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23 Settembre 2014

Il dentista e le nuove tecnologie. Poca pubblicità ed attenzione verso le innovazioni cliniche, ma con sospetto


L'obiettivo della ricerca è stato quello di sondare se e come lo studio dentistico utilizza i web e social network per informarsi, per formarsi e quale sia il proprio atteggiamento verso le nuove tecnologie che stanno rivoluzionando il modo di fare diagnosi, cura e riabilitazione.
Il sondaggio è stato eseguito nel luglio 2014 attraverso 1.000 telefonate effettuate dal call-center Edra-Lswr ad un campione rappresentativo di studi odontoiatrici attivi su tutto il territorio italiano pur non avendo lo studio finalità statistiche.
Di queste sono state considerate valide 920 posizioni.

La scelta di realizzare il sondaggio attraverso le telefonate rispetto al questionario
inviato via internet è dovuta proprio per il fine del sondaggio: capire l'approccio dei dentisti al web.
Utilizzando la rete per ottenere le risposte, ovviamente, avremmo sondato esclusivamente professionisti che internet già lo utilizzano.
Le domande sono state poste esclusivamente al titolare dello studio o al suo socio odontoiatra o ad un odontoiatra collaboratore dello studio.
Il campione scelto è rappresentativo sia per età, sesso, tipologia dello studio in cui viene esercitata la professione che per numero di unità operative disponibili, numero collaboratori, per distribuzione sul territorio italiano.
Dalla fotografia della struttura della professione abbiamo la conferma che oggi l'attività odontoiatrica viene prevalentemente esercitata in uno studio monoprofessionale con due riuniti una assistente.

Avete un collegamento ad internet?

L'84,4% degli studi odontoiatrici italiani sono collegati ad internet. A non esserlo prevalentemente gli studi monoprofessionali di piccole dimensioni anche se non esistono sostanziali differenze tra tipologia dello studio, dimensioni e neppure età.
Differente il discorso per l'area geografica dove lo studio è ubicato. In questo caso si pagano i ritardi strutturali che impediscono ad alcune zone d'Italia di contare su una discreta connessione ad Internet.

Avete un sito dedicato allo studio? Ogni quanto lo aggiornate? Chi lo aggiorna?

Essere presenti sul web con un sito informativo dello studio non sembra essere ancora percepito come una priorità dai dentisti italiani. Solo il 33,2% ha infatti un sito dedicato. In particolare i più attenti sono gli studi più strutturati come le società (il 50,8% ha il sito), gli studi associati (il 45% ha dichiarato di averlo) e gli studi monoprofesisonali (28,3%), di questi ultimi solo il 16,4% di quelli che hanno un solo riunito ha dichiarato di avere un sito dedicato allo studio.
A frenare lo sviluppo di questa forma di comunicazione, probabilmente, le difficoltà di realizzare contenuti ad hoc per il proprio studio e la paura di non aver tempo per aggiornarlo o di dover rivolgersi a professionisti esterni.
E la conferma di questo è data dal fatto che l'aggiornamento del sito viene fatto nel 48,5% dallo stesso titolare mentre il 40,8% di chi ha un sito si rivolge ad un collaboratore esterno. Scelta che si ripercuote sulla frequenza dell'aggiornamento visto che il 40,2% ha dichiarato di aggiornarlo quando capita mentre il 24,9% lo aggiorna una volta al mese.
Anche in questo caso gli studi più strutturati sono quelli che dedicano più attenzione a questo aspetto.

Avete un profilo sui principali social network?

Se c'è poco interesse nell'essere presenti con un sito del proprio studio sul web ancora meno c'è per esserlo nel mondo dei Social. Solo il 18,5% ha un profilo su Facebook, Twitter, Google Plus, o gli altri principali strumenti.
Quelli che utilizzano i Social network scelgono prevalentemente Facebook (92,6% dichiara di avere un profilo dello studio) mentre attirano meno Twitter (10,6%), Google Plus (8,5%), percentuali in linea con le penetrazioni dei vari strumenti sui cittadini italiani.
Ancora peggio se consideriamo quanti studi hanno un blog, uno degli strumenti che i comunicatori del settore dentale consigliano per tenersi in contatto con i propri pazienti: solo il 4,3% ne ha attivato uno.
Ma questo oggi. Nel futuro prossimo i dentisti si attiveranno per essere presenti sui principali social network?
Risponde no il 72,6% mentre il 20,1% si dice molto più possibilista ammettendo che ci sta pensando. Certo delle potenzialità di questi strumenti il 7,3% degli intervistati che hanno dichiarato di avere intenzione di attivarne almeno uno.
A dimostrare di come i dentisti che decidono di essere presenti sui social network sono convinti dell'utilità e del fatto che per funzionare deve essere aggiornato frequentemente il dato che indica come il profilo dello studio venga modificato almeno una volta al giorno (11,7%) o una volta la settimana (34,0%).
Anche in questo caso, come per il sito internet, ad aggiornarlo è prevalentemente il titolare dello studio (64,9%).

