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11 Aprile 2014

Quando il trauma dentale può essere conseguenza di violenza. Da JAMA le linee guida per il trattamento odontoiatrico


Qualche settimana fa l'AIO aveva lanciato la proposta di un registro nazionale dei traumi infantili evidenziando che i dentisti possono individuare e denunciare situazioni di matrattamento
Ma come fare a riconoscerli?

Sul numero di marzo di  JAMA   (Journal of the American Dental Association)  Sheela Raja  Psicologa, ha pubblicato un articolo con le linee guida (trauma-informed care pyramid) per il trattamento di questi pazienti.

Raja  Professore Associato alla  University  of Illinois, ha condotto una ricerca con un gruppo di Medici ed Odontoiatri presso il Dipartimento di Odontoiatria Pediatrica del suo ateneo a cui afferiscono pazienti da tutta l'area metropolitana di Chicago.
Le vittime di violenza domestica possono rivolgersi al dentista per essere curate, ricorda Raja. Nel 50%  dei casi di violenza sono presenti lesioni oro-faciali o al capo in genere. La cavità orale è anche un sito bersaglio dalla violenza sessuale sui minori.

Ogni volta che ci troviamo di fronte a una lesione oro-faciale, e la spiegazione dell' accaduto non sembra convincente, occorre sospettare  la violenza. 

A questo punto l'approccio è fondamentale, suggerisce la prof.ssa Raja. La vittima di abusi   solitamente ha dei meccanismi di difesa, sviluppa ansia e tende a non fidarsi del normale approccio terapeutico; il fatto di essere "toccati", di utilizzare un aspirasaliva o altri strumenti può evocare ossessivi ricordi traumatici.
Per  orientare il dentista generico Raja e il suo Team hanno messo a punto una guida  al trattamento "il trauma-informed care pyramid" che si articola  su tre livelli:

1° step: il primo approccio si basa su  uno  stretto controllo della situazione utilizzando la tecnica  classica del "tell, show, do" (parla, mostra ciò che farai e agisci), mostrando la carrellata delle possibilità terapeutiche.  Tutto questo aiuta a tranquillizzare e a creare un clima  di fiducia.

2° step: comprendere gli effetti che il trauma ha avuto sulla salute del paziente eventualmente con la collaborazione di altri specialisti; creare una rete di professionisti interni o esterni allo studio a cui  richiedere se necessario la consulenza. Il paziente ha un vissuto di eventi stressanti nella vita, l'approccio "non giudicante" e l'ascolto attivo sono la base per instaurare l'alleanza terapeutica.
Il dentista dovrebbe avere una formazione specifica per comunicare in modo assertivo e non lasciarsi coinvolgere emotivamente dalla storia e dai vissuti del paziente.

3° step: la valutazione delle conseguenze del trauma sulla salute orale e la formulazione di un piano di trattamento odontoiatrico.

A cura di: Davis Cussotto, odontoiatria libero professionista Twitter @DavisCussotto

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