trattati dati non necessari rispetto alla finalità per la quale vengono raccolti, il dato sospensione deve intendersi circoscritto al periodo di sospensione dall’esercizio professionale senza alcun riferimento al motivo che ha generato la suddetta sospensione”, conclude il presidente Anelli aggiungendo.  “I dati raccolti con la compilazione della Tabella motivazione devono essere trattati esclusivamente dagli Ordini e dalla FNOMCeO in quanto autorizzati da specifica norma di legge senza possibilità di diffusione”. 

Se la posizione, quella della sospensione temporanea dall’elenco degli iscritti all’Ordine, per i medici dipendenti dell’ASL poco cambia rispetto alla sospensione del lavoro, complica invece, e di molto, la vita del libero professionista che potrebbe vedersi sospesa anche l’autorizzazione sanitaria dello studio (se intestato a lui), venendo meno un requisito fondamentale, quella dell’iscrizione all’Albo, anche se temporaneamente. 

In questo modo, ad esempio, il titolare di uno studio odontoiatrico temporaneamente sospeso non potrebbe neppure fare continuare le cure ai suoi pazienti nel suo studio da un collaboratore.



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