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12 Settembre 2014

Anche i dentisti "soci" devono versare i contributi previdenziali ad ENPAM, ecco come


L'articolo 10, comma 3 e ss. della legge 12 novembre 2011, n. 183 ha riconosciuto ai professionisti iscritti agli albi la facoltà di costituire (anche con soci non iscritti agli albi) "società per l'esercizio di attività professionali regolamentate nel sistema ordinistico secondo i modelli societari regolati dai titoli V e VI del libro V del codice civile". Ovvero le Società tra Professionisti (StP).

Una possibilità data non solo al settore medico o odontoiatrico ma a tutti i liberi professionisti.
Da subito si è aperto il dibattito se i soci professionisti dovessero versare o meno i contributi previdenziali all'Ente di previdenza della professione di riferimento.
Lo devono fare se il proprio Ente previdenziale lo ha previsto nel proprio regolamento.

" Nelle more dell'attuazione della norma (avvenuta con successivo D.M. 8 febbraio 2013, n. 34) -ricordano da ENPAM-  l'Ente, intuendone i possibili riflessi previdenziali per gli iscritti, ha tempestivamente modificato il dettato regolamentare in sede di attuazione della Riforma previdenziale sollecitata dal Governo"..
Pertanto, a seguito dell'entrata in vigore della predetta riforma del Regolamento del Fondo di Previdenza Generale assoggetta a contribuzione presso la "Quota B" anche "i redditi derivanti dalla partecipazione nelle società disciplinate dai titoli V e VI del libro V del codice civile che svolgono attività medica - odontoiatrica o attività oggettivamente connessa alle mansioni tipiche della professione".
In conformità a quanto previsto al successivo comma 2 ter, ai fini della determinazione del reddito imponibile, deve tenersi conto "della parte del reddito dichiarato dalla società ai fini fiscali e attribuita al socio in ragione della quota di partecipazione agli utili, indipendentemente dalla relativa percezione".

Sull'argomento leggi anche:

25 Giugno 2014: Società tra Professionisti, il Governo indica il regime fiscale a cui assoggettarle. Conviene o non conviene attivarle? Il parere del commercialista

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