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22 Novembre 2013

Come in tempi di crisi difendersi dalla non qualità. Il decalogo per saper capire se il dentista è "bravo"

Presentato da AIOP

In occasione del XXXII Congresso Internazionale AIOP, l'Accademia Italiana di Odontoiatria Protesica ha presentato alla stampa un decalogo per guidare il paziente a capire se la prestazione protesica ricevuta è di qualità o meno.

Quella di riuscire a fare capire agli italiani che le prestazioni a basso costo spesso sono sinonimo di prestazioni di bassa qualità, se non addirittura di prestazioni non sicure, è una sfida difficile se non impossibile. I sociologi ci spiegano che il paziente dà per scontato che il professionista a cui si rivolge, proprio perché abilitato all'esercizio della professione, lo curi al meglio delle possibilità. Anche perché, non si fidasse, si rivolgerebbe ad un altro professionista.

Però, per le prestazioni odontoiatriche, il fattore economico gioca un peso non indifferente nella scelta del dentista a cui affidarsi. E' questo il motivo che ha portato circa 600mila italiani (secondo l'AIOP) negli studi low-cost oppure all'estero per farsi curare.

Per cercare di guidare gli italiani nel capire se la corona che il proprio dentista gli ha cementato sia stata realizzata correttamente l'AIO ha stilato un decalogo.

"Esistono procedure complesse per la produzione a regola d'arte di un prototipo, ad esempio una corona protesica in porcellana", ha evidenziato Leonello Biscaro, Presidente AIOP durante la conferenza stampa di presentazione. "Vi sono passaggi clinici e tecnici, attrezzature e competenze specifiche, spesso sconosciute alla popolazione. Se l'odontoiatra è il garante della correttezza della diagnosi e di tutte le procedure cliniche, all'odontotecnico spetta il fondamentale compito di assicurare la qualità dei materiali utilizzati, ottemperando alla direttiva europea 93/42 Cee che l'Italia che recepito in maniera estremamente più rigorosa di altri Paesi europei, specialmente quelli oggetto del cosiddetto turismo odontoiatrico. Il nostro obiettivo è quello di sensibilizzare il cittadino-paziente sul fatto che, se è difficile rapportare la qualità al prezzo, è invece logicamente possibile rapportare la non qualità al costo di produzione: al di sotto del costo di produzione è verosimile ricevere una prestazione di non qualità".

Poi ci sono le regole legate al buon senso, hanno ricordato gli accademici di AIOP.

"I pazienti devono, infatti, prestare particolare attenzione ai tempi: gli interventi, specialmente quelli più complessi, richiedono diversi passaggi, nel rispetto dei cosiddetti tempi biologici dei tessuti su cui si opera e delle caratteristiche dei materiali. Occorre esigere le dovute attestazioni, perché l'assistito ha diritto a richiedere sempre garanzia, certificazione dei materiali impiegati e lotti di provenienza per accertarsi che siano prodotti di qualità. Anche pulizia, ordine e sterilità dello studio, elementi imprescindibili per l'esecuzione di interventi a regola d'arte, possono aiutare il paziente a farsi un'idea di come il professionista approcci il lavoro. Infine, informarsi sull'assistenza post intervento: il paziente protesico inizia, al termine del lavoro, un nuovo percorso in cui si sottoporrà a sedute di igiene orale periodiche e a controlli del decorso dell'intervento. Deve quindi accertarsi che la struttura sia in grado di gestire adeguatamente anche questa fase".

Anche la trasparenza sul tipo di cura, sui materiali utilizzati e sui costi è importante ricordano da AIOP. Per esempio, ha consigliato Massimo Soattin odontotecnico membro del consiglio direttivo AIOP, al paziente dovrebbe essere sempre consegnata la dichiarazione di conformità rilasciata dal laboratorio odontotecnico in cui vengono indicati i materiali utilizzati e prevedere che il dentista rilasci una fattura nella quale vengano specificati i costi del dispositivo protesico oltre gli altri costi di eventuali impianti ed altri dispositivi utilizzati.

Di seguito il decalogo AIOP (scaricabile anche sotto):

1. Dopo gli opportuni e quasi sempre necessari aggiustamenti in fase di controllo, la corona non deve risultare più alta degli altri denti, non deve "toccare prima". Non c'è bisogno di "abituarsi".

2. I contatti con i denti vicini devono essere precisi, né troppo stretti (si deve poter usare il filo interdentale), né troppo larghi (il filo interdentale deve incontrare una buona resistenza). La mancanza di contatti adeguati è molto pericolosa, in quanto i residui alimentari possono rimanere intrappolati e causare carie e problemi alle gengive.

3. Il filo interdentale non deve rompersi o sfilacciarsi. Se ciò accade, significa che probabilmente c'è qualche grossolana imprecisione nella corona o nei denti vicini.

4. Tutte le superfici devono essere perfettamente levigate. E' fondamentale per evitare che si consumi il dente antagonista e per evitare un pericoloso accumulo di placca batterica.

5. La gengiva a contatto con il bordo della corona non deve arrossarsi, gonfiarsi o sanguinare. Se questo succede, può essere segno di imprecisione del margine della corona o di posizione non corretta del margine stesso (troppo dentro alla gengiva) o della presenza di piorrea che non era stata diagnosticata prima.

6. La corona non deve staccarsi accidentalmente, se è stata cementata con un materiale definitivo, così come il provvisorio non dovrebbe staccarsi o rompersi facilmente. Se il vostro provvisorio era instabile, verosimilmente lo sarà la corona definitiva.

7. Se non è stato programmato e non vi è stato comunicato previamente, non dovrebbero essere effettuati ritocchi (limature) dei denti naturali, sia dei vicini che dell'arcata opposta. In alcuni casi è necessario un ritocco dei denti naturali o di vecchi restauri, ma dovreste essere stati avvisati prima.

8. Il colore della ceramica deve essere simile a quello dei denti vicini, in caso di differenze o di inestetismi dovete poterli esprimere e trovare una soluzione adeguata. Dovreste, su vostra richiesta, poter parlare anche con l'odontotecnico che ha realizzato la vostra corona.

9. Se non riuscite a masticare bene con la nuova corona, se c'è sensibilità alla pressione, o addirittura al serramento dei denti, o se il cibo fibroso rimane intrappolato nel nuovo dente, c'è qualcosa che non funziona. A parte un primo momento di adattamento, una corona ben fatta deve entrare subito a far parte della bocca e deve funzionare bene.

10. Ricordate che la fine di una terapia protesica in realtà è l'inizio del percorso che vi consentirà di mantenere sia i risultati delle cure effettuate, sia la salute dei vostri denti naturali. Il programma di igiene professionale e di controlli periodici dovrà essere personalizzato in base alle condizioni dei vostri denti, alle abitudini di vita (per esempio, se siete dei forti fumatori dovrete farvi controllare più spesso) e alle vostre capacità di effettuare un'igiene domiciliare adeguata.



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