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08 Ottobre 2013

Dentisti ed igienisti dentali impegnati, insieme, nel percorso di cura. La battaglia si deve combattere contro altri

Igienista dentale e studio autonomo, il parere di ANDI

di Alberto Libero: Segretario Sindacale ANDI


Ho, con interesse, accettato la delega a rappresentare ANDI al XXIII congresso AIDI per confrontarmi su alcune tematiche sindacali che ritengo molto importanti, soprattutto dopo aver letto la presentazione della presidente AIDI Marialice Boldi di cui ho apprezzato toni e contenuti, in particolare dove si legge "non cedendo mai ai miraggi dei facili guadagni fondati sulle svendite" .

Qui tocchiamo uno dei punti centrali del futuro professionale e cioè l'identificazione di chi vuole sfruttare le competenze: sono i low cost, service, catene di venditori di prestazioni ecc. e non cadiamo nel falso problema apertura studio si/apertura studio no come se fossimo noi dentisti a voler perpetuare lo sfruttamento degli Igienisti; faremmo la fine dei polli dei Renzo di manzoniana memoria, quelli che si beccavano un attimo prima di finire insieme in pentola.

Non entro in merito a disquisizioni lessicali, son purtroppo 40 anni che ho finito il liceo, e giuridiche, che non mi appartengono, ma descrivo solo alcuni aspetti  sindacali che ruotano intorno all'apertura di studi autonomi di igiene: comprendo l'orgoglio di categoria ma, ripeto, il problema è ben altro, sono certe recenti realtà odontoiatriche che considerano l' odontoiatria un supermarket di servizi e l'igiene e prevenzione poco più che uno specchietto gratuito o quasi per allodole da far entrare negli studi odontoiatrici, per poi ricattare economicamente i già molti Colleghi colpiti da una contrazione significativa di pazienti e fatturato.
Considero invece che il termine "su indicazione" rappresenti pienamente la dignità e professionalità degli Igienisti, inseriti in un percorso di cura a favore del paziente, formulato tra le competenze presenti in studio che potranno apportare scienza, e coscienza, per addivenire ad un piano di trattamento condiviso e poi eseguito in autonomia per le singole operatività, che concorrono, ognuno nel proprio ambito, a formare quel percorso a tutela della salute del paziente. Occorre essere sul campo insieme per vincere insieme patologie e libertà di esercizio delle rispettive professioni, lo studio autonomo di Igiene invece diverrebbe solo una impresa commerciale, concorrente delle estetiste.

Ritengo quindi che il futuro per le nostre libere professioni sarà sempre più di rapporti sindacali costruttivi, per uscire insieme vincenti da questa crisi economica e culturale.
Altro punto importante emerso dal convegno AIDI è l'impossibilità per un presidente provinciale CAO a tutelare la salute orale dei cittadini a fronte di eventuali collaborazioni o studi autonomi di Igiene, in mancanza di un Albo nazionale degli Igienisti: speriamo che il recente riconoscimento di AIDI, quale unica associazione rappresentativa degli igienisti, in attesa di regolamentazione ordinistica, possa evolvere nella creazione di un albo/elenco riconosciuto.

Ricordo infine che ANDI, grazie alla libertà di stampa e diffusione del pensiero, è libera di diffondere pareri legali dei propri consulenti, senza con questo voler fomentare odio sociale, sulla cui valenza ognuno poi può esprimere apprezzamenti o critiche, ben sapendo che le relazioni sindacali rispondono ad aspetti ben più concreti ma anche più complessi.

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