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19 Novembre 2013

La paura del cambiamento fisico, la perdita dei denti e la prevenzione

Risultati di uno studio Eurisko sulle percezioni e i comportamenti degli Italiani

La perdita di un dente è un evento vissuto in maniera negativa sia a livello individuale sia a livello
relazionale: il 31% degli intervistati di una ricerca Erusko/GSK presentata durante il 61° Congresso Scientifico ANDI, lo cita come cambiamento fisico molto preoccupante e circa il 30% lo individua come cambiamento che può impattare molto sulla quotidianità intima e relazionale.

E' infatti percepito come causa di disistima estetica (equiparato alla perdita dei capelli) e come barriera all'accettazione dell'altro/del partner: "meglio con qualche ruga in più che con un dente in meno" .
Anche a livello emotivo i significati evocati rimandano ad immagini che generano inquietudine e che ricordano i concetti di vecchiaia, di bruttezza e di trascuratezza.

Il 31% del nostro campione ha dichiarato di aver sognato la perdita di un dente. Il sogno è stato vissuto come decisamente angosciante e sul piano simbolico associato ai significati profondi di
"perdita" (morte di una persona cara) e ancestrali di presagio funesto/disgrazia/brutta notizia.
Nonostante l'importanza attribuita a questo possibile evento, i comportamenti preventivi non sembrano far parte del bagaglio culturale degli intervistati. L'attenzione all'alimentazione (declinata come alimentazione con pochi zuccheri) non figura tra le principali attività di prevenzione e tra i consigli da dare a chi ha perso un dente, a parte l'andare più spesso dal dentista, non si spinge per la risoluzione del problema a monte: anche in questo caso, igiene orale ed alimentazione non sono tenute in grande considerazione.

L'esperienza della perdita di un dente è comunque piuttosto diffusa: due/terzi degli intervistati ha dichiarato di aver perso un dente. La preoccupazione per ulteriori perdite e l'ansia/depressione sono i sentimenti più frequenti legati a questa esperienza (coerentemente con i forti significati emotivi a cui l'esperienza stessa è legata). Rispetto a chi ha adottato soluzioni riparative (impianti, protesi, ponti mobili) uno sconcertante 28% di intervistati che ha perso un dente si rileva come profilo decisamente inerziale dichiarando di non aver fatto nulla. Gli 'inerti' sono perlopiù uomini, localizzati al Sud e di età media (40-60 anni).

Interessante anche l'assenza di differenze di comportamento preventivo tra chi ha perso almeno un dente e chi non l'ha mai perso. Chi ha subito la perdita (e che, teoricamente, si trova in una situazione di maggior rischio) non sembra essere più consapevole di chi non l'ha subita. Anzi, sembra fare addirittura meno prevenzione!

Da qui l'importanza di avviare una decisa campagna di sensibilizzazione sulle pratiche di prevenzione e sul rischio.

Come nota a chiusura, tocchiamo l'argomento dentista/informazioni del dentista, figura chiave del processo e dei comportamenti che abbiamo analizzato finora. Circa i tre/quarti degli intervistati con dentiere e ponti ha dichiarato di aver ricevuto dal dentista informazioni relative ai prodotti da utilizzare per la pulizia ed il fissaggio della propria protesi ma il 21% di questi non ha ricevuto nessuna informazione particolare. Un ultimo spunto su cui riflettere.

A cura di: Isabella Cecchini Referente settore salute Eurisko

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