Pubblicità dello studio

Il dentista italiano non sembra trovare utile fare pubblicità al proprio studio.
L'84,6% degli intervistati dichiara di non utilizzare questo strumento per farsi conoscere e trovare dai cittadini.
Chi ha deciso di farsi pubblicità sceglie l'inserzione sul giornale locale (47,4%) o il volantinaggio (33,3%).
A preferire il cartelloni pubblicitari le società mentre l'utilizzo delle inserzioni su internet è trasversale. Dai dati rilevati sembrerebbe oramai in declino l'utilizzo della vendita delle prestazioni attraverso i buoni offerti tramite i siti di social shopping, solo il 3,8% li utilizza.
Anche il dato sugli investimenti economici per la pubblicità confermano come per i dentisti questa attività sia marginale. Infatti l'investimento medio dello studio in pubblicità non supera i 3mila euro l'anno, ed il 47,4% non spende più di mille euro in un anno.
Anche in questo caso sono le società a destinare un budget maggiore per gli investimenti pubblicitari.
Ma fare pubblicità serve?
Sembrerebbe di si almeno stando alla soddisfazione dei dentisti che la fanno. Il 48,7% ha dichiarato di essere soddisfatto dei risultati ottenuti mentre il 21,8% non riesce a valutare l'effettiva utilità

Internet come strumento di aggiornamento ed informazione

Informazione
Gli studi odontoiatrici utilizzano la propria connessione ad internet prevalentemente
per informarsi e lo fanno con frequenza giornaliera (41,7%) o ogni 2-3 giorni (19,5%).
In prevalenza in rete i dentisti cercano informazioni su argomenti clinici (92,4%) ma anche normative ed attualità (65,4%) e per conoscere le novità in tema merceologico o come si utilizzano prodotti e strumenti (61,6%). (era possibile dare più risposte) .
La Rete è meno utilizzata per dare o ricevere consulenze professionali (il 30,2% la utilizza per questo), ma il dato è sicuramente condizionato da una carenza di piattaforme che favoriscono questo e dalla non propensione all'utilizzo di forum o blog da parte dei dentisti.

Formazione
Per quanto riguarda la formazione professionale i dentisti italiani gradiscono
quella rilasciata tramite Fad (78,4% la apprezza) [Grafico 25]giudicandola utile o molto utile (83,3%) [Grafico 26].
Un gradimento trasversale per ogni fascia di età, sia si considerino i giovani
che gli over 60.

Nuove tecnologie e professione

La rivoluzione digitale all'interno del settore dentale non stravolge, ovviamente, solo il modo di comunicare o di aggiornarsi ma anche il modo di curare e riabilitare i pazienti.
Nuove tecnologie che sembrano incominciare a diventare strumenti di uso comune negli studi odontoiatrici italiani a cominciare dalle tecnologie per la diagnostica per immagine, complice anche una facilità di utilizzo maggiore rispetto alle vecchie strumentazioni.
Il 68,5% degli intervistati ha infatti dichiarato di avere in studio almeno un radiografico digitale mentre il mercato dei Cone beam deve ancora svilupparsi come anche quello dei fresatori Cad Cam.
Tra le altre "nuove" tecnologie, buona la presenza degli scanner intraorali (14,3%), visto che è sicuramente una delle tecnologie più nuove a disposizione dello studio, e dei laser odontoiatrici (27,0%).
Come in tutti i settori professionali e produttivi l'impatto che le nuove tecnologie hanno sui professionisti non sono univoche. E se da una parte c'è un 26,8% di dentisti che dichiara di voler, nei prossimi 24 mesi, dotare il proprio studio di uno di questi strumenti c'è un 73.2% che dice di non aver nessuna intenzione di acquistarne uno.
Entrando nello specifico abbiamo anche voluto capire se i dentisti italiani pensino che la tecnologia Cad Cam rivoluzionerà il modo di produrre le protesi odontoiatriche. Sembrerebbe di si, viste le risposte. Prevalentemente perché offre protesi più precise (43,0%), perché abbatte i tempi di realizzazione (39,2%), perché abbatte in costi di produzione (17,8%).

Sull'argomento leggi anche:

23 Settembre 2014: Gli italiani si fidano dei dentisti ma quasi la metà ne ha cambiati almeno 3. Il passaparola è determinate per la scelta del dentista e la chiarezza delle informazioni determinante. Poco convincente la pubblicità

23 Settembre 2014: Nuove tecnologie nel dentale: una rivoluzione inevitabile (e necessaria) e non solo dal punto di vista dell'informazione

23 Settembre 2014: Le riflessioni di un odontoiatra

23 Settembre 2014: Costruiamo assieme il futuro



 

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